Figlio di Dio, Cormac McCarthy

Titolo: Figlio di Dio 
Titolo originale: Child of God 
Autore: Cormac McCarthy
Anno di pubblicazione: 1974
Edizione: Einaudi
Pagine: 168
Costo: € 10
-> Consigliato: Sì!

Signor Ballard, disse. O trovate un altro modo di vivere, oppure vi trovate un altro posto al mondo per viverci. 

Non c’è motivo di cercare significati inesistenti dietro a questo libro. Come anche “Meridiano di sangue”, per certi aspetti, “Figlio di Dio” è il manifesto di un’umanità violenta e deviata dal Male, Male che proviene dall’uomo stesso, dal suo cuore. Le azioni non sono spiegate, né trapelano i pensieri dietro a esse. Il lettore dà libera interpretazione a ogni sillaba. Ogni cosa viene presentata nel modo in cui deve essere, niente di più, niente di meno. Si potrebbe dire che il narratore, McCarthy, non esiste. La sua presenza non si sente. È tutto così splendidamente raccontato e mostrato che ogni parola s’incastra nel posto giusto e non ha bisogno di spiegazioni. 

Ricorda un po’ “Il signore delle mosche” di Golding, questa degenerazione animale di Lester Ballard, il protagonista serial killer del romanzo. Passando da uno stupro all’omicidio, per arrivare infine alla necrofilia, quest’uomo rappresenta la natura più abietta dell’individuo bianco. La società inesistente, la possibilità di avere armi. Quest’America degli anni ’70 non riceve grazie. Descritta così com’è, nel suo turbine di violenza inaudita, negli istinti più crudeli e malvagi rappresentati da Lester Ballard, l’America che noi conosciamo, o che vorremmo conoscere, scompare, come se non fosse mai esistita. In questo piccolissimo romanzo abbiamo solo il ritratto di un America sanguinante, misera, povera, persa. È il ritratto dell’uomo. È il nostro ritratto. 

Pensate che a quei tempi la gente fosse più cattiva di oggi? chiese il vicesceriffo. 
Il vecchio stava guardando la città inondata. No, disse. Non lo penso. Penso che la gente sia la stessa fin dal giorno che Dio creò il primo uomo.
 

Perché Lester Ballard fa quello che fa? Come rispondere, dato che nel romanzo non si trova la risposta? Forse è dentro di noi. Dovremmo cercare di comprendere le azioni di questo pazzo senza stravolgerne il fine. Oppresso dalla miseria umana, Ballard si ribella. Uccidendo. Stuprando. Non è anche questo parte di noi, del nostro operare? Sono gesti estremi, portati alla loro estrema accezione proprio grazie a Ballard. Sono atti che ci possono aiutare a comprendere meglio cosa c’è dentro il nostro cuore, dentro la parte buia. 

Prosa mai scarna come adesso, McCarthy ha voluto scrivere una storia lapidaria, chiusa, senza speranza. Dialoghi brevissimi, risposte secche, mai un acccenno di pensiero, mai un niente di niente, eppure il libro è sempre pervaso da quell’inconfondibile e superba descrizione della natura che accompagna tutti i libri dell’autore. Lester Ballard è un figlio di Dio, un uomo qualunque, uno come me che sto scrivendo in questo momento, e uno come voi che state leggendo. Questo figlio di Dio si muove nella natura grandiosa che è poi Dio stesso. Il fatto che Lester Ballard sia diventato un animale, un pazzo omicida, non lo divide nettamente, e anzi, non lo divide proprio dagli altri personaggi, e nemmeno da noi, perché lui è esattamente come tutti gli altri. Un uomo. 

La violenza è inserita magistralmente, senza sbavature, senza annunciazioni. Un momento stai leggendo la descrizione di una notte stellata, un momento dopo il protagonista spara a qualcuno, eppure quasi non si nota la differenza talmente il tutto è descritto in maniera normale, come se fosse ovvio che un fatto del genere accadesse lì, in quella pagina. La bravura di McCarthy nel mostrare il Male, soprattutto quello umano, si mescola a quella natura spaventosa e bellissima in cui l’uomo da sempre si muove, avvicinandosi a essa. 

Un libro forte, un pugno allo stomaco. 
Nessun sentimento. 
Niente speranza. 
Romanzo che incarna la parte più scura dell’umanità.

Marco Tamborrino 

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Un amore così grande per la lettura che farei qualunque cosa pur di fare in modo che viva. Vedi tutti gli articoli di unbuonlibrounottimoamico2011

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