Uccelli di rovo, Colleen McCullough

Titolo: Uccelli di Rovo
Titolo originale: The Thorn Birds
Autrice: Colleen McCullough
Traduttore: Bruno Oddera
Anno di pubblicazione: 1977
Edizione: Tascabili Bompiani
Numero pagine: 558
Costo: 10,90 euro
Consigliato: Sì. In defintiva, direi di sì.

Uccelli di Rovo. E’ stato il titolo che mi ha colpita, che mi ha spinta ad acquistarlo un giorno, mentre passeggiavo in libreria. Non sapevo NIENTE su questo romanzo. Non sapevo, per esempio, che ne avessero tratto una sorta di miniserie che, avendola vista a pezzi dopo la lettura, ho pensato avesse, in ogni caso, rovinato il romanzo rendendolo una sorta di libretto Harmony. Non sapevo niente neanche sulla trama ma,semplicemente, mi ha colpita il titolo.
Uccelli che, in pratica, si danno la morte cercando un rovo con cui infilzarsi e mentre lo fanno, cantano. Terribile a pensarlo e a leggerlo, ma neanche questo sapevo prima di inziare la lettura.
Mia madre, saggia dispensatrice di consigli letterari, lo ha distrutto in due minuti di orologio additandolo come ‘romanzetto rosa, pensate, noioso, stupido, ecc ecc.’ Ebbene, ma di cosa tratta questo tanto contestato romanzo? Se leggete la trama dietro la copertina Bompiani si leggeranno ben poche righe e molto vaghe. Saga familiare che prende avvio durante i primi anni del ‘900 e che continua sino ai tempi più recenti (recenti per l’epoca, il tutto termina diciamo negli anni ’60 -’70).
E il punto fondamentale, però, qual è? Qual è l’ingrediente che tiene intatta e ferma la trama in questo volumone di quasi seicento pagine? L’amore; l’amore e il legame indissolubile,e direri anche tristemente predestinato, che legherà una donna, la principale figura femminile, ad un prete. E dicendo questo, non anticipo niente poichè è solo l’inizio, il punto di partenza.
Ero partita male, devo esser sincera.
E devo esser ancor più sincera nell’ammettere che la prima parte del romanzo mi ha un po’ annoiata. Non tanto per le descrizioni del paesaggio australiano (che, secondo me, sono uno dei punti di forza, insieme alle descrizioni del lavoro nella proprietà di Drogheda), nè per i continui riferimenti religiosi (bisogna tener conto che è stato scritto negli anni ’70 e che è ambientato nei primi anni del ‘900 quindi la religiosità era una componente fondamentale e onnipresente della vita delle persone), ma per la mancanza di ‘azione’, per la mancanza di un qualcosa che doveva, secondo me, accadere in quel momento. La seconda parte del libro (circa da pagina 200? Più o meno..), invece è più carica di eventi, più densa di psicologia umana, di pensieri che affollano le menti dei personaggi, più coinvolgente sotto vari punti di vista. L’ultima parte del romanzo, secondo me, è quella meno valida. Non volendo anticipare niente, posso dire soltanto che,secondo me, la storia è stata portata avanti più del dovuto e questo non sarebbe stato assolutamente necessario.
Ho diviso il romanzo in queste tre parti,a seconda delle mie preferenze.

Ok, ma allora perchè consigliarlo?

Consigliato perchè il romanzo della McCullough non è, come la serie televisiva che ne hanno tratto, un romanzetto Harmony. Sì, c’è l’amore, un amore contrastato, diviso, sofferto, lacerato, ma ci sono anche le vite di tanti altri personaggi che gravitano intorno alla storia principale. Ci sono belle descrizioni, e non si trovano, come invece si tende a pensare, descrizioni di sesso ogni due pagine. No, nella maniera assoluta.
Consigliato perchè è una buona lettura; è scritto bene, ed è scorrevole. Non sarà un caposaldo della letteratura ma è meglio di molto altro.
Consigliato perchè si può apprezzare una sottile psicologia dell’individuo che tenta di fuggire dai sentimenti umani, ed un modo di ragionare e di pensare completamente diverso dal nostro.

Unica cosa che mi sentirei di consigliare a tutti coloro volessero iniziare la lettura; non è un capolavoro della letteratura, almeno da me non è così considerato, ma non è che nemmeno da etichettare a preventivo come una banalità e una smanceria zuccherosa.
Prendetelo per quello che è, lasciandovi coinvolgere nel flusso della storia.
Potrete apprezzarlo o no, ma almeno potreste esprimere un giudizio sensato e ragionato su questo tanto apprezzato romanzo.

Chiara Coppola

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