C’era una volta, Agatha Christie

Titolo: C’era una volta
Titolo originale: Death Comes as the End
Autrice: Agatha Christie
Cenni sull’autrice: Nata il 15 settembre 1890, a Torquay, è stata una scrittrice britannica di grande successo, ricordata e passata alla storia soprattutto per la sua sterminata produzione di gialli (sebbene avesse scritto anche altro , per esempio romanzi rosa, firmandosi con uno pseudonimo). Diventò presto giallista di fama mondiale, per gli intrecci accurati della trama, per le descrizioni ben dettagliate e curate ma soprattutto, per i personaggi che oggi più si ricordano, la vecchina Miss Marple e il celebre investigatore belga Hercule Poirot. Muore il 12 gennaio 1976 a Wallingford.

Anno di pubblicazione:
1945
Edizione: Oscar Mondadori
Tradotto da: A.M. Francavilla
Numero pagine: 210
Costo: euro 8,50
-> Consigliato: Assolutamente sì!

Che Agatha Christie sia stata la regina del giallo, questo si sa. Dalla sua penna sono nate le più belle storie, i più bei intrighi, personaggi come Poirot, Miss Marple, Parker Pyne, Tommy e Tuppence e tanti altri. Normalmente i gialli da lei concepiti, sono stati ambientati in epoche moderne, in città, in campagna, in residenze sperdute, in luoghi di vacanze ma mai mi era capitato di leggere un giallo ambientato nell’Antico Egitto, duemila anni avanti Cristo. Agatha Christie aveva un vero e proprio debole per l’Antico Egitto, ne era veramente appassionata. Probabilmente fu influenzata anche dal marito, Max Mallowan, che era per l’appunto un archeologo. Sta di fatto che, da quando ho saputo dell’esistenza di un simile gioiellino letterario, un racconto che mi era veramente sfuggito e che non conoscevo, ho deciso di acquistarlo e di leggerlo.

E mi ha delusa? No, assolutamente no.
Innanzitutto bisogna tener presente della difficoltà di raccontare una storia di omicidi, nell’Antico Egitto. Non ci sono telefoni, non c’è la polizia, non ci sono investigatori privati . Al contrario, c’è molta, moltissima superstizione. E all’inizio della vicenda, è talmente tanta questa superstizione, questo clima di paranormale, che quasi la si avverte accanto a sè. Per alcuni istanti, si può percepire realmente la paura. Perchè, in fin dei conti, non ci si spaventa tanto con qualcosa di reale e di percepibile dai nostri sensi. La paura più grande risiede in ciò che non riusciamo a carpire, in ciò che ci sfugge, in ciò che non riusciamo a comprendere. Ed è esattamente questo il clima che avvolge l’intera trama. L’arrivo di una giovane donna, bellissima ma perfida, crea scompiglio nella famiglia del sacerdote Imothep. Morti su morti, eppure non si capisce chi o cosa stia provocando tutto questo, e soprattutto perchè.
Un giallo avvincente, ma soprattutto particolarissimo nella sua strana e inusuale ambientazione. Riesce a creare, come solo pochi gialli riescono a fare, quell’atmosfera di angoscia e allo stesso tempo di ansia, che ti permette di divorare il libro in pochissimi giorni. E il punto vicente di questa storia, di questo intrigo pazzesco, è proprio il luogo, l’Egitto. Terra di misteri, di mummie e faraoni, di maledizioni e camere sepolcrali chiuse per sempre, di amuleti magici, e di una religione così ricca di Dei.

Amanti dell’Antico Egitto, di amuleti preziosi, di vestiti di lino, di acconciature all’antica, fatevi avanti! Questo è il giallo che fa per voi.

Chiara Coppola

 

Riguardo Agatha Christie  potete leggere anche la recensione de:
-> Un messaggio dagli spiriti
-> Dieci piccoli indiani

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