Il mistero di Edwin Drood | Charles Dickens

Titolo: Il mistero di Edwin Drood
Titolo originale: The mistery of Edwin Drood
Autore: Charles Dickens
Cenni sull’autore: Charles Dickens (Portsea, Inghilterra, 7 febbraio 1812 – 9 giugno 1870), scrittore inglese. Charles Dickens nacque a Portsea nel 1812. Era il secondo di otto figli. Nel periodo della sua infanzia, la famiglia fu costretta a trasferirsi a Londra, dove per Charles iniziò un periodo infelice. All’età di dodici anni venne mandato ad incollare etichette in una fabbrica di lucido da scarpe (la situazione economica dei Dickens era disastrosa a causa dell’incapacità del padre che fu in breve tempo incarcerato per debiti nella prigione di Marshalsea). A quindici anni entrò in uno studio di avvocati come praticante ed iniziò a studiare stenografia, diventando cronista parlamentare. Tra il 1829 e il 1830 si innamorò della figlia di un banchiere, ma la storia si concluse a causa delle differenze sociali tra i due. Iniziò quindi a dedicarsi alla scrittura finché a ventisei anni venne pubblicato sull’Evening Chronicle, in dispense mensili, il romanzo “Quaderni postumi del Circolo Pickwick”, che lo rese famoso nel panorama della narrativa inglese. Nel frattempo aveva sposato Catherine Hogarth, figlia del direttore del giornale. Il 4 gennaio 1842 partì con la moglie per gli Stati Uniti dove visitò (ormai scrittore conosciuto) Boston, Washington, New York e il Mississippi. Tra il 1844 e il 1845 soggiornò a lungo a Genova ed ebbe occasione di visitare anche Roma e Napoli. Fece quindi ritorno in Inghilterra dove si impegnò a dare vita ad un giornale liberale impegnato per la lotta nell’abolizione delle leggi protezionistiche sui prodotti agricoli. Nel 1846, in gennaio, uscì il primo numero del Daily News. I principi guida sarebbero stati miglioramento, progresso, educazione, libertà religiosa e civile, legislazione equa. Dopo soli 17 numeri si dimise però dall’incarico di direttore lamentandosi di essere circondato da incapaci. Il 1848 fu turbato da gravi questioni famigliari e da grandi litigi nella cerchia degli amici. Condusse comunque in porto il progetto di un giornale periodico battezzato Household Words con l’intento di mescolare la narrativa e la polemica contro i mali del suo tempo. Il primo numero uscì nel 1850. I progetti di risanamento edilizio londinesi ne subirono l’influenza. Nello stesso anno Dickens (con Lord Bulwer Lytton) progettò e mise in scena un testo teatrale di ambiente settecentesco “Not so bad as we seem”. La moglie si ammalò ed una figlia morì improvvisamente. Nel 1855/56 visse a Parigi durante l’inverno, trasferendosi in estate presso Boulogne. I rapporti con i famigliari (aveva avuto dieci figli) si andavano intanto deteriorando. Nel 1858 si separò definitivamente dalla moglie mettendo un annuncio sui giornali e accusandola di non aver mai saputo badare ai figli e alla famiglia. Nel 1859 fondò un nuovo giornale chiamato “All the year round” che ebbe strepitoso successo. Negli ultimi mesi del 1865 si recò ancora in America per un giro di lettura delle sue opere. Il suo stato di salute peggiorava giorno dopo giorno. Alla fine gli fu diagnosticato un attacco di paralisi. L’8 giugno 1870 fu colpito da un colpo apoplettico e morì il giorno dopo. Fu sepolto nell’abbazia di Westminster nell’angolo dei poeti (Poet’s Corner). (Fonte: zam.it)
Edizione: Bompiani
Anno di pubblicazione: 1870
Numero pagine: 505
Traduzione a cura di: Pier Francesco Paolini
Costo: 9,50 €
Consigliato: sì, a chi ama Dickens. Lo consiglierei comunque a tutti quelli che apprezzano atmosfere vittoriane tetre e misteriose

Iniziare il mio rapporto “scrittore-lettrice” con Charles Dickens è stato, direi, complicato. Di Dickens, occorre specificarlo sin da subito, non avevo mai letto niente a parte una versione ridotta per bambini del ‘David Copperfield’ del quale però ricordo pochissimo. In effetti, il mio rapporto con Dickens iniziò molto presto ma si concluse con quella ‘ridotta’ lettura. Punto e basta.
Non riesco a capire perché poi, negli anni a seguire, non mi sia mai venuto in mente di leggere dell’altro. Probabilmente ero presa da altre cose, perché altrimenti non si spiega.

