The Hunger Games, Suzanne Collins

Titolo: The Hunger Games
Autore: Suzanne Collins
Cenni sull’autore: Nata nel 1962 in Connecticut, la Collins inizia la sua carriera come sceneggiatrice di programmi tv. La fama le arriva con il romanzo The Hunger Games, primo di una trilogia, da cui sarà tratto un film in uscita negli Stati Uniti, adattato per il grande schermo dalla Collins stessa e
diretto da Gary Ross. I romanzi della saga sono stati accolti con vasto successo di pubblico e di critica.
Anno di pubblicazione: 2008
Edizione: Scholastic
Pagine: 454
Costo: € 9,71
-> Consigliato: Sì!

“Quando arriverà il momento sono sicuro che ucciderò come chiunque altro. Non posso darmi per vinto senza combattere. Solo continuo ad augurarmi di trovare un modo per… per dimostrare a quelli di Capitol City che non sono una loro proprietà. Che sono più di una semplice pedina.”

Se avete la cittadinanza dello stato di Panem e vivete nella parte più povera del Dodicesimo Distretto, il destino non è stato molto benigno con voi. E se poi siete ancora degli adolescenti con l’acne, c’è il rischio che oltre ad andare a scuola vi tocchino delle alzatacce per cacciare nei boschi, piazzare trappole per conigli, fare affari al mercato nero e sfamare la vostra famiglia tutte le sere. Cacciare nei boschi è illegale, si capisce, ma voi dovete pur mangiare. Non si soccombe alla miseria, agli sberleffi del destino, se pure non è stato benigno con voi.
Una volta nello stato di Panem c’erano tredici distretti. Adesso sono solo dodici, e il vostro è il più miserevole, il più deriso di tutti. Il Tredicesimo Distretto, qualche sfortunato anno fa, ha deciso che non ci stava più a soddisfare i capricci del governo centrale, ma quelli di Capitol City, centro pulsante del potere, non l’hanno presa troppo bene. Adesso il Tredicesimo Distretto non esiste più e quelli di Capitol City hanno ben pensato di ricordare a tutti gli altri il perché.
Ed ecco il motivo per cui ogni anno si tengono gli Hunger Games, cruenta forma di tributo imposta ai cittadini e allo stesso tempo reality show, spettacolo agghindato per far piacere a quelli della capitale. Se siete ancora degli adolescenti con l’acne, sapete che quest’anno agli Hunger Games potreste esserci voi. Può capitare che il vostro nome venga estratto da una boccia di vetro insieme a quello di un compagno, che siate caricati su un treno e spediti come un pacchetto postale verso il mondo civilizzato. Lì vi renderanno presentabili e carini, vi insegneranno come parlare e camminare, vi riempiranno lo stomaco di tutti i cibi che nel distretto non sognavate neppure.
E poi, dopo un periodo di addestramento e di vacanza, vi sigilleranno in un’arena insieme ad altri ventitré concorrenti, due per ciascun distretto. E vi lasceranno scannarvi e combattere finché ne rimarrà uno solo. Telecamere piazzate ovunque vi mostreranno a milioni di telespettatori mentre dormite, mangiate, soffrite la fame e la disidratazione, scalate alberi, fuggite dagli incendi, vi uccidete l’un l’altro con molta spettacolarità e violenza. Fuori intanto fioccano le scommesse: più bravi siete, più vi guadagnate sponsor. Meglio riuscite a fingere, più il pubblico vi ama. Ma non c’è tanto tempo per le moine: non vogliamo che una lancia vi trafigga da parte a parte mentre fate un inchino a beneficio dello show.

Suzanne Collins costruisce la sua storia con molta intelligenza, trascinando il lettore nel vortice dell’azione senza annoiarlo mai. La parola chiave di questo romanzo è “essenzialità”. Essenziale è lo stile, asciutto fino all’osso, minimale, eppure mai insoddisfacente. I personaggi si definiscono più attraverso le azioni che attraverso i propri pensieri. Le informazioni essenziali sono centellinate qua e là, sulla base della loro funzionalità alla narrazione, e questo conferisce un ritmo veloce, intrigante. E giacché essenzialità non è sinonimo di povertà, il romanzo non manca di commuovere e di turbare e vi trovate con gli occhi lucidi senza capire bene il perché. Le pagine si illuminano di squallore e non possono fare a meno di prendervi alla gola.
Essenziale è quello che la Collins mette in ballo. Ritorna alle origini, alla lontana storia dell’uomo o a quella storia che si svolge tutti i giorni, spesso lontano da noi. Tornano in gioco gli istinti basilari, gli istinti ferini che sempre ci muovono: la fame, la sete, la lotta per la sopravvivenza, l’istinto di conservazione, la furia, la vendetta. Valori di tutti i giorni, come l’amore e l’amicizia, vengono messi in discussione, minati da questi bisogni fondamentali e quasi da essi annullati. È difficile essere umani, quando ci viene chiesto di essere animali.
È difficile, ma non impossibile, e Katniss, Peeta, Rue sono qui a dimostrarci proprio questo. Tra mille dubbi circa l’autenticità dei propri sentimenti, le proprie reazioni ponderate di fronte alle telecamere, sono qui anche a dirci che, se il destino non è benigno con noi, noi possiamo essere benigni con gli altri. Possiamo anche non fidarci completamente l’uno dell’altro, ma ciò non significa che dobbiamo essere disumani l’uno contro l’altro. Anche se il mondo in cui viviamo pretende bagni di sangue e sospetto e tradimenti, anche se ci vuole come merce commercializzabile, anche se ci vuole silenziosi ed inermi.

Se avete la cittadinanza dello stato di Panem e vivete nel Dodicesimo Distretto e siete sopravvissuti agli Hunger Games, è chiaro che silenziosi ed inermi non potrete esserlo mai più. Troppo avete visto, troppo avete sentito e provato in quell’arena fredda come una notte novembrina e torrida come un deserto. Inizierete a porvi delle domande, a camminare con la testa alta, a non permettere che vi trasformino in giocattoli privi di una volontà e di un passato. No, io non credo che sareste disumani mai più. E saprete volgere il vostro furore verso i veri responsabili della vostra condizione. Non il destino, perché il destino non esiste. Ma uomini e donne come voi, che a destino si atteggiano senza averne alcun diritto.

Annunci

Informazioni su unbuonlibrounottimoamico

Un amore così grande per la lettura che farei qualunque cosa pur di fare in modo che viva. Vedi tutti gli articoli di unbuonlibrounottimoamico

2 responses to “The Hunger Games, Suzanne Collins

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: