Neve, Orhan Pamuk

Titolo: Neve
Titolo originale: Kar
Autore: Orhan Pamuk
Edizione: Einaudi
Numero pagine: 468
-> Consigliato: sì 

 

Se pensate a come si dice neve in arabo, Kar, capire perché Pamuk abbia ambientato questo romanzo a Kars non vi verrà affatto difficile. Come la neve che scende imperterrita e blocca le strade di Kars, città al confine della
Turchia, ma in realtà, se vogliamo, ai confini del mondo,così i pregiudizi corrodono il pensiero dell’uomo bloccando il processo.

Se poi a Pamuk quest’assonanza Kar-Kars manco gli era venuta in mente, mi scuso solennemente col premio Nobel, ma prendo comunque le mosse da questa mia idea associativa per spiegarvi cosa sia stataper me questa lettura di esperienza.
Ho visto lo chador in molte parti dell’Europa, ho visto il burka sopratutto per le strade dell’Egitto, ma ho visto anche
‘su muccaloru’ nelle teste delle donne sarde dei paesi dell’interno, ma non solo.

Quando si è iniziato a parlare di ‘chador’, di ‘velo’ nelle scuole, tutti sembravano avere un’opinione, tutti sembravano volerla dire, o meglio urlare, perché il canone
di voce obbligatorio delle faziose conversazioni talk-show sembra ormai diventato quello delle urla, eppure nessuno ha chiesto mai alle dirette interessate.
Ora, lasciando da parte le donne sarde che a me hanno sempre fatto apparire lo chador un dato abbastanza irrilevante per via dell’abitudine, se prendiamo in considerazione le donne turche che coprono la testa, che coprono i capelli, in particolare le donne turche di Kars che si suicidavano perché da Ataturk veniva il divieto dell’utilizzo del velo nelle scuole e in luogo pubblico, dobbiamo aprire gli occhi ad un dato rilevante:
che mai nessuna donna col velo di Kars è mai stata interpellata sull’argomento. Ne hanno parlato persino le parlamentari italiane, e con ciò ho detto tutto. Ma le donne di Kars non ne hanno parlato, e non perché morte eh, ma perché nemmeno quando erano in vita nessuno mai si è preso la briga di interpellarle.

Il nostro problema, con nostro intendo ‘di noi occidentali’ è quello di filtrare qualsiasi prospettiva ci venga proposta con il prisma occidentale, che ha dato per scontato la propria superiorità e l’altrui inferiorità.
Se leggete ‘Neve’ vi troverete ad essere uno schifo perché purtroppo sarete Ka, volenti o nolenti, sarete il borghese occidentale, anche se nel suo caso esiste l’aggravante della provenienza turca, e valuterete tutto ciò che di orientale e islamico accade etichettandolo come ‘sbagliato’. E se per una volta ci mettessimo dall’altra parte dello specchio? Non per dare un assenso che non sia nato da vera condivisione di idee, ma semplicemente per dare uno sguardo libero da viste che i millenni hanno fatto per noi e da cui non siamo in grado di disfarci?
Io sono contraria al velo che copra integralmente i connotati visuali di una persona per motivi di semplice ordine pubblico,
ma perché invece gli orientali non potrebbero essere giustamente contrari alle Veline che vanno in tv a far vedere tette e culi che vengono poi emulate da ragazzine che per soldi si fanno profanare nei giardinetti della scuola così da poter comprare le Hogan, l’i-phone o il BlackBerry?

Insomma, sono abbastanza arrabbiata. Non con voi eh, e nemmeno con Pamuk, che scrive da Dio. Sono arrabbiata abbastanza con me stessa per essere sempre stata così occidentale, e così poco intelligente nel valutare situazioni che accadevano sia nella nostra cara Europa sia in quell’Oriente delle Mille e una guerra.
Al di là dello stile, della trama, dell’amore, della poesia, dell’intreccio, della sapienza di un autore con i controcoglioni,scusate l’immagine poco pudica, ma era quella più efficace, il motivo per cui voglio consigliarvi Pamuk è il seguente:
perché vi insegna a ragionare.
Se prima prendevate una mela in mano e iniziavate a mangiare da un lato qualsiasi, dopo Pamuk valutate la mela per capire bene da dove iniziare a mangiare con maggior rendimento del frutto.
Va bene la metafora faceva schifo, ma era solo per trasmettervi ciò che è stato per me Pamuk.
Pamuk per me è stato una nuova finestra sull’Oriente, ma anche una finestra sulla necessità che ho di imparare bene e meglio
di qualsiasi cosa io voglia parlare, prima di dire baggianate becere, occidentali e superflue.

Insomma, dopo la mia recensione dubito che comprerete ‘Neve’, per fortuna Pamuk ha agenti letterari che lo sanno pubblicizzare meglio di me, di una cosa son sicura, che avete capito che sono arrabbiata, ma magari è solo per il ciclo.
A presto Orhan, e grazie per gli insegnamenti (e per l’arrabbiatura, che magari è solo per il ciclo, bho).

Annunci

Informazioni su unbuonlibrounottimoamico

Un amore così grande per la lettura che farei qualunque cosa pur di fare in modo che viva. Vedi tutti gli articoli di unbuonlibrounottimoamico

4 responses to “Neve, Orhan Pamuk

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: