Libere Sempre – Una ragazza della Resistenza a una ragazza di oggi | Marisa Ombra

Titolo: Libere Sempre – Una ragazza della Resistenza a una ragazza di oggi
Autrice: Marisa Ombra
Cenni sull’autrice: è nata ad Asti il 30 Aprile 1925. Staffetta partigiana attiva nei Gruppi di difesa della donna clandestini, è stata dirigente dell’Unione donne italiane e presidente della cooperativa Libera Stampa, editrice del settimanale “Noi donne”. Nel 2006 è stata nominata Grande Ufficiale della Repubblica. E’ vicepresidente nazionale dell’Anpi.
Anno di pubblicazione: 2012
Edizione: Einaudi Stile Libero Extra
Numero pagine: 83
Costo: 10 €
Consigliato: Senza alcun dubbio, sì!

“L’inganno sta nella frase: <<Il corpo è mio e lo gestisco io>>, alla quale da un certo momento in poi è stato attribuito un significato che è l’esatto contrario di ciò che aveva in mente la generazione che lo aveva dichiarato per la prima volta. L’esatto contrario perché il corpo, se esiste solo per essere desiderato e comprato , finisce per esistere in funzione dell’altro. Non è più mio ma di chi ne gode”.
Questa frase, questo piccolo ma grande, enorme pensiero è il riassunto di ciò che vado dicendo da anni a questa parte a persone che sembrano non vogliano capire il succo della faccenda.
Non sono un’estremista; eppure ultimamente, ho constatato che, per far comprendere agli altri la tua posizione riguardo un determinato argomento, devi essere quanto più chiaro possibile e, spesso, occorre estremizzare un po’ la convinzione stessa.
Marisa Ombra è una grande. Ho letto queste 83 pagine assaporando ogni parola, immaginando che lei fosse mia nonna, o un’altra parente, e che stesse per raccontarmi una storia particolare. Quella della sua vita da giovane e della differenza sostanziale fra la mia generazione e la sua. Ecco, lei alla mia età faceva parte della Resistenza. Io frequento l’università,  ho una vita fatta di amici e parenti, piccole gioie quotidiane, grandi e piccoli problemi della mia età ma, tutto sommato, ho una vita tranquilla.
Lei era una partigiana. E questo già mi ha fatto riflettere a lungo.
Se dico che è una grande, è perché, in queste 83 pagine, ho trovato scritto finalmente dei pensieri che andavo rimurginando da un po’, senza però trovare dei riscontri diretti.

Lei parla della figura della donna. “Libere Sempre“, mi sembra un gran bel titolo per un tema del genere. Donne sottomesse all’uomo da tempi immemori, si ritrovano, dopo la guerra, a rivendicare una serie di diritti che prima non potevano nemmeno lontanamente immaginare. E conquistano questi diritti con fatica, con determinazione e coraggio. E poi, ad un certo punto, un tipo di cultura diversa prende sempre più piede e le donne si ritrovano ad essere nuovamente ed esclusivamente oggetto di desiderio sessuale da parte degli uomini o, in altri casi, esseri senza un cervello pensante relegate nel mondo dello spettacolo.
Ovviamente, non c’è niente di male aspirare ad entrare in determinati ambienti. Il vero problema sta nel modo in cui ci si pone, rispetto ad alcuni contesti. Mi viene sempre una tristezza immensa dover constatare che, ad oggi, ci sono ancora donne che, pur di essere apprezzate, approvate e desiderate dalla società, si piegano a dinamiche ancora così legate a pensieri e logiche di una cultura maschilista.

Faccio un esempio. Qualcuno può gentilmente spiegarmi perché, nel seguire i Gran Premi della Formula 1, sono costretta a guardare una scena del tipo: pilota seduto nella vettura, ragazza accanto seminuda e sorridente, anche se sta morendo di caldo/freddo, che gli regge l’ombrello per non farli prendere il sole/la pioggia in testa? Ma perché non se lo può reggere da solo? Oppure, perché non può reggerglielo un altro uomo? Magari un aiutante? Ecco, perché probabilmente quelle ragazze vengono pagate per farlo e da un certo punto di vista va bene così, lavorano, portano a casa soldi, si mantengono. Ma perché allora c’è una donna a far questo compito? Perché probabilmente pensano  che siano solo gli uomini a seguire il Gran Premio (altra concezione e pensiero vecchio stampo), così una bella ragazza, pressoché nuda è di piacere all’uomo che sta davanti la TV. Ma la figura della donna, in generale, dove va a finire? La Donna viene così mentalmente associata ad un lavoro in funzione dell’uomo.
Ovviamente questo è un esempio; si potrebbero trovare altri milioni di esempi da fare, la TV di oggi ne è (purtroppo) piena.

Ecco, Marisa Ombra mi ha fatto riflettere, e devo ringraziarla. Ha messo su carta pensieri giusti, pensieri che tutti/e dovrebbero leggere, pensieri che io, se ne avrò la possibilità, vorrò dire a una mia nipote che si affaccia alla vita.

Lo consiglio, veramente.

Chiara Coppola
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