Non ti muovere, Margaret Mazzantini

Titolo: Non ti muovere
Autrice: Margaret Mazzantini
Anno di pubblicazione: 2001
Edizione: Mondadori – I miti
Numero pagine: 295
Costo: 4.9€
-> Consigliato: no, se avete una sensibilità smisurata – sì, se volete leggere un bel libro

Non ti muovere
Non ti muovere sono le tre parole in preghiera che gli amanti si rivolgono quando rifuggono il mondo e vogliono egoisticamente avvilupparsi tra sé, e tutto il resto fuori.

Non ti muovere sono le tre parole in preghiera che un padre disperato rivolge all’anima della figlia adolescente che non ha allacciato bene il casco prima di salire sullo scooter che guiderà sulla strada bagnata e pericolosamente scivolosa.

E se prendete queste due preghiere e le intrecciate come i fili di una treccia otterrete la storia struggente che Margaret Mazzantini ha messo in piedi con maestria, un tocco magico delle parole, dure quando si parla di sesso, forti quando si parla di amore, e dolci, incredibilmente dolci e profonde, quando si tratta di paura paterna.

Ho comprato questo libro barattandolo con un Camilleri di troppo inviato da quei demoni malvagi di mondolibri e aggiungendo 1€ in un’edicola poco in vista in cui giganteggia la scritta ‘Qui abbracci gratis’ .
Ho comprato per 1€ la storia di Timoteo e Italia, munita del mio obolo sacrificale sono scesa nell’Inferno delle emozioni sature di un chirurgo in vista e della sua donna dei sobborghi che puzza di povero e che sa di amore.
Non c’è un principe, e nessuna carrozza di mezzanotte, Italia è una donna dei bassifondi, destinata a rimanerlo, la cui casa con le pareti che tremano ospita Timoteo, talvolta sprezzante, ma oscuramente e inesorabilmente innamorato di questa donna che cucina il sugo con i pomodori raccolti dal suo stesso orto, veste abiti stravaganti e ha smesso di chiedere alla vita.
L’amore nato dalla violenza di un uomo che ha represso di fronte ad una madre stizzita, di fronte ad una moglie borghese, l’istinto animale che lo prevarica sino a fare di Italia la sua puttana, ma infine il suo angelo dell’amore, destinato a salvarlo ed ucciderlo insieme.
Un uomo con la fede al dito, senza fede nel letto e fuori nei confronti di una moglie quasi altezzosa, distante, lontana, bella, ma quasi finta al confronto della verità delle parole di Italia, delle sue poche pretese.
Lasciarsi, riprendersi, i ritorni e i distacchi poi, la paura di amare, ma ancor più la paura di perdere, tradire per non tradire se stessi, i veri e propri desideri, trovare il coraggio, ma perdere la volontà della vita di assecondare chi è stato troppo codardo e adesso brandisce la spada di un guerriero perdente.

E poi, scavare una fossa di una terra sconosciuta e depositarvi gli ultimi resti di una storia sbagliata, questo fa Timoteo che decide di riportare alla luce quanto nascosto quando Angela, la figlia nata dall’aborto di un figlio maschio di un’altra donna più amata, subisce un’operazione che la tiene in bilico tra la vita e la morte, tra restare e andarsene. Non ti muovere, Angela. Resta qui. Lascia che almeno a te Timoteo possa raccontare la storia di un amore vile come un coniglio, bastardo e senza gloria, ma talmente innamorato che non si può fare che giustificarlo, perché l’amore passa sopra ogni cosa e col suo passo distrugge tutto il resto. Manda tutto in frantumi.

Lascia Angela, che mentre stai distesa sotto i ferri, la voce narrante comprata ad 1€ mi tocchi profondamente, spingendomi a chiedere, a rispondere, a lacrimare, a pensare quant è sbagliato, e in fondo quanto è giusto. Vivere, amare e morire.

E mentre leggo, scorgo qualche piega del precedente lettore, le classiche orecchie che io non farei mai, due, tre forse, a scandire il ritmo di un lettore, o i di una lettrice che ha letto in fretta come me, cento pagine alla volta, magari cento per giorno, in fretta come me, e che infine ha barattato la storia.
Così che io ho potuto comprare, a 1€, la storia di Italia e Timoteo, di Timoteo e Angela, di quei due amori che si guardano cagneschi, che si comprendono, che si sostituiscono, l’amore per un’amante lontana e per una figlia in procinto di morire. Tutto il resto è al margine. Tutto il resto può anche spiccare il volo, e andare via. Ma tu Italia, non ti muovere. Tu Angela, non ti muovere.
Tu,  mia bellissima storia ottenuta in cambio per una moneta, non ti muovere. Rimanimi dentro, dove solo le cose belle e dolorose insieme possono restare.

Luana 

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