Archivi del mese: settembre 2012

Diario di una scrittrice | Virginia Woolf

Titolo: Diario di una scrittrice
Titolo originale: A Writer’s Diary
Autore: Virginia Woolf, Leonard Woolf
Cenni sull’autore: Adeline Virginia Woolf, nata Stephen (Londra, 25 gennaio 1882 – Rodmell, 28 marzo 1941), è stata una scrittrice, saggista e attivista britannica. Considerata come uno dei principali letterati del XX secolo, attivamente impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi; fu, assieme al marito, militante del fabianesimo, nel periodo fra le due guerre fu membro del Bloomsbury Group e figura di rilievo nell’ambiente letterario londinese.  Le sue più famose opere comprendono i romanzi La signora Dalloway (1925), Gita al faro (1927) e Orlando (1928). Tra le opere di saggistica emergono Il lettore comune (1925) e Una stanza tutta per sé (1929); nella quale ultima opera compare il famoso detto “una donna deve avere denaro, cibo adeguato e una stanza tutta per sé se vuole scrivere romanzi”. (via wikipedia)
Anno di pubblicazione: 2011
Edizione: BEAT. Edizione originale minimum fax
Curatore: Leonard Woolf
Traduttore: Giuliana De Carlo
Numero pagine: 418
Costo: 9,00€
-> Consigliato: A chi vuol addentrarsi nella vita di uno scrittore, nei retroscena delle sue opere.

Strano come la forza creativa rimette subito in sesto l’universo intero.”

Bisogna armarsi di passione e di pazienza per entrare nell’Io inespresso della Woolf, e salire sulle impalcature di quelle sue lente – e pur sempre operose – costruzioni letterarie. Leggere il suo diario è dare uno sguardo attento dapprima alla planimetria e poi al vero e proprio progetto, portato avanti con impegno e minuziosità, nell’esercizio della scrittura, nell’esercizio del vivere. È partecipare direttamente alla formazione delle fondamenta fatte di cemento armato: di carta e inchiostro, di tantissime letture classiche, moderne e contemporanee. È vedere sollevarsi pilastri d’operosi pensieri, squadrati e stabili, sul proprio lavoro di scrittrice e di critica letteraria. È ripararsi dietro mura spesse di mattoni, dentro la sua solitudine, protetta dai più cari amici e da Leonard, suo marito, il suo primo lettore, il suo più grande estimatore e supervisore di questo grande progetto diventato poi, un classico, una serie di classici. È guardare fuori dalle finestre la storia scorrere, la natura esplodere e la vita morire. È abbellire gli interni di uno stile perfezionato attraverso prove, revisioni, stroncature, tagli su tagli: essenziale. È ammirare infine una struttura costruita per resistere ai venti più forti della critica letteraria, ai terremoti più forti della vita, alla morte stessa.

“Non si scherza con le parole – non si può – quando si vuole che durino «in eterno».”

Era questa la Woolf, una donna forte che confidava nelle sue capacità ma che anche teneva molto a ciò che gli altri pensavano di lei. Si aspettava forti critiche, e puntuali arrivavano dopo ogni sua pubblicazione, e queste le servivano per rafforzarsi nelle sue intenzioni. Arrivavano pure molti complimenti e vendite inaspettate, e quest’altre contribuivano a farla sorridere di felicità e a crearsi dei risparmi che spendeva in libri, quaderni, viaggi, penne e calamai. Soffriva il vuoto dell’inoperosità, che arrivava sempre dopo le ultime frasi dei suoi libri, e aveva paura della morte, soprattutto quando sottraeva alla vita persone che riscopriva care. Lottava contro il fascismo e per la parità dei sessi, e per sua sfortuna visse gli ultimi suoi anni col pensiero costante di una guerra “inutile”: di altre morti.

Questa era la Woolf dedita a leggere e scrivere, vivere e morire.

Alessandro Casile

Riguardo Virginia Woolf potete leggere la recensione di:
-> La signora Dalloway
-> Le onde
-> Al faro

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Al faro | Virginia Woolf

Titolo: Al faro
Titolo originale: To the lighthouse
Autore: Virginia Woolf
Cenni sull’autore: Adeline Virginia Woolf, nata Stephen (Londra, 25 gennaio 1882 – Rodmell, 28 marzo 1941), è stata una scrittrice, saggista e attivista britannica. Considerata come uno dei principali letterati del XX secolo, attivamente impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi; fu, assieme al marito, militante del fabianesimo, nel periodo fra le due guerre fu membro del Bloomsbury Group e figura di rilievo nell’ambiente letterario londinese.  Le sue più famose opere comprendono i romanzi La signora Dalloway (1925), Gita al faro (1927) e Orlando (1928). Tra le opere di saggistica emergono Il lettore comune (1925) e Una stanza tutta per sé (1929); nella quale ultima opera compare il famoso detto “una donna deve avere denaro, cibo adeguato e una stanza tutta per sé se vuole scrivere romanzi”. (wikipedia)
Data di pubblicazione: 1927
Edizione: Mondadori
Traduttore: Nadia Fusini
Numero pagine: 180
Costo: € 7,40
Consigliato: Sì.

Sono in piedi sul patio di una casa. Con la forza della mente invado questo spazio che non mi appartiene: cosa vedo? Al di là della costa scorgo la luce intermittente di un faro, per sempre uguale a se stessa. Qualche metro più avanti a me, una ragazza dipinge la scena e la sua insicurezza. Dei bambini scorrazzano attraverso il prato. Alla mia sinistra un uomo, il signor Ramsay, cammina nervoso, portandosi appresso la sua aria solenne e perentoria: è altrove, chissà a cosa pensa e se per automatismo o per una precisa volontà ogni tanto le sue labbra si socchiudono a mormorare un verso di William Cowper: perimmo, ognuno da solo. Ma cosa manca? Dov’è che tutti questi fili si annodano? Fatemi guardare, lasciate che mi volti. Deve esserci qualcun altro. Ah, eccola: le porte sono chiuse, ma la vedo attraverso una finestra aperta. È seduta dritta sulla sedia mentre lavora a maglia – la signora Ramsay.

Sono in piedi sul patio di una casa. Con la forza della mente invado questo spazio che non mi appartiene: cosa vedo? Al di là della costa scorgo la luce intermittente di un faro, per sempre uguale a se stessa. Qualche metro più avanti a me, una ragazza dipinge la scena e la sua insicurezza. Dei bambini scorrazzano attraverso il prato. Alla mia sinistra un uomo, il signor Ramsay, cammina nervoso, portandosi appresso la sua aria solenne e perentoria: è altrove, chissà a cosa pensa e se per automatismo o per una precisa volontà ogni tanto le sue labbra si socchiudono a mormorare un verso di William Cowper: perimmo, ognuno da solo. Ma cosa manca? Dov’è che tutti questi fili si annodano? Fatemi guardare, lasciate che mi volti. Deve esserci qualcun altro. Ah, eccola: le porte sono chiuse, ma la vedo attraverso una finestra aperta. È seduta dritta sulla sedia mentre lavora a maglia – la signora Ramsay.

“Sì, certamente, se domani è bello” disse la signora Ramsay. “Ma ti dovrai svegliare con l’allodola” aggiunse.
Un inizio quotidiano, una frase ordinaria da immaginarsi pronunciata col tono dolce di una madre. È la risposta alla domanda del figlio James, che nella riga subito precedente l’incipit le ha chiesto se il giorno seguente si andrà al faro.
Come si deduce sin dal titolo, quell’edificio alto, nudo e diritto, di un bianco e nero abbaglianti, è la nostra meta.
Prima di proseguire, però, un abbozzo di architettura narrativa: To the lighthouse è suddiviso in tre parti – La finestra / Il tempo passa / Il faro. In pieno stile Woolf, l’arco complessivo del romanzo abbraccia una decina d’anni, ma questa si dipana tutta nella brevissima sezione centrale (una ventina di pagine, circa un decimo del totale), mentre la prima e l’ultima sezione descrivono ciascuna gli accadimenti di una sola giornata. I due ‘momenti’ sono tra loro ‘complementari e opposti’, sospesi entrambi nel mare dell’attesa – per la prima parte, l’attesa della gita al faro, annunciata ma adombrata da quell’ipotetica incipitaria, se domani è bello; per la terza, la realizzazione della gita al faro e una nuova attesa, quella dell’approdo, durante il tragitto in barca.

Il perno del primo momento è la signora Ramsay, donna dal portamento e dall’anima regale per quanto semplice, che secondo la giovane Lily racchiude in cuor suo,come il tesoro nelle tombe dei re, tavole di scritti sacri, che a saperle leggere le avrebbero insegnato tutto, ma mai sarebbero state esibite apertamente, mai rese pubbliche. Una sorta di Beatrice quotidiana, invecchiata ma ancora capace di portare luce, di vincere le sue battaglie, di lasciare attoniti con il mistero che porta con sé. Tutti cercano di trovare la sua chiave di volta, di comprenderla, invano, o almeno senza mai avere la certezza di esserci riusciti. Era saggezza? Era esperienza? O, ancora una volta, era l’inganno della bellezza, la trappola d’oro in cui le percezioni, a mezza strada dalla verità, si impigliano? Le persone le orbitano attorno come a un asse di rotazione, a un sole. Anche i tentativi di abbozzare alcuni suoi difetti (ad esempio il piacere che prova nell’organizzare appuntamenti, preparando futuri matrimoni) non vengono portati avanti con tenacia. I suoi pregi li rendono trascurabili, le vengono perdonati senza sforzo. Non leggiamo mai una vera descrizione che la riguardi, eppure nella prima parte del libro riusciamo a disegnare un ritratto tutt’altro che sommario, grazie alle varie voci che di lei parlano – se stessa, il marito, Lily la pittrice oppure Bankes, uomo di scienza – come tanti raggi che intersecandosi creino una figura a tutto tondo. E anche se non conosciamo il colore dei suoi occhi questa figura femminile – non più, ricordiamolo, giovane, anzi madre di otto figli – non è comunque priva di concretezza, e anzi leggerla dal suo punto di vista, cosa che la scrittura ‘mentale’ di Virginia Woolf ci permette di fare, risulta piacevolmente umano – la vediamo in tutti i suoi riflessi, intenta a preoccuparsi della casa, dei bambini, del marito, dei soldi, del giardino, dei futuri lavori di ristrutturazione.

La signora Ramsay viene improvvisamente a mancare nella seconda parte. “Ramsay incespicando lungo il corridoio tese le braccia una scura mattina, ma poiché la signora Ramsay era morta improvvisamente la notte avanti, tese le braccia e basta. Rimasero vuote.” Le ultime parole si commentano da sé. Non esiste per il vuoto un indice di intensità. È venuto a mancare il sole. Privata dell’incantesimo della signora Ramsay, la casa cade irrimediabilmente in rovina insieme al resto della famiglia – alcuni muoiono, gli altri non tornano più tra quelle mura – e mentre Virginia Woolf sfoglia gli anni come se fossero minuti i rampicanti spaccano i vetri, l’erba cresce nel giardino, i tavoli e i libri diventano grigi di polvere, ripuliti solo ogni tanto da un’anziana donna di servizio. Queste pagine sono sospinte da una narrazione veloce su cui non ci si sofferma, i fatti più spiccioli vengono addirittura riportati tra parentesi quadre.

Il Faro, la terza parte, chiude il cerchio: qui viene finalmente compiuta la gita di cui abbiamo appreso all’inizio – rimandata, dieci anni prima, a causa del maltempo. Tutto è cambiato, a parte l’immutabile Faro, e l’ultima sezione costituisce quindi un progresso rispetto alla prima, ma di questa rappresenta anche un parallelo in negativo: come La finestra era centrata sulla figura della signora Ramsay, la conclusione è dominata dalla sua assenza, ma presente e quanto mai concreta. Lily, protagonista attiva di quest’ultima sezione, alle prese con un quadro iniziato dieci anni prima, pensa:

“[…] ma come si faceva a esprimere in parole queste emozioni del corspo? a esprimere quel vuoto? (Guardava gli scalini del salotto, erano straordinariamente vuoti). Era un sentimento del corpo, non della mente. Le sensazioni fisiche che derivavano dall’evidenza nuda degli scalini le furono d’un tratto estremamente sgradevoli. Volere, e non avere […] – come le strappava il cuore, lo torceva, lo straziava! Oh, signora Ramsay! chiamò in silenzio […], come per rimproverarla d’essere scomparsa, ed essendo scomparsa, di tornare.” E più avanti: “Se la esigevano con violenza […] allora la bellezza si sarebbe ravvolta in se stessa, lo spazio riempito, quei vuoti ghirigori avrebbero preso forma. Se avessero gridato forte, la signora Ramsay sarebbe tornata”.

Naturalmente la linea della signora Ramsay non è l’unica che attraversa il romanzo e l’ultima sezione in particolare, ma ho scelto di sviluppare questa, perché amo il tema della presenza/assenza, della persistenza delle persone, per così dire. Volendo fare un altro accenno, una seconda direttrice molto nitida è quella del signor Ramsay, che entra in scena all’inizio del libro per dire con freddezza al figlio: “Ma non sarà bello”, non potranno andare al Faro, e sarà da James odiato per sempre a causa di questa tagliente verità. Il sì della signora Ramsay e il no di suo marito chiariscono meglio di qualsiasi descrizione la profonda differenza tra le due figure, ma giustificano anche in parte la dipendenza tra i due. Ognuno può essere profondamente se stesso soltanto in presenza del suo opposto all’altro lato della tavola, della vita. Si capisce perciò come il signor Ramsay dell’ultima sezione sia se stesso a metà, sempre arcigno e scuro, tirannico nei confronti dei figli, ma anche solo sotto la corazza della sua cultura, chiuso in un dolore egoistico, e così bisognoso di parlare da mettersi a dissertare con Lily Briscoe riguardo ai suoi stivali.

Tutto si conclude con il completamento del quadro di Lily, da dieci anni in attesa di conclusione. “Mi piace la fine” scrisse la Woolf il 21 marzo 1927 a proposito di ‘To the lighthouse’. Proprio mentre il signor Ramsay sbarca coi figli al Faro, “Eccolo – il suo quadro. […] Era fatto; finito. Sì, pensò, mettendo giù il pennello spossata, ho avuto la mia visione.” Ora anche Lily, come un tempo la signora Ramsay, sa suggellare un momento in magia. E, come spesso accade, ancora una volta spetta all’arte chiudere il cerchio di una famiglia, mettere fine con una pennellata a un’attesa lunga un decennio – di una linea, di un approdo, di un senso.

 

 

Chiara Sandretto


Club del libro ‘La scelta dei lettori’ | Ottobre

Il Club del Libro è un momento virtuale, ma non per questo meno avvincente di un incontro dal ‘vivo’, in cui, sulla pagina Facebook ‘Un buon libro, un ottimo amico’ di cui questo blog è diretto erede, rispondendo a domande e proponendone, si ricostruiscono i frammenti della lettura di un libro che leggiamo tutti insieme per poi sviscerarlo. Rispondere a domande che non ci si era posti, leggere le risposte altrui, dedicare il post-lettura all’osservazione dei post-lettura altrui sono tutte azioni semplici, gratuite, piacevoli attraverso le quali alcuni aspetti nebulosi di un libro possono diventare chiari e restituire una migliora lettura d’insieme.
Quindi, perché non partecipare?

A questo punto è fondamentale però aprire le votazioni che ci consentiranno, tra cinque libri eletti attraverso le gare di citazioni, di scegliere quale libro leggeremo insieme per il mese di Ottobre.

I cinque finalisti sono:

1. Espiazione, Ian McEwan

 

 

 

2. Un amore, Dino Buzzati

 

 

3. Gli indifferenti, Moravia

 

4. Sorella, mio unico amore, Joyce Carol Oates

 

 

 

5. Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares, Fernando Pessoa

 

Lettori e lettrici, l’invito caloroso è quello a esprimere il vostro voto, magari accompagnandolo con una motivazione entro le 21.30 di Martedì 25 Settembre. La vostra partecipazione è fondamentale per dare avvio a questo nostro nuovo incontro!

Quindi, via alle votazioni!

Post scriptum (IMPORTANTE): gli unici voti validi sono quelli espressi nei commenti del blog, non valgono invece quelli lasciati su Facebook
Post scriptum 2: cliccando sui titoli avrete l’accesso a pagine con descrizione delle trame dei libri in gara 


Il pozzo letterario | Proposte di Settembre-Ottobre

Trentaquattro partecipanti. Sessantasette titoli. Ecco i primi risultati del Pozzo letterario che, già alla prima edizione, sembra aver conquistato l’attenzione di lettori e lettrici. Ma, come in ogni concorso, ecco la parte più avvincente: le votazioni. In questa fase tutti i partecipanti al pozzo – ossia coloro che hanno gettato i titoli nelle oscurità – potranno portare alla luce un titoli da altri proposto e farne propria la lettura e l’eventuale promozione (che avverrà sia attraverso post che attraverso la recensione finale da accompagnarsi a foto personalizzata, il tutto sulla pagina Facebook ‘Un buon libro, un ottimo amico’. Ricordo che ognuno potrà far proprio un solo titolo e che, quando un libro verrà scelto, ovvero riportato alla luce dalle profondità del nostro pozzo letterario, sarà automaticamente depennato dalla lista sottostante e comparirà, accanto al titolo, il solo nome di chi ha lo ha prescelto.
Questo è tutto. Adesso, datevi da fare per far sì che il titolo che vi siete prefigurati di leggere diventi il vostro di diritto.

Pronti? VIA! – Votazioni sino alla mezzanotte del 15 Settembre. Dal 15 Settembre al 15 Ottobre ci sarà invece il periodo di lettura.

  • Metello – Vasco Pratolini. – Lo propongo perché è un piccolo (per lunghezza e per fama) capolavoro della letteratura italiana ingiustamente ignorato. Racconta di una parte della nostra storia che non dovrebbe essere dimenticata: la lotta dei muratori fiorentini (ma non solo, questi però sono i protagonisti) per ottenere maggiori garanzie e sicurezze sul lavoro. Lotta intrecciata alla vita di tutti i giorni. Lo stile è talmente poetico che Pratolini fa apparire una cazzuola come se fosse un fiore, e una donna gelosa come una vera e propria Medea vendicativa. (Luana)
  • Cassandra – Christa Wolf. 
    Proposto da: Luana Elena Cau
    Verrà letto da: Alessandro Jeffrey Casile
  • Storia di una capinera – Giovanni Verga. – Perché tramite questo romanzo epistolare, ci racconta uno spaccato di vita in un periodo in cui i ragazzi non potevano prendere in mano la loro vita ma erano coarretti a sottostare alle decisioni (spesso sbagliate) dei genitori. (Aurora Favara)
  • Kojiki – un racconto di antichi eventi. – Ci sono sempre amanti della cultura giapponese, quindi voglio proporvi Di mitologia giapponese.  (Aurora Favara)
  • La donna del tenente francese – John Fowles. 
    Proposto da: Patrizia
    Verrà letto da: Lucrezia
  • La guerra della fine del mondo – Mario Vargas Llosa. – Un romanzo corale in cui l’autore riesce a mostrarci il punto di vista di tutti, al punto che non è possibile dire con certezza chi è nel giusto e chi no, chi segue false ideologie e chi usa il fanatismo degli altri a proprio uso e consumo. (Patrizia)
  • Aspettando Godot – Samuel Beckett. Perché è la mia personalissima Bibbia. Mi è piaciuta una definizione che lessi al proposito: questo testo teatrale ti colpisce per i vuoti insondabili fra una battuta e l’altra, persino fra una parola e l’altra: per la sua estrema speranza nonostante la profonda disillusione. Se si legge cercando di andare oltre alla sua impostazione tipica del teatro dell’assurdo (magari ostica a qualcuno), si scoprirà che rivela una verità presente in tutti noi: a nostro modo tutti continuiamo ad aspettare Godot. (Anastasia Piperno)
  • Caligola – Albert Camus. 
    Proposto da: Anastasia Piperno
    Verrà letto da: Guendalina Ferri
  • De Profundis – Oscar Wilde. Perché è un’opera straordinaria, intensa che mi ha fatto male e perché si può capire meglio l’opera di Wilde e il suo mondo. (Simona Bernini)
  • Tanto vale vivere – Dorothy Parker. – Lo propongo perché con questa raccolta di racconti e poesie, la Parker mi ha colpito, mi ha regalato tantissimo e perché questo libro fa parte dei molti consigli della Pivano, che per me è una garanzia. (Simona Bernini)
  • Una stella tra i rami del melo – Annabel Pitcher.  E’ un libro che mi è stato regalato l’anno scorso per Natale…La copertina è stupenda, e anche tutto il resto non delude!!..Penso sia un libro ancora poco letto, quindi ve lo propongo. (Valentina) 
  • La vita segreta delle api – Sue M. Kidd. 
    Proposto da: Valentina
    Verrà letto da: Dora
  • Il più grande uomo scimmia del Pleistocene – Roy Lewis. Lo propongo perchè è un libro divertentissimo che parla di una società di uomini primitivi che pian piano vanno evolvendosi mentre ‘inventano’ cose quali: la caccia in gruppo, il corteggiamento delle femmine, il matrimonio e la società. Le tematiche sono affrontate in modo ironico e simpatico attraverso le avventure della famiglia protagonista. A me a strappato parecchi sorrisi, vorrei che ne strappasse uno a chi non l’ha mai letto. (Claudia P.)
  • La purga  – Sofi Oksanen. E’ la mia seconda proposta, un romanzo scritto dall’autrice finlandese di origini estoni pluripremiata dalla critica. Il romanzo racconta una pagina drammatica della storia dell’Estonia sotto la dominazione russa e, come sempre, a farne le spese sono le donne. La storia, ambientata nel 1992 in Estonia, cattura sin dalle prime pagine, sia perchè avviene un qualcosa che rompe la quiete di Aliide (la protagonista) sia perchè la Oksanen è davvero abile a scrivere questa storia di forte indagine psicologica. Questo romanzo mi aveva davvero colpita e spero che colpisca e insegni qualcosa anche a chi di voi deciderà di leggerlo! (Claudia P.)
  • Tutto il teatro – Sarah Kane. 
    Proposto da: Alex La morte Cussigh
    Verrà letto da: Marco Tamborrino
  • I fiori blu – Raymond Queneau. 
    Proposto da: Alex Lamorte Cussigh
    Verrà letto da: Erika
  • Cent’anni di solitudine – Gabriel Garcia Marquez. E’ il mio libro preferito in assoluto, per chi ancora non l’ha letto garantisco che vi innamorerete di questa grande opera già dalle prime pagine grazie alle quali sarete immersi in un mondo magico e lontano dalla vostra quotidianità!!! (Virginia De Matteo)
  • Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon.  Un libro che vi emozionerà non solo per i problemi che deve affrontare il bambino ma soprattutto per il particolare legame che ha con i suoi genitori. (Virginia De Matteo)
  • Vita a destino – V. Grossman.  Perché è un’impresa che va affrontata almeno una volta nella vita e che la cambia completamente. Un libro che contiene tutto quel che c’è da sapere sulla vita, sul bene, sul male e sulla natura umana. Una lettura che apre gli occhi e che cambia le prospettive. (Anya)
  • Requiem – Antonio Tabucchi.
    Proposto da: Anya Pellegrin
    Verrà letto da: Chiara Sandretto
  • Speak, le parole non dette – Laurie Halse Anderson. Ho scoperto questo libro per caso e sono rimasta affascinata…Lo propongo perché è un libro che parla della difficoltà che numerosi ragazzi hanno nell’aprirsi e nel confidarsi riguardo avvenimenti e/o esperienze terribili che segano un’intera vita. (Anna)
  • Capriole in salita – Pino Roveredo. Testo autobiografico dove l’autore narra la storia della sua vita dall’infanzia in una famiglia disagiata e di tutti problemi che questo comporta nella vita di un adolescente…(Anna)
  • L’eleganza del riccio – Muriel Barbery.
    Proposto da: Em
    Verrà letto da: Letizia
  • Il ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde. 
    Proposto da: Em
    Verrà letto da: Valentina Pisano
  • Le regole della casa del sidro – John Irving. 
    Proposto da: Lucrezia
    Verrà letto da: Olmina Morra
  • Antologia di Spoon River – Edgar Lee Masters. Poiché noto una significativa mancanza di poesia , e perché un pizzico ce ne vuole sempre . Questo é uno dei classici americani meno conosciuti tuttavia il grande Faber vi ha tratto ispirazione per un intero disco , e come se non bastasse questo testo integrale (era ufficialmente in circolazione, ma censurato ) tradotto da Fernanda Pivano) , fu diffuso sotto banco, durante il regime fascista ,dallo stesso Pavese a rischio della galera… Ma perché tutta questa importanza ? Questo é un testo capitale , fra queste pagine c´ é tutto : L´ amore , l´ amicizia , l´ odio , la morte , la vita…. E già perché questo é un libro sulla vita ! Un libro sulla vita scritto da morti … Da persone che non hanno più nulla da perdere , persone he la vita l hanno vissuta e poi persa ,persone che vogliono raccontarla per quella che é, persone che hanno ancora molto da dire e da dare … E sicuramente fra tutte quelle vita vissute , e tutta quella gente ciascuno di noi può trovare un po di se stesso , e un po di quello che vive e sente… (Lucrezia)
  • Jane Eyre – Charlotte Bronte.  Credo che questo libro possa soddisfare le aspettative di qualsiasi lettore c’è una storia d’amore, non convenzionale, non sdolcinata ma capace di suscitare grandi emozioni, c’è mistero, suspense ed è una lettura scorrevole che ti cattura dalla prima all’ultima pagina. (Raffaela Meli)
  • Il conto delle minne – Giuseppina Torregrossa. 
    Proposto da: Raffaella Meli
    Verrà letto da: Eleonora
  • Il bar delle grandi speranze – J.R. Moehringer. Perché è una storia vera che rispecchia, in alcuni punti, una possibile vita che tutti possono avere. Vale la pena di essere letta e vissuta e dato che il tema mi tocca particolarmente mi farebbe piacere fosse conosciuto di più. (Flavia)
  • Saltatempo – Stefano Benni. Perché non capisco come, a chi piace questo scrittore, questo libro non viene mai preso in considerazione quando invece è una lettura davvero poetica e piacevole 😀 (Flavia)
  • Mai più sola – Catherine Barry. 
    Proposto da: A.
    Verrà letto da: Anna
  • La lanterna magica – Ingmar Bergman. Autobiografia del grande regista svedese,Bergman racconta la sua vita in un flusso continuo di ricordi e di dettagli,rendendoci partecipi delle sue riflessioni intime e personali,del suo “sentire”.Anche per chi non ha familiarità con il lavoro del regista, personalmente dopo questa lettura il suo cinema ha una certa importanza. (A.)
  • Se una notte d’inverno un viaggiatore – Italo Calvino. 
    Proposto da: Serena
    Verrà letto da: Gloria
  • Il giocatore – Fedor Dostoevskij. Vi consiglio caldamente tutto di questo autore, ma per andare oltre ai titoli canonici mi soffermo su questo piccolo romanzo. Si legge in breve tempo e ne vale veramente la pena, fa conoscere meglio Dostoevskij in quanto è una sorta di sua autobiografia che tratta della dipendenza dal gioco d’azzardo, da cui lui stesso era affetto. Inoltre è molto attuale essendo questa una piaga che affligge la nostra società. (Serena)
  • Il talento di Mr Ripley – Patricia Highsmith. 
    Proposto da: Chiara Coppola
    Verrà letto da: Anastasia Piperno
  • Drood – Dan Simmons.
    Proposto da: Chiara Coppola
  • Venuto al mondo – Margaret Mazzantini. 
    Proposto da: Martina
    Verrà letto da: Aurora Favara
  • Hunger Games – Suzanne Collins. Per quanto possa sembrare una scelta immatura o un libro da ragazzini, queste pagine meritano e la Collins ancora di più.Ci vuole davvero un fervida fantasia per creare dal nulla un mondo tanto ben organizzato e non mentre leggevo non potevo non paragonare la bravura della scrittrice a quella della Rowling. Assolutamente un libro che rimane nel cuore. (Martina)
  • Trilogia della città di K – Agota Kristof.  Un romanzo travolgente e accattivante, un viaggio in un ambiente sconosciuto che vi farà restare con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Indubbiamente il mio libro preferito. (Martina 7)
  • Il profumo – Patrick Suskind. Il protagonista è un personaggio che nessuno dimenticherebbe mai e il romanzo è di per sé un dipinto di un’epoca travagliata. ”Così straordinario, così fiabesco e al tempo stesso così angosciante”. (Martina 7)
  • Alice nel paese delle meraviglie – Lewis Carroll. 
    Proposto da: Dora
    Verrà letto da: Patrizia
  • La pioggia prima che cada – Jonathan Coe.
    Proposto da: Dora
    Verrà letto: Anya
  • Middlesex – Jeffrey Eugenides.  
    Proposto da: Federica
    Verrà letto da: Chiara
  • Quella sera dorata – Peter Cameron.
    Proposto da: Federica
    Verrà letto da: Sonia Marchioro
  • La disobbedienza civile – Henry David Thoreau.  Un piccolissimo pamphlet sull’obbligo morale di contravvenire alla legge quando essa non rispecchi i valori più elevati della propria coscienza. (Erika)
  • Belli e dannati – Francis Scott Fitzgerald.
    Proposto da: Erika
    Verrà letto da: Luana Elena Cau
  • Un uomo – Oriana Fallaci.  
    Proposto da: Guenda
    Verrà letto da: Martina
  • Hunger Games – Suzanne Collins. Questo libro è una figata assoluta. La protagonista è una ragazza di sedici anni, Katniss Everdeen, che vive in un tempo imprecisato in un luogo chiamato Panem, all’interno del Distretto 12. Ogni anno, tutti i dodici distretti devono versare un tributo alla capitale, Capitol City: una ragazza e un ragazzo da ogni distretto. I 24 ragazzi dovranno affrontarsi in un’arena, combattendo all’ultimo sangue: l’unico sopravvissuto sarà decretato vincitore. A me è piaciuto un sacco, perché quelle 300 e passa pagine si bevono come acqua: impossibile smettere di leggere una volta che si è cominciato. (Guenda)
  • Demian – Hermann Hesse. 
    Proposto da: Alessandro Jeffrey Casile
    Verrà letto da: Martina
  • Bianco su nero – Rubén Gallego. 
    Proposto da: Alessandro Jeffrey Casile
    Verrà letto da: Federica
  • Una bambina – Torey Hayden.
    Proposto da: Rossella Mastuccino
    Verrà letto da: Virginia De Matteo
  • Montedidio – Erri De Luca.  Erri è magia pura, è uno scrittore che venero quasi, per ciò che riesce a trasmettermi con i suoi piccoli gioiellini di carta. Se non avete ancora letto nulla di suo, vi consiglio proprio questo suo romanzo, in cui palesa tutta la sua bravura nell’arte del gioco delle parole, scrivendo un libro che sembra più una lunga poesia che un romanzo. Protagonista è un ragazzo, il luogo è la mia bella Napoli, gli anni sono quelli del 50. La storia dovete scoprirla voi, e credetemi, ne vale veramente la pena!! (Rossella Mastuccino)
  • Fai bei sogni – Massimo Gramellini.  E’ una biografia davvero avvincente, a me è piaciuto tantissimo, l’ho letto in qualche ora. (Letizia)
  • Amore, zucchero e cannella – Amy Bratley. E’ una storia d’amore un po’ tormentata, è vero può sembrare il solito romanzetto, ma a me ha colpito tantissimo ed è ricco di colpi di scena. (Letizia)
  • Il petalo cremisi e il bianco – Michel Faber. 
    Proposto da: Eleonora
    Verrà letto da: Chiara Coppola
  • Diatriba d’amore contro un uomo seduto –  Gabriel Garcia Marquez. 
    Proposto da: Eleonora
    Verrà letto da: Giorgia
  • Mercurio – Amélie Nothomb.  
    Proposto da: Giorgia
    Verrà letto da: Alex La Morte Cussigh
  • Il contrario di uno – Erri De Luca. Perché il contrario di uno è DUE, il doppio, l’unione, la condivisione. Una serie di racconti caratterizzati dalla nota autobiografica tipica di Erri de Luca, il cui leitmotiv è l’incontro con l’altro, come ci cambia, come lo cambiamo, come ci incontriamo e scontriamo, nelle piccole quotidianità. Un piccolo tesoro da sorseggiare come un buon bicchiere di vino. (Giorgia)
  • Racconti – Guy de Maupassant. 
    Proposto da: Valeria Monachese
    Verrà letto da: Serena
  • L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera. 
    Proposto da: Valeria Monachese
    Verrà letto da: Em
  • Diario degli errori – Enno Flaiano. Perché mi ha offerto molti spunti di riflessione scritti in un bell’italiano, e perché in lui c’è una triste nostalgia di qualcosa che non è più. (Madamelunastorta)
  • Diari – Sylvia Plath.
    Proposto da: Chiara Sandretto
    Verrà letto da: Claudia Pezzetti
  • Bella del Signore – A. Cohen. Può l’amore bastare a se stesso? Può la perfezione essere vita? Chi è il “parassita”, colui che vive degli altrui favori o chi vive per concedere questi favori? Queste sono solo alcune delle domande che si affacciano alla mente, leggendo quest’opera. Una grandiosa storia d’amore, quindi, ma anche una satira caustica al malcostume nella pubblica amministrazione, una prospettiva originale sulle persecuzioni contro gli ebrei e una enigmatica e profonda ricerca di ciò che da senso all’esistenza e che, contemporaneamente, è l’essenza di ogni cosa. Il tutto espresso con un linguaggio innovativo, complesso, composto e ricomposto, cangiante come i pensieri e le emozioni dei protagonisti. Dopo questa lettura, diventa difficile affrontare un altro libro… (Sonia Marchioro) 
  • La pioggia non spegne il desiderio – V. Olmi. Visto che quest’anno sono di moda, ecco un libro erotico. Ma non solo. In questo racconto lungo c’è molto di più del sesso – sesso mai poetico, alle volte un po’ volgare, ma sempre autentico e carnale. C’è l’anoressia, c’è il mistero del rapporto tra uomo e donna. E sullo sfondo, Parigi… (Sonia Marchioro) 
  • A voce alta – Bernhard Schlink. Molti di avranno giä visto il film. Io ho letto il libro per un esame, i prof alle volte possono essere davvero odiosi quando fanno delle scelte cosí azzeccate. In questo breve testo c´é tutto: amore, odio, moralitä, immoralitä, giudizio, sesso, errore umano, orrore umano. Una lettura completa, per niente piacevole, mi ha lasciato dentro tanta rabbia, e tante domande. (Olmina Morra)
  • Robinson Crusoe – Daniel Defoe.
    Proposto da: Olmina Morra
    Verrà letto da: Rossella Mastuccino
  • GABRIELLA GAROFANO E CANNELLA – Jorge Amado
    Proposto da: Chiara
    Verrà letto da: Raffaella Meli
  • LA FAMIGLIA WINSHAW – Jonathan Coe.
    Proposto da: Chiara
    Verrà letto da: Simona Bernini
  • SETA – Alessandro Baricco
    Proposto da: Gloria
    Verrà letto da: Flavia Capoano
  • STORIA DEL SIGNOR SOMMER – Patrick Suskind
    Quando si pensa a Suskind, il pensiero corre immediatamente a Grenoiulle e al suo Profumo, eppure io non l’ho conosciuto così. Certo, si fa fatica a credere che il libro provenga dallo stesso autore.
    Chi è il Signor Sommer, che ogni giorno percorre enormi distanze armato solo di uno zainetto e di un bastone? Quale la meta dei suoi pellegrinaggi, perchè la scelta di coprire enormi distanze a piedi, nonostante potesse prendere mezzi per accorciare le distanze?
    Un romanzo ironico, divertente, narrato da un bambino che si farà uomo. E sullo sfondo delle sue gioie, delle sue problemi, della sua vita, scorre questa figura misteriosa, inquieta, alla continua ricerca di qualcosa che sembrava continuamente sfuggirgli.
    LO CONSIGLIO A: chi è alla ricerca di un romanzo leggero e divertente, ma ben fatto, e a chi desidera scoprire un altro volto di Suskind, volto diverso ma non meno affascinante. (Gloria)
  • OLTRE IL CONFINE di Cormac McCarthty.
    È il mio libro preferito. Di una malinconia assurda, una tristezza e freddezza devastanti. Billy è tutti noi e tutti noi siamo Billy. La prima parte del libro descrive quel rapporto uomo-natura che nessuno si potrebbe mai immaginare, tanto è profondo e spontaneo. Dalla prima in parte in poi il libro è tutto un viaggio per cercare se stessi, tra i racconti di vecchi uomini che vedono la vita attraverso Dio o attraverso la voce degli altri. Un libro sulla crescita, sulla disperazione che affligge i giovani. Ma anche un avventura, una storia coinvolgente. Poesia in prosa. (Marco Tamborrino)
  • LIBRA di Don DeLillo
    La storia dell’assassinio di J.F. Kennedy vista attraverso la vita dell’omicida stesso, Lee Harvey Oswald. Questo libro ci mostra tutta l’umanità – positiva e negativa – di una persona qualunque, di un uomo, che potrebbe non essere il solo colpevole del più grande omicidio della storia. DeLillo ci regala più di 400 pagine di pura poesia. (Marco Tamborrino)

Confessioni di una maschera | Yukio Mishima

Titolo: Confessioni di una maschera
Titolo originale: Kamen no kokuhaku
Autore: Yukio Mishima
Cenni sull’autore: Yukio Mishima, al secolo Kimitake Hiraoka, nasce a Tōkyō il 14 gennaio del 1925. A diciannove anni pubblica la prima raccolta di raccolti, cui seguono i romanzi‘Confessioni di una maschera’ (1949), parzialmente
autobiografico, ‘I colori proibiti’ (1951-1952),‘La morte di mezza estate’ (1953), ‘La voce delle onde’ (1954), ‘Il padiglione d’oro’(1956), ‘Patriottismo’ (1960), ‘Il sapore della gloria’ (1963) e la tetralogia ‘Il mare della fertilità’ (1965 – 1971). Contemporaneamente a questa pubblicazione impegnata, si dedica alla stesura di romanzi più commerciali, intesi come letteratura di svago, di massa, che veniva pubblicata a puntate su periodici di grande tiratura prima di essere poi pubblicata in volume. Tra queste opere si inserisce‘Musica’ (1965). Temi ricorrenti della sua produzione sono il mito
della forza e dell’eroismo, l’erotismo, inscindibile fra sensualità e violenza, tra bellezza e morte. Nella vita, Mishima volle incarnare questi ideali: nazionalista e conservatore, grande oppositore del processo di modernizzazione e occidentalizzazione del Giappone, fondò la setta militare ‘Tate no Kai’ (Società dello scudo), basata sull’esaltazione della cultura fisica e delle arti marziali. Da sempre ossessionato dall’idea della morte, sia a livello personale sia
artistico, decide di unire questo disagio esistenziale al suo ideale politico di patriottismo tradizionalista. Il 25 novembre del 1970, a 45 anni, insieme ai quattro più fidati membri del Tate no Kai, occupa l’ufficio del generale
Mashita dell’esercito di autodifesa. Dal balcone dell’ufficio, di fronte a un migliaio di uomini del reggimento di fanteria, oltre che a giornali e televisioni, tiene il suo ultimo discorso: l’esaltazione dello spirito del Giappone, identificato con l’Imperatore, e la condanna della costituzione del 1947 e del trattato di San Francisco, che hanno subordinato, secondo Mishima, il sentimento nazionale giapponese alla democrazia. Al termine del discorso, entrato nell’ufficio e dopo aver inneggiato all’Imperatore, si toglie la vita tramite seppuku, il suicidio rituale dei samurai, trafiggendosi al ventre e facendosi poi decapitare.
Data di pubblicazione: 1948
Edizione: Tascabili Feltrinelli
Traduttore: Marcella Bonsanti
Numero pagine: 219
Costo: € 7,50
Consigliato: Sì.

« Quali sentimenti proverei se fossi un altro ragazzo? Quali sentimenti proverei se fossi una persona normale? Fui ossessionato da queste domande. Mi torturarono, distruggendo istantaneamente e radicalmente persino quell’unico frammento di felicità che avevo creduto di possedere per certo.
A lungo andare la “recita” è diventata una parte integrante della mia natura, riconobbi fra me. Non è più una recita. La consapevolezza con cui continuo a camuffarmi da individuo normale ha corroso addirittura quel minimo di normalità che magari possedevo in origine, e ha finito così col farmi dire e ridire a me stesso che anche questa era una semplice parvenza di normalità. In altre parole, sto diventando una di quelle persone incapaci di credere a nulla che non sia contraffatto. »

 

Se ho appiccicato lassù una citazione più lunga del solito (guardatela, come vi fissa insolente e smorfiosa), è perché penso che quei due capoversi siano il presupposto per capire che questo romanzo – pur nella assoluta specificità del suo tema, di cui poi vi dirò – parla a tutti e di tutti noi. O almeno parla a quella parte di noi che una volta nella vita s’è sentita a disagio, fuoriposto, diversa, incapace di accettarsi. A quella parte di noi che ha sempre strillato un’esigenza di “essere normale”, “essere come tutti gli altri”, “essere come quello/quella là”. Io credo che sia capitato un po’ a tutti. O forse solo a me capita così spesso.
Si può essere diversi – ma soprattutto sentirsi diversi – per tante ragioni. E non starò a elencarle, sapete ben voi quel che vi intristisce o vi ossessiona. Un motivo per odiarsi si trova sempre. Guardando gli altri si pensa, « non mi accetteranno mai per come sono », e allora si costruiscono impalcature fittizie, ci si ingabbia in un ruolo, si prendono posizioni sulla base di un semplice conformismo al gusto comune. Si ha il terrore che la spontaneità ci sia di danno, che altri ne ridano o addirittura ne abbiano spavento. Potrebbe anche non essere così, ma l’eventualità di un insuccesso ci attanaglia. Preferiamo non rischiare.

“Confessioni di una maschera” parla di questo. Parla della paura di mostrarsi come si è davvero. E come sei davvero diventa tanto più preoccupante e difficile da sopportare se non sei che un ragazzo, un bambino che si affaccia alla vita nell’atmosfera di militarismo e ostentazione di virilità che caratterizzava il Giappone prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. Un bambino e un ragazzo che scoprono di non essere sensualmente attratti né dalle bambine né dalle ragazze, da donne né belle né brutte; un bambino e un ragazzo che, nel chiuso della loro stanza, si eccitano pensando a corpi di uomini vigorosi, di giovani efebi brutalmente martirizzati; un bambino e un ragazzo i cui appetiti sono risvegliati da spargimenti di sangue ed ebbrezze di eroismi.
Il protagonista di questo romanzo, che è anche la voce narrante, mal si adatta alle etichette con cui vorremmo bollarlo. “Omosessuale” ci sembra inefficace. Si attribuisce, a tratti, caratteristiche degli “invertiti” e dei “pederasti”. Trova precedenti nel marchese De Sade e consolazione in Marcel Proust. Studia il proprio caso nei volumi medici. Ma neanche lui sa compiutamente categorizzarsi e definirsi. L’unica cosa che davvero conosce di sé sono i propri istinti. Tutto il resto è invenzione.
Custodire un segreto che si avverte nell’intimo così terribile ci fa sentire vulnerabili in ogni nostra parte. Per nascondere quell’unica punta di segreto, che non coincide per intero con la nostra identità, costruiamo spesso una maschera molto più estesa di quel semplice punto. Si copre per prima la parte incriminata, tirandoci davanti un muro. Poi, invece di fermarsi, si prosegue con le pareti vicine, ci si aggiunge una torretta e magari anche un ponte levatoio. Ed ecco che siamo all’interno, invisibili, irraggiungibili. Il visitatore che si affaccia alla strada non riesce a immaginare il nostro viso. Il risultato che cercavamo è raggiunto, perfetto: nessuno scoprirà mai il nostro segreto. E nessuno scoprirà mai altro di noi, anche quelle parti che magari ci piacevano. E non saremo mai felici.

“Confessioni di una maschera” è una storia di rara e compiuta tristezza, perché è la fotografia di un fallimento. Il fallimento dell’individuo nel suo compito di vivere e cercare la felicità, l’unico compito assegnato a tutti imparzialmente.
Certo, ci sarebbe tanto altro da dire. Ci si potrebbe interrogare sul concetto di normalità. Chi stabilisce cosa è normale e cosa non lo è? Molto spesso siamo noi e non siamo neanche in grado di giudicare. Molto spesso giudichiamo che cosa è normale e cosa non lo è in uno stato di ignoranza e di cecità, solo perché ci sembra che gli altri siano migliori di noi, siano più azzeccati. Non è detto che sia vero, non è detto che sia così.
E ci si potrebbe poi porre l’insoluto quesito, « fin dove si estende la mia felicità? Fino a che punto ho diritto di perseguirla? Quand’è che la mia felicità diventa un limite e un pericolo per la felicità di un altro? ». Nel caso del nostro romanzo abbiamo tutto il diritto di dire, « si ecciti pure vedendo quel che vuole. La sua identità sessuale sia più libera che può. Per noi non è di ostacolo né di danno ». Noi uomini del ventunesimo secolo la pensiamo così – o almeno dovremmo pensarla così. Ma non pensiamo lo stesso nel caso di un pedofilo che sia sessualmente attratto da bambini. E pare assolutamente inconcepibile porsi un quesito simile. Ma pure dobbiamo porcelo, perché uno degli obiettivi del romanzo credo sia questo: mostrarci che la felicità non è la stessa per tutti. E forse interrogarsi, fermarsi un attimo è giusto. Che si abbia il pudore di essere felici, quando la forma della nostra felicità è così straordinaria, è giusto. Non possiamo essere felici a discapito di tutti gli altri.
L’importante – e questo è il motivo per cui il romanzo è così triste – è che ci si senta meritevoli di una qualche felicità.
« Certo, riflettei, non meritiamo neanche un briciolo di felicità. O forse avevamo preso la brutta abitudine di ritenere un grosso favore anche un briciolo di felicità, che avremmo dovuto ripagare ». Evitiamo, per favore, di calarci maschere quando non ce n’è bisogno, quando le nostre felicità e i nostri segreti sono così innocui. E lo dico specialmente per me.

Chiara Pagliochini

Di Yukio Mishima potete leggere la recensione di:
-> Musica


Il pozzo letterario | Invito (calorosissimo) alla partecipazione

Chi sta parlando? Piacere, Anastasia. Liceale sedicenne – quasi diciassettenne! – e fedele adepta non solo del sacrosanto libro, ma anche del Un buon libro, un ottimo amico. Leggo seriamente solo da pochi anni, ma con tanta dedizione (tradotto: in modo onnivoro, compulsivo e mai, dico mai stanco di se stesso). La mia libreria invoca aiuto ma io non l’ascolto, e compro tanto quanto leggo, cosa che mi crea non pochi problemi di carattere tecnico-logistico. Ma potendo vantare un minimo di inventiva, il posto per i nuovi arrivati lo trovo sempre ignorando bellamente la mia torbida coscienza. Si capirà da queste poche rige che sono tutto tranne che una persona seria, responsabile et similia: anzi, beffarmi di me stessa è la mia principale occupazione. Cosa che ha i suoi vantaggi, ma anche le sue conseguenze.

Che sono venuta a fare?

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Visto che agli utenti di Goodreads sembra piacere, vi propongo una nuova “catena di lettura”, cioè Il pozzo letterario.
Ci sono dei libri che consigliereste caldamente a chiunque? Magari sono libri che amate, ma che pensate non abbiano la notorietà che si meritano, o comunque libri che vi sono piaciuti particolarmente e vorreste far leggere a più gente possibile, indipendemente da quanto siano conosciuti. Bene, è arrivato il momento di metterli in gioco.

L’idea di questa sorta di “pozzo letterario” è quella di proporre ogni mese due titoli che vorreste fossero letti per i più svariati motivi e leggere in cambio un titolo tra le tante proposte. Potranno essere libri di qualunque genere letterario, nessun tipo di limite: quindi narrativa, ma anche poesia, teatro, biografie e autobiografie, saggi (a vostro rischio e pericolo), tutto quello che volete. Due sole cose vi si chiedono:

– che i libri proposti siano reperibili facilmente, in modo da non essere costretti ad andare in capo al mondo per trovarli.

– che motiviate con due righe di spiegazione il perché delle vostre proposte, in modo da incitare alla lettura chi si ritrova a dover scegliere (non dite solo “bellissimo!”, siate persuasivi!).

La scelta di proporre due titoli invece di uno trova subito spiegazione: vorrei ci fosse la più ampia scelta possibile, in modo da andare incontro ai gusti di tutti. Stesso motivo per cui avete completa carta bianca sui titoli da proporre: facciamo circolare, circolare e circolare e condividiamo.
L’idea è proprio quella di uno scambio letterario informale e libero, dove per quel che si da si riceve altrettanto.
Ma attenti: una volta che un titolo tra i proposti viene scelto, è depennato dalla lista delle possibili proposte e lasciato a chi si è preso carico della sua lettura. Questo per far sì che tutte le proposte abbiano le stesse opportunità, non vorrei mai che tutti si avventassero sullo stesso titolo lasciando nel dimenticatoio tutti gli altri.
Le proposte sono aperte per quattro giorni: scaduto il tempo, queste vengono chiuse e raccolte in un elenco. Nel momento in cui questo elenco sarà disponibile, potrete accalappiarvi il titolo adocchiato e verrete segnati come “proprietari” di quella lettura. Avrete tre giorni per scegliere prima che l’elenco mensile di proposte venga chiuso. Potete cominciare a leggere dal momento in cui avete reperito la vostra scelta, la lettura dovrà essere terminata e possibilmente commentata entro trenta giorni dalla chiusura delle scelte. Potete lasciare delle mini-recensioni con foto del libro nell’album apposito creato per questa iniziativa.

Termini: 
Le proposte vanno dal’8 Settembre al 12 Settembre.
Dal 12 al 15 si vota e poi si legge entro il 15 Ottobre.

Le proposte devono essere fatte sul blog.
Le votazioni saranno fatte sul blog.

Le recensioni dei libri letti devono essere mandate a luana_cau@hotmail.it accompagnate da una foto del libro (meglio se autoprodotta e personalizzata).

Varie avvertenze e precisazioni:

– le riletture generalmente non valgono, ma se disgraziatamente tra tutte le proposte rimanenti al momento della scelta non ci fosse niente che non abbiate già letto, allora potete optare per una rilettura o potete chiedere di condividere un titolo già scelto ma non letto.
– Se per un motivo o per l’altro vi ritrovaste a non riuscire a reperire il libro scelto niente ansie, potete lasciarlo optando per qualcos’altro. Il titolo sarà di nuovo disponibile per la scelta.
– Per favore, non proponete i vostri titoli se non avete intenzione di leggerne uno poi, non sarebbe corretto.
– Non vi preoccupate se non riuscite a finire il libro per tempo, la data è indicativa, potete sfasare senza rimorsi di coscienza: nessuno vi vuole mettere pressione.
– Potete leggere in ebook le vostre scelte, ma evitate di proporre libri disponibili solo in digitale, in modo da non creare problemi a chi si ritrovi a poter leggere solo in forma cartacea.
– Non siete tenuti a partecipare ogni mese, non è un impegno fisso, ma solo a scadenza mensile.
– A vostra libera scelta riproporre titoli che non sono stati scelti nei mesi precedenti.

Anastasia Piperno


Nuovi spunti per letture 🙂

ProgettoFelice

Da un po’ di tempo la sera ho ripreso a vedere Una mamma per amica, il telefilm più carino che ci sia. Lo so a memoria, l’ho visto tutto almeno tre volte, ma continuo a trovare affascinante l’ambientazione di questo telefilm. Mi piace il new england, mi piace l’alternarsi di stagioni e infondo vivrei molto volentieri in un paesino come Stars Hollow.

Oggi mi sono imbattuta in un post di un blog americano che si è preso il disturbo di annotare i 250 libri citati da Rory Gilmore, notoriamente una grandissima lettrice. Io da piccola ero come lei, leggevo con voracità qualsiasi cosa e continuo a farlo anche adesso, quindi non posso che sentirmi vicina a questo personaggio. Ho poi scoperto che diversi blog hanno aderito all’iniziativa del primo blog che ha stilato la lista, coinvolgendo tutti nella sfida di leggere tutti i libri letti da Rory.

Siccome…

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