Il vangelo secondo Biff | Christopher Moore

Titolo: Il Vangelo secondo Biff (Amico d’infanzia di Gesù)
Titolo originale: Lamb: The Gospel According to Biff, Christ’s Childhool Pal
Autore:  Christopher Moore
Cenni sull’autore: Nato nel 1957 a Toledo, vive a San Francisco e ha svolto una gran quantità di lavori prima di diventare scrittore. Nei suoi romanzi coniuga l’umorismo all’analisi profonda degli esseri umani. Ha vinto il Quill Award per due volte consecutive.
Traduzione: Chiara Brovelli
Anno di pubblicazione: 2008
Edizione:  Elliot/ LIT
Pagine: 574
Costo: €12.90 (ben spesi)
-> Consigliato: Assolutamente sì, a chiunque abbia anche solo un briciolo di senso dell’umorismo. Correte a comprarlo!

“C’è un motivo se Biff non è mai stato menzionato negli altri libri, lo sai? E’ un totale…”. 
“Non dirlo”. 
“Ma è una testa di cazzo”.

Biff, Biff, già mi manchi.
Riportato in vita dallo storditissimo angelo Raziel a 2000 anni dalla crocifissione del suo migliore amico, questo personaggio meraviglioso e scanzonato si trova a dover scrivere il quinto Vangelo, ovvero quello che riguarda i primi trent’anni della vita di Gesù. E lo fa con un senso dell’umorismo micidiale, che ti fa venire le lacrime agli occhi dal gran ridere, ma senza mai oltrepassare il confine con la pura blasfemia. Perché Gesù era prima di tutto un uomo, e come tale ha vissuto, nonostante il piccolo particolare che era anche il Messia.

Biff lo conosce da bambino, quando lo vede riportare in vita le lucertole spiaccicate dal suo fratellino mettendosele in bocca. E non lo lascia più: lo protegge, lo sostiene, vive con lui una quantità di avventure incredibili che porteranno Gesù a diventare quello di cui tutti abbiamo sentito parlare. Ma per tutta l’infanzia e l’adolescenza conosciamo un Gesù umanissimo che non sa come si fa a fare il Messia, non capisce perché suo Padre non gli risponde quando prega, è incapace di pensare male ed è buono con tutti: senza Biff sarebbe stato perduto.

Si ride a ogni pagina. Si ride quando Gesù guarisce due ciechi, che rimangono delusi dal fatto che in Giudea qualsiasi cosa è marrone, si ride quando le nozze di Cana diventano una bella occasione per sbronzarsi, si ride quando tutti sentono la voce di Dio tranne Gesù, che in quel momento è sott’acqua per essere battezzato da quel pazzo di suo cugino Giovanni, si ride quando Biff inventa il sarcasmo e poi si offende perché tutti lo usano a sproposito. E finalmente veniamo a sapere come Gesù ha imparato a moltiplicare pani e pesci, quanto sforzo gli è costato scrivere i discorsi, coniare termini come “Spirito Santo” e pensare a parabole decenti che potessero essere comprese persino dai discepoli più stupidi. E in ogni momento accanto a lui c’è Biff, il fedelissimo amico di sempre, che si “sacrifica” andando con le prostitute per poter descrivere a Gesù il peccato senza che quest’ultimo lo compia direttamente (l’angelo che ha annunciato l’avvento del Messia non è stato molto chiaro sul punto “conoscere le donne”). Per la prima volta in vita mia mi è dispiaciuto non aver mai letto approfonditamente i Vangeli, per potere apprezzare ogni riferimento (anche se alcuni sono del tutto inventati).

Essenzialmente, è un libro di avventure: Biff e Gesù viaggiano per anni in Oriente, visitando Afghanistan, India e Cina sulle tracce dei tre Re Magi, ognuno dei quali insegnerà loro qualcosa, ma solo dopo mille peripezie e divertentissime sofferenze. Lo sapevate che Gesù conosceva il kung fu? E che è diventato amico di uno yeti? E che la Maddalena, detta Maddi, era innamorata di lui almeno quando Biff lo era di lei? E che durante i giochi infantili Gesù voleva sempre fare la parte di Mosè e agli altri bambini toccavano sempre i ruoli minori?

Cinquecentosettanta pagine che si leggono in un soffio, tra monaci tibetani, prostitute, avvelenamenti, scherzi, prese in giro, morti resuscitati solo per qualche minuto, farisei accusatori, tentazioni e Biff che vuole sposare la bellissima Maria dopo la morte di Giuseppe. Menzione speciale per le parti ambientate ai giorni nostri, quando Biff viene chiuso in una camera d’albergo e costretto a scrivere il suo Vangelo mentre l’angelo Raziel, che lo sorveglia, passa tutto il tempo davanti alla tv e crede a ogni cosa che vede (del resto gli angeli sono biondi, cosa pretendete), compreso l’Uomo Ragno.

Nonostante si sappia già come va a finire la storia, l’ho terminato con le lacrime agli occhi, perché in fondo è impossibile non affezionarsi a questo Gesù così buono, così puro, così ingenuo che a volte deve essere trascinato via prima che qualcuno lo ammazzi. Ma soprattutto è impossibile non adorare Biff, irriverente e sarcastico, ma sempre pronto a fare qualsiasi cosa pur di proteggere il suo amico. E d’ora in poi non riuscirò più a sentire recitare il Padre Nostro senza pensare a lui.

Impossibile rendere la genialità assoluta di Christopher Moore senza ricorrere a qualche citazione:

«Maestro, tu stai camminando sull’acqua» disse Pietro.
«Ho appena mangiato» rispose il Messia. «Bisogna aspettare un’ora prima di entrare. Potrebbero venirmi i crampi. Che c’è, nessuno di voi ha una madre?».

[…]

E c’è una bella differenza tra il pronunciare falsa testimonianza e il voler proteggere i sentimenti di qualcuno. Persino Gesù lo sapeva.

[…]

“Days of Our Lives è una serie tv, Raziel, un dramma a puntate. Non è reale, riesci ad afferrare il concetto?”
“No.”
E in effetti non capiva. Ho scoperto che oggigiorno circolano molte storielle sulla stupidità delle persone con i capelli biondi. Chissà da dove vengono.

[…]

«Stai mentendo, ci vogliono quarant’anni per andare in Egitto». 
«Una volta, adesso è più vicino». 
«Lo dice la Torah. Me l’ha detto il mio abbà. “Gli Israeliti viaggiarono nel deserto per quarant’anni”». 
«Gli Israeliti si erano persi». 
«Persi per quarant’anni?» chiesi ridendo. «Devono essere proprio stupidi». 
«Siamo noi gli Israeliti».

[…]

Gesù si girò verso la prostituta e le toccò delicatamente la fronte.
“Va’ e non peccare più” le disse in latino.
“Certo, e come mi mantengo? Spalando merda?”

[…]

Per chi volesse leggere altre citazioni per convincersi, o per chi ha già letto il libro e vuole ricordarne alcuni passaggi divertenti, ecco un link utile: citazioni

Ma leggete il libro. Leggetelo, rileggetelo, regalatelo. Non ve ne pentirete.

Thais Siciliano

 

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