La classifica approssimativa e malfatta delle letture dal 5 all’11 Settembre

Buongiorno cari lettori e care lettrici di tutta Italia. A scrivervi è sempre l’amministratrice dalla sua amata Sardegna. Oggi è giorno di resoconti, e quindi diamoci da fare.  Ieri vi ho posto il seguente quesito:  Come ogni Domenica, via al ‘Cosa avete letto questa settimana?’ per poter compilare la bizzarra e sbilenca classifica delle letture di Un buon libro, un ottimo amico! ed ecco il risultato di tutte le vostre risposte che, giunte in numero 46, non hanno fatto altro che confermare l’idea che mi ha spinto a compilare questa classifica.

Per saperne di più, e per informare i naviganti di bordo che siano rimasti indietro nel viaggio, ecco il link al post in cui è spiegata la nascita di questa classifica domenicale:

https://unbuonlibrounottimoamico.wordpress.com/2011/09/04/la-classifica-approssimativa-e-malfatta-causa-inesperienza-dellamministratrice-in-materia-di-statistica-delle-letture-dal-29-luglio-al-4-settembre/

Mentre in tutto il resto d’Italia è Melissa Hill con il suo ‘Un regalo da Tiffany’ a fare da capolista delle liste classifiche, nel mondo letterario di ‘Un buon libro, un ottimo amico’ a detenere il primo posto è ancora una volta lui:

Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la letteratura 2010.  Scrittore, giornalista, attivista politico, Llosa vi ha fatto leggere anche questa settimana ‘La guerra della fine del mondo’, ma anche ‘Il caporale Lituma sulle Ande’.  A proposito, non posso mancare di ricordavi il nostro appuntamento del 29 Settembre con il Club del libro Nobel, di cui vi riporto il link all’evento – in cui troverete tutte le informazioni necessarie per sapere di che si tratta e – eventualmente – partecipare:

https://www.facebook.com/event.php?eid=207684939270946

Da: Elogio della lettura e della finzione (Discorso di Mario Vargas Llosa in occasione dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura 2010) (gentilmente segnalato da Chiara Pagliochini)

Ho imparato a leggere all’età di cinque anni, nella classe di Fratel Justiniano, presso il collegio di La Salle a Cochabamba (Bolivia). È la cosa più importante che mi sia mai capitata. Quasi settant’anni dopo ricordo con chiarezza come questa magia, quella di tradurre in immagini le parole dei libri, abbia arricchito la mia esistenza, distruggendo le barriere dello spazio e del tempo, permettendomi di percorrere con il capitano Nemo nel suo sottomarino ventimila leghe sotto il mare, di lottare a fianco di D’Artagnan, di Athos, di Porthos e di Aramis contro gli intrighi che minacciavano la Regina ai tempi del ritorno di Richelieu, o di percorrere il cuore di Parigi, divenuto Jean Valjean con il corpo inerte di Marius sulle spalle. […]

Se anche voi, come me, amate gli scrittori latinoamericani, non potete fare a meno di perdervi nelle narrazioni superbe ed ammalianti, del suddetto scrittore che già da due settimane sbaraglia arrivando in primo posto.

A seguire Llosa, è ancora una volta:


Oscar Fingal O’Flaherty Wills Wilde, di cui avete letto ‘Il fantasma di Canterville’ e ‘L’importanza di chiamarsi Ernesto’. Morto agli inizi del 1900, l’autore di origini irlandesi, fa ancora discutere ed animare le riflessioni dei lettori e, purtroppo, si vede spesso usato ed abusato in citazioni sparse qua e là su Facebook postate e condivise da chi nemmeno sa chi fosse.

Wilde, questo sconosciuto!

Bando alle ciance, proseguiamo nella nostra classifica.

Questa settimana – con mio immenso piacere – compare nella classifica un altro uomo carismatico e fascinoso, protagonista dei Ruggenti Anni Venti.  Di chi si sta parlando se non di lui?

Di Francis Scott Fitzgerald avete letto ‘Il grande Gatsby’. 

Andrew Le Vot, biografo dello scrittore, scrive di questo romanzo che:

riflette meglio che in tutti i suoi scritti autobiografici il cuore dei problemi che lui e la sua generazione dovettero affrontare… In Gatsby, pervaso com’è da un senso del peccato e della caduta, Fitzgerald assume su di sé tutta la debolezza e la depravazione della natura umana.

Se non l’avete ancora letto, e non sapete ancora chi fossero Gatsby, Nick Carraway e cosa combinassero nella New York bene, decidetevi a farlo, si tratta di un testo irrinunciabile. (Almeno a mio modesto parere)

Al quarto posto della nostra classifica, finalmente un italiano, ovvero Erri De Luca.

 

Definito ‘lo scrittore del decennio’ da Giorgio de Rienzo, De Luca vi ha fatto leggere ‘Il peso della farfalla’ e ‘Non ora, non qui’.

Di quest’autore, che devo ancora approfondire, ma che mi ha già regalato il suo elegante, modesto, ma forte nella sua semplicità, modo di scrivere, ho letto ‘Tu, mio’ che vi consiglio calorosamente.  Inoltre, se ne è parlato in settimana, e a proposito, tre lettrici della nostra pagina si sono così espresse:

Chiara Mariani dice:  Ho letto “Tu, mio”, “Montedidio” e “Tre cavalli”. Trovo che abbia un’ottima capacità di entrare in empatia col lettore senza utilizzare filtri o ‘strategie’. La sua scrittura è curatissima, ma nello stesso tempo si sente che è ‘di pancia’. Non ha pretese da grande intellettuale… ed è per questo che può essere letto da tutti, senza annoiare o deludere. Mi è piaciuto.

Panda Bamboo dice: E’ uno scrittore che amo, e non lo dico così per dire “è tra i miei preferiti”, lo amo davvero! E’ così profondamente umano e allo stesso tempo saggio in quello che scrive che mi commuove. Tra l’altro ho avuto il privilegio anni fa di poterlo conoscere in un contesto diverso dalla solita presentazione di un libro e mi ha così affascinato come persona che ne custodisco gelosamente il ricordo. Ha una cultura immensa ma te la racconta come se parlasse di una cosa naturale come passeggiare. “immenso” forse è la parola giusta per descriverlo!

Simona Satira dice: Io ho letto “Il giorno prima della felicita’”, che non mi e’ piaciuto, mentre ho amato “Il peso della farfalla”: una piccola perla.

Dall’Ottocento con furore e per la serie ‘tutto in famiglia, a farvi leggere sono state anche le due sorelline Brontë, Emily e Charlotte, e i due Dumas padre e figlio (con tutti i nomi che esistono, si dovevano chiamare uguale? Mha).

[Sapevate che Zafòn si è ispirato a ‘Jane Eyre’ per alcuni passaggi del suo ‘Il gioco dell’angelo’? Tra l’altro, con Zafòn sono assai arrabbiata e poco propensa al perdono perché, dopo la lettura de ‘L’ombra del vento’ pensavo che il 2000 ci avesse donato un ottimo romanziere, invece, purtroppo, ho letto il sopracitato ‘Il gioco dell’angelo’. E mi son dovuta ricredere.]

Ad ogni modo, dalla redazione è tutto.

Buon inizio settimana, buon rientro scolastico e buon rientro a lavoro. Ovviamente, e immancabilmente, buone letture.

Post Scriptum: Aggiornamenti intorno a ‘Facciamo vivere la lettura’

4 bigliettini ritrovati in Toscana.
3 bigliettini ritrovati in Liguria.
1 bigliettino ritrovato in Campania.

E in tutto il resto d’Italia? Facciamoci sentire, viviamo la lettura!

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Un amore così grande per la lettura che farei qualunque cosa pur di fare in modo che viva. Vedi tutti gli articoli di unbuonlibrounottimoamico2011

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