Snow crash | Neal Stephenson

Titolo: Snow Crash
Autore Neal Stephenson
Cenni sull’autore:  Un autore di fantascienza statunitense noto soprattutto per le sue opere di genere postcyberpunk con una tendenza a divagare nell’esplorazione di argomenti di matematica, economia e di storia della scienza
Anno di pubblicazione:  1992
Edizione: Einaudi
Numero pagine: 551
Costo: 11,60 €
Consigliato: Sì!

Siamo tutti soggetti all’azione delle idee virali. Come nell’isteria di massa. Una musica, che ti entra in testa e continui a canticchiarla per tutto il giorno e, alla fine, l’attacchi a qualcun altro. Gli scherzi. Le leggende metropolitane. Il marxismo. E per quanto intelligenti diventiamo, esiste sempre in noi questa parte irrazionale profonda che ci rende potenziali portatori di informazioni autoreplicanti.

 

Devo ancora decidere se ho capito bene tutta la storia che c’è dietro, il mito di Babele, i culti antichi, la religione come virus e gli altri simpatici dettagli propinati uno dietro l’altro a uno che di questa materia sa ben poco. So solo che mi è piaciuto un casino, che le ultime duecento pagine me le sono bevute in un paio di pomeriggi. Mi sono distratto e ho riso tanto: mi è servito.

Allora, a partire dal nome del personaggio principale, Hiro Protagonist (lol), tutto il romanzo è basato su un’ironia acuta e non sempre intuibile, anche perché le scene sono impostate in modo tale da apparire tutte serie e non sempre è facile scorgerne il lato comico. Ma è anche basato su approfondite ricerche di storia antica, e da qui l’autore crea un collegamento con la tecnologia e l’informatica che è davvero notevole, così com’è notevole il mondo a cui dà vita, un mondo che dopo un po’ diventa un punto di riferimento per il lettore, un mondo cui ci si affeziona.

Si parte dal presupposto che nel cervello abbiamo due tipi di apprendimento linguistico:
– Quello che sviluppiamo quando impariamo la nostra lingua nazionale.
– Quello che è preesistente ed è strettamente funzionale al nostro DNA e ai nostri geni.

Il primo è quello che usiamo tutti i giorni, quello più importante.
Il secondo è quello “infettato” da un virus proveniente dallo spazio, il “metavirus”, e che può venire modificato successivamente con il ripresentarsi di questo virus, controllando le parti più semplici del cervello e assumendo così il controllo totale sulla persona.

È complesso, lo so. Nemmeno io sono sicuro di quello che dico. Proprio per niente.

Allora, L. Bob Rife, una specie di magnate che possiede i media di mezzo mondo, riesce a rielaborare questo virus e a spargerlo iniziando a creare una nuova religione (discendente di quella antica sumerica) grazie anche al fatto che lo Snow Crash, il virus, la droga, la religione, si diffonde sia virtualmente sia biologicamente. Virtualmente nel Metaverso, uno spazio tridimensionale a cui le persone più ricche della terra accedono dal loro computer, dove intacca le menti degli hacker, distruggendone i cervelli, biologicamente attraverso normali siringhe, come una droga. Dopodiché, gli infettati vengono dotati del “dono delle lingue”. Praticamente parlando con grugniti incomprensibili perché sono a conoscenza dell’assetto linguistico di tutte le lingue del mondo. Una moderna Babele. Qualcosa del genere.

Va be’, insomma, Hiro deve sventare tutto questo, perché senza volerlo se ne trova immischiato. Lui e quella bambina rompipalle di Y.T.
Ah, non posso dimenticare di dire quanto ami Zio Enzo e quanto mi stia sulle palle Raven. La Mafia è quasi brava, in questo romanzo. E Zio Enzo ha una filosofia tanto tanto tenera. Mi sta proprio simpatico.

Marco Tamborrino

 

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2 responses to “Snow crash | Neal Stephenson

  • patrizia

    Zio Enzo è sicuramente il mio personaggio preferito, ma anche Raven alla fine mi fa (quasi) tenerezza!

  • Giorgio

    secondo me bisogna sottolineare il fatto che nel periodo di pubblicazione del libro stava nascendo un nuovo concetto del cervello umano che lo identificava in più strutture addette ognuna al proprio campo(es: leggere, recepire parole, elaborare dati di vario tipo…) ovviamente tutte strettamente collegate e in comunicazione attraverso la coscienza che prende atto dei risultati di questi settori specializzatissimi; questo giustifica un po’ il fatto che ci possa essere una lingua base dal quale si sia innalzata tutta la struttura complicata e illimitatamente vasta delle lingue (anche l’autore presenta le lingue complesse tendenti a divergere una dall’altra creando regole di tutti i tipi, sistemi apparentemente banali ma conseguenza di ragionamenti astrusi, regole grammaticali di tutti i tipi ecc..per rappresentare il virtuosismo del cervello). Quindi la lingua base ,che viene paragonata al linguaggio macchina, è in grado di comandare il cervello umano solo se quest’ultimo viene riportato ad un livello primordiale di quasi inconsapevolezza in cui tutte le sue capacità creative e di giudizio sono spente e vengono governate come fosse un HardWare a cui vengono dati i programmi da eseguire: definiti come “me” nella storia sumerica da cui è scaturito lo sviluppo della mente umana grazie al nam-shub che secondo la leggenda ha aperto la visuale dell’uomo facendogli conoscere il bene e il male, facendo sempre riferimenti alle varie religioni, al paradiso dell’eden ecc… Perciò la nuova religione che L. Bob Rife stava creando fa una chiara allusione a come le organizzazioni religiose non siano reale fede ma l’esplicito tentativo di comandare milioni di menti attraverso idee virali, che colpiscono facilmente la miriade di persone ce ancora si affida alla tramando di informazioni orale, perchè come il brillante autore scrive: la tv non è altro che un sistemo più sofisticato per tramandare oralmente informazioni che non hanno lo stesso vigore nel strutturare le persone delle scritture.
    Detto questo che sinceramente è servito anche a me per far chiarezza sulla genialità del libro, non posso far altro che lodarlo e ricordarlo nostalgicamente come una storia veramente intricante e avvincente, a tal punto da avermi fatto vivere la storia…e come ZIO ENZO insegna, vissuta in tutti i suoi dettagli, perchè i dettagli sono l’importante 🙂 GRAN LIBRO

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