Il giardino dei ciliegi, Anton Chekhov

Titolo: Il giardino dei ciliegi
Titolo originale:  Вишнëвый сад
Autore: Anton Checkhov
Cenni sull’autore:  Anton Čechov nasce in Ucraina nel 1860. Fin da giovane  dimostra una particolare attitudine per il teatro. Raggiunge il successo con Il gabbiano (1896), cui seguono Zio Vania (1897), Le tre sorelle (1901) e Il giardino dei ciliegi (1904), portati sulle scene con grande successo da Stanislavskij e Nemirovic-Dancenko presso il Teatro d’Arte. È inoltre autore di una copiosa produzione novellistica.

Anno di pubblicazione: 1904
Edizione: pillole BUR (Rizzoli)
Tradotto da: Luigi Lunari
Pagine: 136
Costo: € 5,90
> Consigliato: Sì (e se riuscite a vederlo a teatro, tanto meglio).

 

 

“Perché io sono nata qui, qui sono vissuti mio padre e mia madre, mio nonno, io amo questa casa, senza il giardino dei ciliegi io non capisco più niente della mia vita, e se è proprio necessario venderlo, allora vendete anche me insieme al giardino.”

 Credo che questa – anzi, ne sono certa – sia la prima opera per il teatro che leggo in vita      mia. L’approccio, lo debbo dire, è stato dei più foschi e ammantati di pregiudizio. Ho sempre pensato – e ancora non sono del tutto immune dal pensiero – che i testi teatrali siano una sorta di scheletro che a leggerlo si ricava la metà del loro valore. Se questo è vero, è vero anche che la metà di un grande valore è pur sempre un grande valore. E questo testo di Čechov (peraltro in una edizione splendida ed esaustiva) è magnifico.
Scrive Giorgio Strehler, che lo rappresentò a teatro nel ’74, che Il giardino è come un gioco di scatole cinesi. Ci sono tre scatole e ognuna contiene l’altra. La scatola più piccola, quella che è contenuta, è la scatola della vita quotidiana, dei personaggi in scena con le loro battute tipiche, i loro tic, i loro piccoli drammi esistenziali. La seconda scatola è quella della Storia, che interpreta il testo in termini di passaggio di proprietà, della decadenza della vecchia classe aristocratica e dell’emergere di nuove forze politiche, una sorta di anticipazione della Rivoluzione d’Ottobre. La terza scatola, la più grande, è quella dell’Umanità, con i suoi temi eterni: la morte, il dolore, l’infanzia perduta, l’inesorabilità del tempo, la vita mancata. Il giardino dei ciliegi è tutte e tre le scatole, ed è questo che ne fa un’opera di grande valore.
La vicenda ruota intorno a una vecchia casa che sta per andare all’asta. La proprietaria, Liubov, donna molto elegante, spendacciona, ma anche generosa e capace di grandi slanci, vi fa ritorno dopo cinque anni di assenza e ritrova tante cose che appartengono al suo passato, alla sua vita di madre e di donna sposata. Ritrova la “stanza dei bambini”, il grande armadio di cent’anni, le persone che conosceva e son cresciute e soprattutto il giardino dei ciliegi, che sembra esistere da sempre e fiorire in ogni stagione. Il giardino è simbolo di tutto ciò che c’è di caro al mondo, di quel che è radicato in noi, del posto da cui veniamo e che prima o poi, strappati dal caso o dalla violenza oppure di nostra volontà, dobbiamo abbandonare. Intorno a Liubov ruotano tanti personaggi incantevoli e fragili: le figlie Ania e Varia, la prima così proiettata verso il futuro, l’altra così incerta su quello stesso futuro; il fratello Gaiev, che parla sempre a sproposito; il servitore Firs, che è vecchio quanto il giardino; Duniascia, la cameriera innamorata che si incipria sempre il naso; Iascia, lo sprezzante valletto che all’estero s’è abituato alla bella vita; il contabile Iepichodov, che tiene sempre un revolver in tasca; la governante Charlotta, che non sa da dove viene ma conosce incredibili giochi di prestigio; l’eterno studente Trofimov, che contempla sempre la felicità ma non sembra che a parole ci si avvicini poi molto; il rampante Lopachin, contadino arricchito che rileverà la proprietà dei suoi stessi ex padroni e che farà calare l’ascia proprio sul tronco di quei ciliegi.
Chi vorrà restare? Chi troverà il coraggio di andare avanti? Chi accetterà che la ruota del progresso si muove e non si incaglia mai? Impossibile stabilire cosa pensasse Čechov di quei ciliegi, se in lui ci sia più nostalgia per quei colpi di scure o più speranza per un mondo che viene. I fatti parlano da sé e così dev’essere, e sta allo spettatore o al lettore decidere se piangere o ridere di quel che vede in scena.

Čechov fu certo uno scrittore sorprendente e lui stesso, di sorprese, dovette vederne un bel po’. I suoi testi, che si supponevano umoristici, finivano per far piangere gli attori alla prima lettura. E anche il pubblico, alla fine delle rappresentazioni, era tutto una lacrima. “Voi vi lamentate che i miei personaggi siano tristi e cupi! Ahimè, non è colpa mia! Questo avviene contro la mia volontà; quando scrivo, a me non pare di scrivere cose tristi, e comunque, quando lavoro, sono sempre di ottimo umore. Ma provate a osservare, e vedrete che gli uomini malinconici scrivono sempre cose allegre, e quelli che sono allegri nella vita fanno venire invece la malinconia!” Ecco, non è un uomo da sposare? E non è uno scrittore da ammirare e prendere a esempio uno il cui maggiore fine artistico è voler combinare in una stessa opera commedia e tragedia? Perché la vita non è solo una tragedia, come non è soltanto una commedia. La vita è una commistione in parti casuali di elementi tragici e comici e, se un buon libro deve rassomigliare alla vita, allora è giusto principio che ci entrino entrambi.

Chiara Pagliochini  

Annunci

Informazioni su unbuonlibrounottimoamico2011

Un amore così grande per la lettura che farei qualunque cosa pur di fare in modo che viva. Vedi tutti gli articoli di unbuonlibrounottimoamico2011

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: