La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, Audrey Niffenegger

Titolo: La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo
Titolo originale: The Time Travelers’ Wife
Autrice: Audrey Niffenegger
Anno di pubblicazione: 2008
Edizione: OSCAR MONDADORI – contemporanea
Numero pagine: 503
Costo: 10€
-> Consigliato: Sì, sopratutto se siete degli irrimediabili romantici 

 

La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo

Ognuno di noi, nella propria esistenza, mira ad ottenere qualcosa, e in questo obiettivo trova la propria forza, la propria ostinazione, o il proprio fallimento. Alcuni ricercano una carriera appagante, altri ricercano soldi a non finire, e poi ci sono quelli come me, forse un po’ banali, magari datati e scontati, che vivono d’amore e che non chiedono altro. E che quando leggono libri come ‘La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo’ non possono far altro che entrare in quella sorta di trans da lettore che individua il proprio libro, il libro che lo stava aspettando, tirare il fiato e leggere 503 pagine sapendo che arriverà una fine, senza volerla.
I libri che ci piacciono sono come una storia d’amore, non vorremmo mai che finisse.

Vi siete mai chiesti fino a che punto sopportereste pur di poter stare con la persona che amate? Vi siete mai chiesti cosa fareste se amaste un uomo che scompare nel tempo senza preavviso, senza volerlo… senza poterlo evitare?
Beh, io sì. La mia risposta non vi interessa, forse interessa solo alle mie fantasie da romanticona. Tuttavia, rispondendomi attraverso le parole di Audrey Niffenegger ho capito che non può esserci amore senza attesa, senza perseveranza.
Non piango per  i libri, non riesco a piangere, se non in rarissimi e fulminei punti. Ma da quando sentii in un film che ‘gli occhi più tristi sono quelli che non piangono’  ho capito che se non sto piangendo dopo aver finito la lettura è solo perché sono troppo amaramente malinconica per farlo. Henry e Clare sono l’esempio di come sia importante aspettarsi, di cosa significa cogliere gli indirizzi del destino per non lasciarsi scappare anche quando le condizioni sono le più difficili. Henry e Clare ci insegnano che l’amore ha bisogno di coraggio e che nemmeno la morte è così forte da distruggere un sentimento votato all’eternità.

Non so, sin da piccola ho sempre pensato che scrivere d’amore fosse la cosa più difficile da fare. E quando mi ritrovo incollata alle pagine che mi raccontano di una storia come questa, poi perdo le parole, e non so cosa dire. Non so come esprimere. Non so cosa dire. Punto.

 

La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo è un libro bellissimo. Leggetelo. Ogni mia ulteriore parola è superflua.

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