Uno studio in rosso | Arthur Conan Doyle

Titolo: Uno studio in rosso
Titolo originale: A Study in Scarlet
Autore: Arthur Conan Doyle
Cenni sull’autore: Arthur Ignatius Conan Doyle (Edimburgo, 1859 – Crowborough, Sussex, 1939) è ricordato quasi esclusivamente per aver dato vita al più celebre detective di tutti i tempi, Sherlock Holmes. L’autore, che ambiva ad essere considerato un letterato a tutto tondo, scrisse anche saggistica ed una serie di romanzi fantastici, simili ad alcune opere di Edgar Allan Poe, che però non ottennero il successo sperato. Persino quando fu nominato cavaliere per il servizio prestato durante la guerra anglo-boera girava voce che avesse ricevuto questo riconoscimento perché il re era un ammiratore sfegatato di Sherlock Holmes. Cominciò a scrivere durante gli studi di medicina ed il successivo tirocinio e continuò anche quando decise di trasferirsi a Londra per aprire un ambulatorio. Nel 1887, “Uno studio in rosso” fece conoscere al mondo il personaggio di Sherlock Holmes, ispirato, tanto nelle fattezze quanto nei modi, al dottor Joseph Bell, suo ex docente (Conan Doyle, invece, si identificava a tal punto con l’assistente del detective che gli capitò addirittura di firmare un autografo come “Dr John Watson”). Al primo romanzo della serie ne seguirono altri tre ed una lunga serie di racconti.   (Fonte: “501 grandi scrittori”, a cura di J. Patrick, ed. Atlante)
Anno di pubblicazione: 1887
Edizione: Oscar Mondadori
Traduzione: Alberto Tedeschi
Pagine: 145
Costo: euro 8,50
-> Consigliato: Assolutamente sì, in particolar modo a tutti coloro che intendono conoscere Sherlock Holmes ed Arthur Conan Doyle e non sanno da dove iniziare.

 

Accade che una mattina ti svegli con lo sghiribizzo di leggere tutto Sherlock Holmes.

Avete presente quelle voglie velatamente malsane ma precise e prepotenti che vi colgono alle prime luci dell’alba? Nel mio caso, generalmente, tali voglie bramano e pretendono pizza (o lasagne, dipende dalla stagione), ma l’ultima volta hanno richiesto Sherlock Holmes. Tutto Sherlock Holmes.

Apri gli occhi. Una vocina insistente e fastidiosa come una zanzara nell’orecchio sussurra “SherlockHolmesSherlockHolmesSherlockHolmes”.

Ti alzi faticosamente dal letto. SherlockHolmesSherlockHolmesSherlockHolmes.

Affoghi, sbadigliando, manciate di cereali nel latte.
SherlockHolmesSherlockHolmesSherlockHolmes.

Doccia.
SherlockHolmesSherlockHolmesSherlockHolmes.

Ispezione deludente del guardaroba.
SherlockHolmesSherlockHolmesSherlockHolmes.

Quando, estenuata, cerchi disegnare una passabile riga di trucco nera sugli occhi e quel fastidioso “SherlockHolmesSherlockHolmesSherlockHolmes” fa sì che la punta della matita scivoli, sbavi, ti finisca nell’occhio, si frantumi, istericamente urli: “Basta! Ok! Leggerò Sherlock Holmes, va bene?!?”

Da dove iniziare se non dal principio? La prima apparizione sulle scene letterarie del sorprendente detective e del fedele compagno d’avventure è riconducibile al 1887, anno della pubblicazione di “Uno studio in rosso”, romanzo che illustra il fortunato incontro fra i due futuri inseparabili amici e che, ad un pubblico ammirato ed incantato, mostra, per la prima volta, i tanto bizzarri quanto scientificamente puntuali e sorprendentemente esatti metodi d’indagine di Sherlock Holmes, personaggio che riuscirà tanto ad infastidire quanto ad ammaliare i suoi lettori in maniera così prepotentemente folgorante da dar vita a quella che in tutti i sensi diverrà una leggenda.

Dal Dottor Watson a Baker Street, dalla celebre pipa al naso aquilino di Sherlock, dalla scienza della deduzione alle evocative atmosfere londinesi, in questo primo romanzo compaiono quegli elementi, vengono tracciate quelle pennellate che realizzeranno uno dei più amati personaggi che la Letteratura abbia mai plasmato.

Recuperando svogliatamente l’ingiallito volumetto di “Uno studio in rosso”, lettura estiva predisposta dalla professoressa di lettere in seconda liceo, ho desiderato soltanto soddisfare le impellenti pulsioni letterarie che traevano piacere dal tormentarmi, nella speranza di farle definitivamente tacere.

Giammai! Quelle, astute e perfide, non hanno fatto altro che alimentare il proprio potere durante la lettura del romanzo.
Ammaliata da Sherlock, infastidita da Sherlock, sedotta da Sherlock, intontita da Sherlock e arrabbiata con Sherlock, mi ritrovo, ora, a scrivervi sotto crudele minaccia della qui presente e traballante pila di TUTTI (t-u-t-t-i, e, badate bene, non è stata facile impresa rintracciarli t-u-t-t-i) i volumi di romanzi/raccolte di racconti che vedano la penna di Sir Arthur Conan Doyle disegnare l’amato investigatore.

Raptus, follia, follia!

Non iniziate a leggere Sherlock Holmes. Non fatelo! Non ve ne libererete mai più: egli vi entrerà sotto pelle, si mescolerà all’aria che respirate, contaminerà pensieri ed istinti, mangerà il vostro cibo (Noooo!) e diverrà quanto di più simile ad un amico, compagno fedele e costante, possa esistere nel mondo dei libri.

(Aiutatemi.)

 

Stefania Trombetta

Annunci

Informazioni su unbuonlibrounottimoamico2011

Un amore così grande per la lettura che farei qualunque cosa pur di fare in modo che viva. Vedi tutti gli articoli di unbuonlibrounottimoamico2011

One response to “Uno studio in rosso | Arthur Conan Doyle

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: