Harry, rivisto – Mark Sarvas

Titolo: Harry, rivisto
Titolo originale: Harry, Revised
Autore: Mark Sarvas
Data di pubblicazione: 2008
Edizione: Adelphi
Numero pagine: 308
Costo: 19€
-> Consigliato: Sì!

 

Non è facile essere il conte di Montecristo quando hai il cuore in gola.

 

Scordatevi gli eroi dei romanzi classici, quegli uomini coraggiosi che si rialzano sempre, che combattono le avversità e alla fine trionfano. Harry Rent è un po’ tutti noi: non sa mai bene come comportarsi, quindi si limita a sforzarsi di non apparire troppo ridicolo. Si ispira al Conte di Montecristo (in edizione ridotta, scelta dopo aver ponderato attentamente i pro e i contro) per ostentare una sicurezza che in realtà non ha, risultando talmente dolce e buffo che è impossibile non apprezzare i suoi sforzi e non fare il tifo per lui. Eppure non è un personaggio del tutto positivo: è un traditore, un codardo e un debole. Si perde nel labirinto dei propri pensieri (per dirla con le parole dell’autore, si osserva mentre osserva se stesso che osserva), ha paura di affrontare i problemi, è goffo, egoista e impacciato. Insomma, è umano. Proprio questa è la forza dello spassosissimo romanzo di Sarvas: chiunque può riconoscere in Harry almeno una parte di sé e delle proprie paranoie. È un personaggio straordinario e ben delineato, buffissimo, un antieroe che dopo la morte della moglie si ritrova a fare i conti con la propria coscienza, i propri desideri e una serie di situazioni che lo colgono impreparato.

La storia procede a ritroso fino al momento in cui ha conosciuto sua moglie, che lo amava moltissimo ma si vergognava della sua goffaggine. Senza di lei, Harry deve ritrovare il proprio posto nel mondo, scendere a patti con l’uomo che è diventato, accettare la realtà e ricominciare a vivere. Solo che è talmente pasticcione e confusionario che il processo risulta più difficile del previsto, con picchi veramente comici e altri più drammatici. Nel tentativo di agire per il meglio – non sempre in modo disinteressato – conosce e cambia la vita di alcune persone, ma soprattutto combina una serie di disastri dai quali non riesce più a districarsi. E più si dibatte, più ne rimane invischiato.

Leggendo le avventure di Harry si ride, si riflette, ci si incuriosisce (la causa della morte della moglie rimane avvolta in un alone di mistero fino alla fine), e si viene catturati fin dalle primissime pagine. Mi è piaciuto davvero molto e lo consiglio caldamente.

Uniche note dolenti, certe scelte traduttive e alcuni errori veri e propri: è un peccato doversi irritare ogni tre pagine per parole “stonate” (volete qualche esempio? “una diecina”, “negli anni avvenire”… non me le sono segnate tutte perché ogni volta era un colpo al cuore). Ma ho superato il fastidio e ho cercato di valutare il romanzo nel suo insieme, perché un personaggio umano e ben riuscito come Harry se lo merita.

Harry è assolutamente certo di svanire rapidamente, di regola, dalla memoria visiva, come un’impressione all’interno di una palpebra chiusa. Più di ogni altra cosa Harry desidera essere ricordato. Che si pensi bene di lui.

 

Io ti ricorderò, Harry. Perché fa sempre bene scoprire che non siamo gli unici ad avere paura.

Thais Siciliano

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