Cime Tempestose | Emily Brontë

Titolo: Cime Tempestose
Titolo originale: Wuthering Heights
Autore: Emily Brontë
Cenni sull’autrice: Scrittrice inglese originale e tormentata, spiccatamente romantica, Emily Bronte nasce il 30 luglio 1818 a Thornton, nello Yorkshire (Inghilterra). Figlia del reverendo Brontë e di sua moglie Maria Branwell, alla fine di aprile del 1820 si trasferisce con la famiglia ad Haworth, sempre nello Yorkshire, dopo che al reverendo viene assegnata la chiesa di Saint Michael and All Angels. Nel settembre del 1821 Maria Branwell muore e sua sorella Elizabeth va ad abitare temporaneamente con loro per aiutarli.
Nel 1824 Emily, insieme alle sorelle, entra nella scuola di Cowan Bridge per figlie di ecclesiastici. Altre due perdite colpiscono la famiglia Brontë nel 1825: muoiono, colpite entrambe da tisi, le sorelle maggiori di Emily, Maria ed Elizabeth. Abbandonata la scuola, i giovani Brontë continuano la propria istruzione in casa, leggendo e imparando le “arti femminili”. Nel 1826 il padre, di ritorno da un viaggio, porta una scatola di soldatini ai figli: i soldatini diventano “I Giovanotti”, protagonisti di varie storie scritte dalle sorelle.
Nel 1835 Charlotte ed Emily entrano nella scuola di Roe Head. Dopo tre mesi Emily torna a casa fisicamente distrutta e il suo posto a Roe Haed viene preso dalla sorella minore Anne. Il 12 luglio 1836 Emily scrive la sua prima poesia datata. Nel 1838 entra come insegnante nella scuola di Law Hill, ma dopo soli sei mesi torna a casa. In una lettera del 1841 Emily parla di un progetto per aprire, insieme alle sue sorelle, una scuola che sia tutta loro.
L’anno successivo Emily e Charlotte partono per Bruxelles dove frequentano il Pensionato Heger. Alla morte della zia Elizabeth tornano a casa e ognuna di loro eredita 350 sterline. Emily torna da sola a Bruxelles nel 1844 e comincia a trascrivere le sue poesie in due quaderni, uno senza titolo, l’altro intitolato “Gondal Poems”. Charlotte trova questo quaderno nel 1845 e prende forma in lei la decisione di pubblicare un volume dei loro versi. Emily acconsente purché il libro esca con uno pseudonimo.
Nel 1846 esce quindi “Poems” di Currer (Charlotte), Ellis (Emily) e Acton (Anne) Bell (Brontë). Nel 1847 vengono pubblicati “Cime tempestose” di Emily, “Agnes Grey” di Anne e “Il Professore” e “Jane Eyre” di Charlotte.
“Cime tempestose” solleva un gran clamore. E’ un romanzo ricco di significati simbolici, dove domina una sensazione di tensione e ansia mista ad attesa e curiosità per la rivelazione finale. Un libro soffuso di sensazioni forti, inquietanti, che suscitò un comprensibile scalpore e fece scorrer fiumi di inchiostro.
Famosa diventerà la trasposizione cinematografica del 1939, “Wuthering heights” (Cime tempestose – La voce nella tempesta, con Laurence Olivier), tratto dall’omonimo romanzo.
Il 28 settembre 1848 Emily si raffredda durante il funerale del fratello (morto di tisi) e si ammala gravemente. Morirà anche lei di tisi il 19 dicembre dello stesso anno.
Anno di pubblicazione: 1847
Edizione: Einaudi
Pagine: 379
Costo: Ai suoi tempi 16 mila lire
Consigliato: sì, ma non ai deboli di cuore.

Poche settimane fa quasi per caso ho cercato un libro che potesse soddisfare la mia voglia e il mio pseudo bisogno di leggere una storia d’amore e a questo proposito, rovistando tra le recensioni proprio sotto questa dicitura, Cime tempestose veniva descritta senza dubbio come la migliore, o una delle migliori, dai tempi dei tempi, in tutta la storia della letteratura mondiale. Ora, terminata la mia lettura sono fermamente convinta del fatto che definire questo libro non sia cosa di poco conto, e nel caso lo si volesse fare, lo si potrebbe solo ed esclusivamente attraverso delle magiche pinze che minuziosamente scelgano le parole adatte da utilizzare e mettere per iscritto in modo da rendergli totalmente giustizia; tutto ciò per affermare che descrivere questo libro non è una passeggiata nella solitaria e selvaggia brughiera dello Yorkshire in Inghilterra, ovvero il luogo in cui la vicenda è malignosamente ambientata. Ebbene sì, dico malignosamente perché è pressoché impossibile che una brughiera, un luogo arido, secco e privo di vegetazione vera e propria, abbia potuto ospitare una vicenda di tale portata, ricca, in cui i protagonisti si struggono, impazziscono, muoiono per l’Amore, in cui i protagonisti danno gran voce all’odio più spietato, all’indifferenza più maligna, in alcuni casi, insomma, essi possono essere definiti in qualsiasi altro modo tranne che ‘aridi’; ma forse è proprio il terreno che li sorregge a fare in modo che essi nascessero con una natura totalmente contraria alla sua.
Cime tempestose è un romanzo che si districa tutt’intorno alla figura del povero Heathcliff, un trovatello portato nella dimora di Wuthering Heights dal padrone di casa, Earnshaw. Subito il piccolo inizia la sua convivenza coi suoi due figli, Hindley e Catherine, instaurando con quest’ultima, una giovane fanciulla dai nobili portamenti e dalla bellezza innata, un ottimo rapporto che ben presto sfocierà in un tormentatissimo innamoramento. Se con la bella Catherine Heathcliff si trova immediatamente a suo agio, lo stesso non sarà con gli altri membri della famiglia, compresa la servitù, e tanto meno con i Linton, coloro che vivono nella dimora a pochi chilometri dalla loro e con i quali la famiglia ha sempre avuto dei buoni rapporti. Sarà proprio quest’avversione nei suoi confronti che tramuterà il piccolo in un mostro bisbetico e senza cuore agli occhi altrui, diventando ancora più insostenibile quando, dopo il ritorno da una fuga di quasi tre anni dovuta al rifiuto di Catherine, egli troverà colei che era sempre stata l’unico oggetto del suo amore, sposata con Edgar Linton.
Inizialmente ho realmente pensato che questo romanzo parlasse di Heathcliff, ma ora che sono arrivata alla fine non posso non affermare di essere stata una stupida ad averlo creduto: questa non è solo la sua storia, questa è la mia storia, come la tua, come quella di qualsiasi altro essere umano su questa terra; è una storia di sentimenti che contrastano l’aria intorno, quelli che riuscirebbero a farti arrivare su Marte, a farti ridiscendere sulla terra e a farti fare il giro del mondo in due giorni; si parla di passioni viscerali, di odi profondi suscitati da amori ancora più intensi, un sentimento non ne rinnega un altro e ogni cosa si sussegue, inizialmente senza una logica precisa ed è appunto anche senza una ‘giusta’ logicità che i sentimenti in Wuthering Heights si diramano e diventano prorompenti quanto una cascata che si getta con tutta la sua forza nelle acque che l’ospiteranno.

‘Sì, è stata una bugiarda fino all’ultimo! Dov’è ella? Non lassù, non in cielo, non morta… dove? Oh! Dicesti che non t’importava delle mie sofferenze! E io levo una sola preghiera, la ripeterò finché la mia lingua mi si seccherà: Catherine Earnshaw, che tu non possa trovare riposo finché io viva! Dicesti che ti avevo uccisa io; perseguitami allora! Gli uccisi perseguitano i loro assassini, credo. So che degli spiriti hanno vagato sulla terra. Sii sempre con me; prendi qualunque forma; fammi impazzire! solo non abbandonarmi in questo abisso, dove io non riesco a vederti. Oh, Dio! E’ cosa inesprimibile! Non posso vivere senza la mia vita! Non posso vivere senza la mia anima!’

La stessa ‘illogicità’, lo stesso contrastare tra sentimenti opposti arrivano al lettore diretti, come una spada che trafigge da parte a parte e oltrepassa la carne; il lettore non può non oscillare tra un sentimento d’amore e uno d’odio nei confronti dello stesso personaggio nel giro di mano che intercorre tra capitolo e capitolo.
Ancora, è una storia che ti prende, ti sconquassa come fossi un oggetto inanimato e ti getta nel pavimento, in pezzi, ansimante, tu vorresti chiedere pietà, ma non è la pietà quella che cerchi e ancora un capitolo e poi un altro e poi un altro ancora. Io ho ancora i brividi.

Voto: 8,5/10

Alessandra Mugnai

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One response to “Cime Tempestose | Emily Brontë

  • Maria+Teresa

    Per la verità questo romanzo ha delle pagine molto suggestive, ma è opera ancora prolissa, immatura, se pur geniale.. L’autrice tocca un tema archetipico di assoluto fascino:L’amore totale, assoluto che si deve all’Anima, proiettato su una creatura. L’ombra ne viene fuori tremenda. I contemporanei ne furono assai turbati, abituati come erano ad apprezzare il sottile, tiepido,controllato sentire, e il salottiero humour di una Austen. Forse il tempo avrebbe potuto concedere ad Emily la possibilità di coinvogliare con perizia maggiore il magma ardente dell’anima sua.

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