Poi, a un certo punto, circa un paio di mesi fa, ho acquistato “Drood”. Chi è Drood è presto detto. E’ il titolo di un romanzo, scritto da Dan Simmons, del quale avevo sentito tanto parlar bene su YouTube. Il romanzo, detto in due parole, tratta della genesi dell’ultimissimo romanzo di Dickens e cioè “Il mistero di Edwin Drood”, romanzo però rimasto inconcluso. Dickens infatti morì e, cosa molto triste, non lasciò detto come avrebbe voluto finire il romanzo, che usciva a puntate sulla rivista letteraria Bentley’s Miscellany. Così prima di iniziare “Drood”, grazie a dei validi consigli, mi sono procurata il romanzo di Charles e l’ho letto, sprofondando nelle pagine, fino a che non sono finite.

 Il romanzo venne pubblicato postumo nel 1870 e, come già detto, l’autore non lasciò mai intendere perfettamente come voleva che esso finisse. La Bompiani (ma non so se anche altre case editrici lo abbiano fatto), ha pubblicato la storia con la conclusione di Leon Garfield, uno studioso dello scrittore inglese. In pratica, è stata attribuita una fine ad un romanzo che, almeno inizialmente, una fine non l’aveva. E probabilmente questo fattore ha sicuramente contribuito al grande successo del romanzo, poiché gli ha dato quel fascino del “non finito” che tanto attrae i lettori di una bella storia come questa. Dal momento che il romanzo non ha una fine certa, molti hanno scritto e teorizzato su di essa. Tutto ciò, vi assicuro, crea facilmente dipendenza (se lo leggerete, ci passerete su delle belle mezz’ore, garantito!).

 Nel titolo è indicato gran parte della storia: c’è un mistero, un mistero che è anche abbastanza ingarbugliato, ad esser sinceri ma che, proprio per questo, riesce a tener alta l’attenzione. E’ vero anche che, essendo pubblicato su una rivista, doveva anche mantenere una certa suspence, per non perdere lettori e, conseguentemente, clienti.

Edwin Drood è un bel ragazzo, un giovane uomo. Ha uno zio, che è più di uno zio perché è anche il suo tutore, John Jasper, un personaggio estremamente affascinante. Egli è il direttore di coro della Cattedrale di Cloisterham, un paesino immaginario, ma è anche segretamente un fumatore di oppio nel West End di Londra. Edwin si reca a Cloisterham , poiché lì abita anche la sua promessa sposa, la bella Rosa, un’orfana accudita in una sorta di collegio, che dovrebbe sposare. Tanti altri personaggi popolano la spettrale Cloisterham, un paese che, ad un certo punto, si risveglia dal torpore per vivere ciò che sta avvenendo.

 Di una storia del genere, parlar troppo non si può per non togliere il gusto della lettura ma ad una lettrice come me, così poco esperta di Charles Dickens, ha fatto venir voglia di leggere tanto altro di suo. Questo posso dirlo. La scrittura di Dickens è meravigliosa, così come quella del suo a me caro collega Wilkie Collins e l’intreccio è talmente ben costruito che si potrebbe perder la pazienza a voler tenere insieme tutti i fili del mistero. E’ magnetico, come pochi libri riescono ad essere.

Insomma, ho un solo consiglio. Leggetelo assolutamente! Lasciatevi coinvolgere dall’aria misteriosa che coinvolge la Cattedrale. Ne vale proprio la pena.

 P.S: e per chi volesse, a lettura finita o meno, la BBC ha prodotto una miniserie in due puntate, chiamata “The Mistery of Edwin Drood” che è veramente, veramente ben fatta. Un po’ diversa dal romanzo, almeno nella fine, ma comunque valida.

 Chiara Coppola

Sempre riguardo Charles Dickens potete leggere la recensione di:
-> Grandi speranze 

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7 responses to “Il mistero di Edwin Drood | Charles Dickens

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