Il pozzo letterario | Invito (calorosissimo) alla partecipazione

Chi sta parlando? Piacere, Anastasia. Liceale diciassettenne e fedele adepta non solo del sacrosanto libro, ma anche del Un buon libro, un ottimo amico. Leggo seriamente solo da pochi anni, ma con tanta dedizione (tradotto: in modo onnivoro, compulsivo e mai, dico mai stanco di se stesso). La mia libreria invoca aiuto ma io non l’ascolto, e compro tanto quanto leggo, cosa che mi crea non pochi problemi di carattere tecnico-logistico. Ma potendo vantare un minimo di inventiva, il posto per i nuovi arrivati lo trovo sempre ignorando bellamente la mia torbida coscienza. Si capirà da queste poche rige che sono tutto tranne che una persona seria, responsabile et similia: anzi, beffarmi di me stessa è la mia principale occupazione. Cosa che ha i suoi vantaggi, ma anche le sue conseguenze.

Visto che agli utenti di Goodreads sembra piacere, vi propongo una nuova “catena di lettura”, cioè Il pozzo letterario. Ci sono dei libri che consigliereste caldamente a chiunque? Magari sono libri che amate, ma che pensate non abbiano la notorietà che si meritano, o comunque libri che vi sono piaciuti particolarmente e vorreste far leggere a più gente possibile, indipendemente da quanto siano conosciuti. Bene, è arrivato il momento di metterli in gioco.

L’idea di questa sorta di “pozzo letterario” è quella di proporre ogni mese due titoli che vorreste fossero letti per i più svariati motivi e leggere in cambio un titolo tra le tante proposte. Potranno essere libri di qualunque genere letterario, nessun tipo di limite: quindi narrativa, ma anche poesia, teatro, biografie e autobiografie, saggi (a vostro rischio e pericolo), tutto quello che volete. Due sole cose vi si chiedono:

– che i libri proposti siano reperibili facilmente, in modo da non essere costretti ad andare in capo al mondo per trovarli.

– che motiviate con due righe di spiegazione il perché delle vostre proposte, in modo da incitare alla lettura chi si ritrova a dover scegliere (non dite solo “bellissimo!”, siate persuasivi!).

La scelta di proporre due titoli invece di uno trova subito spiegazione: vorrei ci fosse la più ampia scelta possibile, in modo da andare incontro ai gusti di tutti. Stesso motivo per cui avete completa carta bianca sui titoli da proporre: facciamo circolare, circolare e circolare e condividiamo. L’idea è proprio quella di uno scambio letterario informale e libero, dove per quel che si da si riceve altrettanto. Ma attenti: una volta che un titolo tra i proposti viene scelto, è depennato dalla lista delle possibili proposte e lasciato a chi si è preso carico della sua lettura. Questo per far sì che tutte le proposte abbiano le stesse opportunità, non vorrei mai che tutti si avventassero sullo stesso titolo lasciando nel dimenticatoio tutti gli altri. Le proposte sono aperte per quattro giorni: scaduto il tempo, queste vengono chiuse e raccolte in un elenco. Nel momento in cui questo elenco sarà disponibile, potrete accalappiarvi il titolo adocchiato e verrete segnati come “proprietari” di quella lettura. Avrete tre giorni per scegliere prima che l’elenco mensile di proposte venga chiuso. Potete cominciare a leggere dal momento in cui avete reperito la vostra scelta, la lettura dovrà essere terminata e possibilmente commentata entro trenta giorni dalla chiusura delle scelte. Potete lasciare delle mini-recensioni con foto del libro nell’album apposito creato per questa iniziativa.

Termini: Le proposte vanno dal 10 al 16 Aprile. Dal 16 al 20 si vota e poi si legge entro il 31 Maggio.

Le proposte devono essere fatte sul blog. Le votazioni saranno fatte sul blog.

Le recensioni dei libri letti devono essere mandate a luana_cau@hotmail.it accompagnate da una foto del libro (meglio se autoprodotta e personalizzata).

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Il pozzo letterario | Proposte di Aprile

Come in ogni concorso, ecco la parte più avvincente: le votazioni. In questa fase tutti i partecipanti al pozzo – ossia coloro che hanno gettato i titoli nelle oscurità – potranno portare alla luce un titoli da altri proposto e farne propria la lettura e l’eventuale promozione (che avverrà sia attraverso post che attraverso la recensione finale da accompagnarsi a foto personalizzata, il tutto sulla pagina Facebook ‘Un buon libro, un ottimo amico’. Ricordo che ognuno potrà far proprio un solo titolo e che, quando un libro verrà scelto, ovvero riportato alla luce dalle profondità del nostro pozzo letterario, sarà automaticamente depennato dalla lista sottostante e comparirà, accanto al titolo, il solo nome di chi ha lo ha prescelto. Questo è tutto. Adesso, datevi da fare per far sì che il titolo che vi siete prefigurati di leggere diventi il vostro di diritto.

Pronti? VIA! – Periodo di scelta sino al 19 Marzo; periodo di lettura sino al 31 Marzo;

Durante il periodo delle letture potete inviare le vostre recensioni con immagini a luana_cau@hotmail.it.

  • Di tutte le ricchezze – Stefano Benni.
    Un professore col carattere da orso, un cane che ravviva le giornate, dialoghi con gli animali e un amore impossibile che risveglia tutta una vita. Fatevi del bene, leggetelo. (Maryskye)
  • Le notti di Salem – Stephen King.
    Sull’onda del mio pozzo vampiresco del mese scorso, rilancio con questo racconto coi canini appuntiti tratteggiato da King. Per chiunque ami il Male nella sua forma più oscura e pungente, da brividi lungo la schiena mentre si legge. (Maryskye)
  • Il diario di Eva – Mark Twain.
    Proposto da: Anastasia
    Verrà letto da: Luana
  • Ho servito il re d’Inghilterra – Bohumil Hrabal.
    Al centro della vicenda è il passaggio di un cameriere da un hotel all’altro, dove ha prestato servizio con l’obiettivo di arrivare, nonostante le sue umili origini, agli stessi livelli dei suoi principali e poter entrare in quella fascia quasi “svippona”. Come lo stesso protagonista dice, assomiglia a una sorta di incredibile che diviene realtà. Assomiglia a quelle palle da agitare, solo che non c’è assolutamente nessun paese innevato, ma un paese dei balocchi sempre sveglio, poi, sulla sera, la nota “seria e malinconica” che ci vuole per dargli davvero il suo perché e tutto il suo spessore. (Anastasia Piperno)
  • Candide – Voltaire.
    Proposto da: Grazia
    Verrà letto da: Elisabetta
  • Delirium – Lauren Oliver.
    Di certo non è un capolavoro della letteratura ma è carino, scorrevole e quando lo lessi rimasi attaccata al libro soprattutto per la fitta presenza di particolari che ti catapultano nella narrazione. Credo che questo già basti per essere un buon motivo ed avvicinarsi a questa lettura. Si tratta di una storia d’amore in un futuro in cui gli esseri umani si sottopongono a un vaccino per rimanere immuni all’amore stesso considerato causa di dolore e guerre. Lena sta per compiere diciotto anni e attende contenta il giorno del suo vaccino, le mancano novantacinque giorni ma come potete immaginare si innamora di Alex. Dal primo momento in cui i due si incontrano vivrete tutti i giorni, tutte le vicende, tutte le emozioni con loro e vi assicuro che non lo lascerete sul comodino finché non sarà finito. Solo che vi lascerà con l’amaro in bocca perché è una trilogia. Comunque sia, LEG-GE-TE-LO! (Grazia Desario)
  • Le stanze di lavanda – Odine Khayat.
    Il romanzo è racconta il genocidio degli armeni ma, al contempo, sa trascendere questa vicenda storica trasformandosi nel romanzo di un’anima e così acquistando un respiro universale. La vera forza del romanzo è però la scrittura: davvero l’espressione “poesia in prosa” si attaglia perfettamente a questo libro e lo stile da solo giustificherebbe la lettura. (Sonia Marchioro)
  • In mezzo scorre il fiume – Norman Maclean.
    Proposto da: Sonia
    Verrà letto da: Gloria
  • Il museo dell’innocenza – Orhan Pamuk.
    La storia di un amore travagliato, di una passione incandescente, di un amore che annienta, distrugge, ma che ci rende vivi sullo sfondo tra Occidente e Oriente raccontato da una delle penne più belle che mi sia capitato di leggere. (Simona Bernini)
  • Auto da fé – Elias Canetti.
    Un uomo talmente ossessionato dai libri al punto tale da esserne accecato, abbagliato. Un romanzo che mette in luce i nostri piccoli, grandi limiti, le nostre manie. (Simona Bernini)
  • Il giorno prima della felicità – Erri De Luca.
    “Ancora non era arrivato per me il giorno prima della felicità. Lo volevo sapere. Non volevo che all’improvviso capitava e non me ne accorgevo il giorno prima”. (Elisabetta Vinci)
  • La mala ora – G. G. Marquez.
    “Non bisogna dare alle cose l’importanza che non hanno”. (Elisabetta Vinci)
  • Manola – Margaret Mazzantini.
    Della Mazzantini avevo letto soltanto Non ti muovere, e l’avevo detestato. Un giorno mi è capitato tra le mani Manola e ho deciso di dare a questa scrittrice una seconda possibilità: ne sono rimasta affascinata! Ironica, pungente, a tratti toccante, la storia/confessione/monologo delle due gemelle opposte Ortensia e Anemone (ma sono poi così diverse…?) saprà conquistare gli amanti della Mazzantini o anche chi, come me, era convinto che Margaret fosse una pessima scrittrice. (Dora)

  • L’abbazia di Northanger – Jane Austen.
    Premetto che Jane Austen mi piace ma non è assolutamente tra i miei scrittori preferiti; di lei infatti ho letto, oltre a questo, solo il famosissimo Orgoglio e pregiudizio e Persuasione, e li ho trovati carini (specialmente il primo) ma nulla di più. L’abbazia di Northanger è a mio avviso molto superiore: è ricco di riflessioni sul ruolo del romanzo, la figura della donna è messa in una luce migliore, ci sono meno frivolezze e più cervello. (Dora)

  • Kafka sulla spiaggia – Haruki Murakami.
    Proposto da: Giusi
    Verrà letto da: Virginia

  • La misura del mondo – Daniel Kehlmann.
    Qui per gli appassionati e non di matematica ci sarà da divertirsi. Io, confesso di esserlo, ma vi assicuro che questo libro può essere fruito anche dai non ; serve solo aver voglia di conoscere meglio Gauss e Humbolt, rispettivamente matematico e esploratore. Due menti a confronto, in un romanzo spassoso, divertente, unico nel suo genere! (Giusi)

  • Città della pianura – Cormac McCarthy.
    Proposto da: Fabio
    Verrà letto da: Sonia

  • Grandi speranze – Charles Dickens.
    Pip, un giovane orfano si trova ad avere improvvisamente “Grandi speranze” ma il suo punto di vista muta attraverso la narrazione. Una storia di successo, amicizia, amore, che porta a ripensare ai veri affetti, a ciò che conta davvero. Ottima narrativa, più impegnativo del primo come lunghezza ma scorrevole e non privo di colpi di scena! (Fabio)

  • L’isola dell’amore proibito – Tracey Garvis Graves.
    Narra di un viaggio imprevedibile in un paradiso incontaminato, ricco di meraviglia, ma soprattutto di pericoli e difficoltà; di un amore che non potrebbe mai nascere in una società come la nostra, perchè quasi incredibile da comprendere. Mi ha fatto riscoprire il gusto e il piacere delle cose semplici, della forza e della purezza dei sentimenti e dell’amore. E ho capito che a volte non puoi mai dare troppa importanza a come vivi, ma con chi riesci a sopravvivere. (Lusy)
  • Il linguaggio segreto dei fiori – Vanessa Diffenbaugh.
    La storia di una ragazza che non ha un passato, a cui poter far affidamento, una famiglia, da cui poter trarre supporto, un’amicizia, su cui poter contare. La sua paura delle parole, del contatto fisico, ma soprattutto di amare e lasciarsi amare, la porta alla solitudine. L’ unico rifugio dai suoi timori sono i fiori, il cui linguaggio, spesso ignorato e a volte controverso, si rivela il solo per riuscire a comunicare. Ma non è l’unica a conoscere con tanta ammirazione quel linguaggio antico. E’ una storia di coraggio e di speranza, di abbandono e di incredibile sete di vita, che ci mostra la forza immensa dell’amore più vero, quello imperfetto e ”senza radici”, che dà senza pretendere nulla in cambio.
    Anche se la trama dei libri può sembrare semplice, dietro c’è una vera lezione di vita. (Lusy)
  • Un giorno – David Nicholls.
    Una sorprendente storia d’amore che si legge tutta d’un fiato ma che lascia un amaro in bocca. (Virginia)
  • Acqua agli elefanti – Sara Gruen.
    Vi immergerete nel mondo circense assieme al protagonista Jacob e state sicuri/e che non avrete voglia di chiudere il libro! (Virginia)
  • Mille splendidi soli – Khaled Hosseini.
    Un libro che credo che tutti debbano leggere. Ti lascia senza parole e dopo averlo finito ti senti migliore. Dopo il capolavoro ‘Il cacciatore di aquiloni’ Hosseini ci propone una cronaca della storia dell’Afghanistan e la storia di Mariam e Laila, due donne costrette a convivere lo stesso destino. Una storia di amore, famiglia, fede e perchè no anche giustizia. Un libro insuperabile! (Francesca)
  • Tua – Claudia Pineiro.
    Autrice argentina non molto conosciuta (per il momento). Il thriller, tragicomico a mio avviso, narra la storia di una donna disposta a tutto pur di salvare il suo matrimonio, ma quando scopre di essere stata “tradita” per la seconda volta.. il marito non ha scampo! Non anticipo di più poichè è un libro breve ma che merita molto! (Francesca)
  • Dieci piccoli indiani – Agatha Christie.
    Proposto da: Flavia
    Verrà letto da: Andrea Ussy
  • Baol – Stefano Benni.
    Per perdervi tra quelle pagine, tra ironia, realtà e irrealtà e lasciarvi trascinare da una narrazione leggere e simpatica ma allo stesso tempo profonda e piena di significato. (Flavia)
  • Follia – Patrick McGrath.
    Proposto da: Chiara C.
    Verrà letto da: Francesca
  • La sposa normanna – Carla Maria Russo.
    Un romanzo piccolino che prende in considerazione la figura di Costanza d’Altavilla, madre di Federico II di Svevia. Se siete amanti di romanzi storici, e dell’epoca medievale è assolutamente il libro che fa per voi. (Chiara C.)
  • Il giardino dei segreti – Kate Morton.
    Un romanzo dai risvolti inaspettati riguardante una bambina di 4 anni e un libro di un’autrice misteriosa. E’ pervaso da continui flashback ma la lettura è scorrevole e densa di emozioni. (Gloria)
  • Il postino suona sempre due volte – James Cain.
    Proposto da: Gloria
    Verrà letto da: Anastasia
  • La casa degli spiriti – Isabel Allende.
    Proposto da: Calliope88
    Verrà letto da: Grazia
  • Il piccolo principe – Antoine De Saint-Exupery.
    Un libro che ha un significato diverso in base al momento della tua vita in cui lo leggi! (Calliope88)
  • Notre Dame De Paris – Victor Hugo.
    Proposto da: Gioo
    Verrà letto da: Antonia
  • Le ceneri di Angela – Frank McCourt.
    Proposto da: Gioo
    Verrà letto da: Serena
  • Zorba il greco – Nikos Kazantzakis.
    Proposto da: Morena
    Verrà letto da: Giusi
  • Storie sulla pelle – Nicolai Lilian.
    Proposto da: Morena
    Verrà letto da: Federica
  • La vera storia del pirata Long John Silver – Bjorn Larsson.
    Ho assegnato a questo romanzo un giudizio di 5/5 su Goodreads perché la lettura è stata di una piacevolezza senza limiti! Avventure marine, pirati all’assalto, e la rivisitazione geniale di uno dei miti della letteratura abbandonato su una spiaggia da Stevenson e riabilitato dall’avvincente penna di Bjorn Larsson. (Luana)
  • Trilogia della città di K. – Agota Kristof.
    Proposto da: Luana
    Verrà letto da: Morena
  • La morte della Pizia – Friedrich Durrenmatt.
    Questo libro è scioccante ma nello stesso tempo molto figo. Immaginate di sapere quasi tutto, oppure di avere un’infarinatura generale sul mondo
    greco et similia. Bene questo signore vi presenterà forse un’altra faccia, l’altro lato della medaglia di questo mondo. (Sam)
  • Guida galattica per gli autostoppisti – Douglas Adams.
    Proposto da: Sam
    Verrà letto da: Giulia
  • Gita al faro – Virginia Woolf.
    Proposto da: Antonia
    Verrà letto da: Dora
  • Vita – Melania Mazzucco.
    Proposto da: Antonia
    Verrà letto da: Anya
  • L’eleganza del riccio – Muriel Barbery.
    Proposto da: Andrea Ussy
    Verrà letto da: SAM
  • Le torri di cenere – George R. R. Martin.
    è un romanzo molto ambiguo, lo lessi alcuni anni fa e non ne ebbi subito un’impressione chiarissima.. si tratta di una raccolta di racconti di genere fantascientifico, decisamente molto particolari: l’acuta chiarezza con cui sono descritti i particolari contrasta nettamente con le trame, che (come è giusto che sia in riferimento al genere) si perdono in atmosfere irreali e sfumate. Ciò che più mi è rimasto impresso è l’incredibile vividezza con cui l’autore riesce a evocare l’immagine di una nebbia che sale da una vallata di un pianeta extragalattico (so che può sembrare un dettaglio un po’ scialbo, ma vi assicuro che ci si immedesima al punto di ritrovarsi sulla terrazza, appoggiati alla balaustra a fissare la nebbia che lentamente sale!) (Andrea Ussy)
  • Ritorno a Brideshead – Evelyn Waugh.
    Proposto da: Anya
    Verrà letto da: Chiara C.
  • Una stanza tutta per sé – Virginia Woolf.
    Proposto da: Anya
    Verrà letto da: Gioo
  • Fiesta – Hemingway.
    Perchè se mi chiedessero di descriverlo in una sola parola io direi Affascinante. E’ un privilegio perdersi nelle strade di Parigi e di Pamplona durante una Fiesta indimenticabile. (Serena Lampis)
  • I duellanti – Joseph Conrad.
    Breve ma intenso, un’esperienza ironica e divertente attraverso la storia dell’aristocratico D’Hubert e dell’impetuoso Feraud che da uno scontro per futili motivi diverranno duellanti perpetui in un duello e che puo’ avere una sola conclusione… (Serena Lampis)
  • Lolita – Vladimir Nabokov.
    Nabokov è assolutamente una penna di lusso: elegante, intrigante, ha uno spessore culturale e una sensibilità molto rari, ma non è mai rientrato nella letteratura russa di rilievo. I temi che va a toccare sono le nevrosi, la dissacrazione del luogo comune (ad esempio in Lolita pare crollare il concetto di pedofilia, viene messo in discussione per come la vicenda è nata e si è svolta), importanza del dettaglio con cui è in grado di regalare un quadro completo della persona (quelle piccole cose che fanno la differenza) . L’atmosfera ha un che di sessuale e torbido, ma velato e mai esplicito: non ci sono vere e proprie descrizioni di atti, ma si vola di fantasia e la carnalità la si sente talmente forte e presente da poter essere tagliata con un coltello. E’ un libro per passionali secondo me. (Marta Polidori)
  • Saperla lunga – Woody Allen.
    Proposto da: Marta
    Verrà letto da: Marina
  • Un giorno questo dolore ti darà utile – Peter Cameron.
    Proposto da: Federica
    Verrà letto da: Simona
  • – “Divorzio all’islamica a Viale Marconi” di Amara Lakhous.
    Questo autore di origine algerina è stata una vera e propria rivelazione. E’ brillante, sagace e ci permette di dare un’occhiata ad un mondo a molti sconosciuto attraverso gli occhi di una donna. Tra i suoi libri questo è di gran lunga il mio preferito ed è perfetto per cominciare ad amare questo autore, perché fidatevi dopo aver letto il primo, vorrete leggere anche gli altri suoi romanzi. (Federica)
  • Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare – Sepulveda.
    Proposto da: Cassie
    Verrà letto da: Flavia
  • Sasenka – Simon Montefiore
    Se amate i romanzi lunghi e pieni di fatti che vengono svelati pian piano con una grandissima abilità che riconosco allo scrittore Simon Montefiore, allora questo libro è per voi. Un viaggio nella Russia e nel comunismo, una vicenda storica, un mistero che vi affascinerà.. (Cassie)
  • Conversazione in Sicilia – Vittorini.
     E’ la storia di Silvestro, un siciliano trasferitosi al nord, che poi 15 anni di assenza ritorna nel suo paese d’origine; qui incontrerà vecchie e nuove facce. Avrà modo di capire di non aver mai abbandonato, davvero, la Sicilia. (Giulia)
  • Il quartiere – Pratolini. Racconta le vicissitudini di un gruppo di ragazzi nella Firenze degli anni ’30 che deve affrontare la sfida più grande: diventar grandi. (Giulia)
  • Sia fatta la tua volontà – Stefano Baldi.
    Lazzaro ha ventisei anni, vive in un paesino , è ancora vergine, non proprio bello e di una timidezza patologica. Un fratello ritardato di cui vergognarsi e una madre che ancora non gli ha perdonato di essersene andato di casa . Una brutta tosse trascurata e una diagnosi che non lascia scampo. Insieme alla paura arriva, però, anche la fede e ha la voce di Don Edoardo, il sacerdote degli anni del catechismo. Questo incontro fa nascere in Lazzaro il desiderio di voler dare un senso al tempo che gli rimane. E così, anche l’incontro con Anna, prostituta dall’atroce passato, riesce a fargli superare definitivamente la paura di vivere e di morire. (Simona)
  • Malanova – Anna M. Scarfò.
    San Martino di Taurianova, in Calabria. Anna Maria ha tredici anni e si innamora per la prima volta di un ragazzo più grande. Accetta di salire sull’auto del suo fidanzato, la macchina si ferma davanti a un casolare abbandonato. All’interno ci sono tre uomini. Abusano di lei. Comincia una notte di dolore e silenzio lunga tre anni. Solo quando il branco, insaziabile pretende la sorella più piccola, Anna Maria trova il coraggio di parlare e li denuncia .Il paese però ha un’ opinione diversa, Anna Maria che ha osato “svelare” il branco è la “Malanova”, ovvero la portatrice di sventure, la puttana che “se l’è cercata” e ha infranto la regola dell’omertà. La minacciano di morte e vogliono che lasci San Martino. Lei reagisce e combatte anche questa battaglia… (Simona)

Il pozzo letterario | Invito (calorosissimo) alla partecipazione

Il pozzo letterario | Invito (calorosissimo) alla partecipazione

Chi sta parlando? Piacere, Anastasia. Liceale diciassettenne e fedele adepta non solo del sacrosanto libro, ma anche del Un buon libro, un ottimo amico. Leggo seriamente solo da pochi anni, ma con tanta dedizione (tradotto: in modo onnivoro, compulsivo e mai, dico mai stanco di se stesso). La mia libreria invoca aiuto ma io non l’ascolto, e compro tanto quanto leggo, cosa che mi crea non pochi problemi di carattere tecnico-logistico. Ma potendo vantare un minimo di inventiva, il posto per i nuovi arrivati lo trovo sempre ignorando bellamente la mia torbida coscienza. Si capirà da queste poche rige che sono tutto tranne che una persona seria, responsabile et similia: anzi, beffarmi di me stessa è la mia principale occupazione. Cosa che ha i suoi vantaggi, ma anche le sue conseguenze.

Visto che agli utenti di Goodreads sembra piacere, vi propongo una nuova “catena di lettura”, cioè Il pozzo letterario. Ci sono dei libri che consigliereste caldamente a chiunque? Magari sono libri che amate, ma che pensate non abbiano la notorietà che si meritano, o comunque libri che vi sono piaciuti particolarmente e vorreste far leggere a più gente possibile, indipendemente da quanto siano conosciuti. Bene, è arrivato il momento di metterli in gioco.

L’idea di questa sorta di “pozzo letterario” è quella di proporre ogni mese due titoli che vorreste fossero letti per i più svariati motivi e leggere in cambio un titolo tra le tante proposte. Potranno essere libri di qualunque genere letterario, nessun tipo di limite: quindi narrativa, ma anche poesia, teatro, biografie e autobiografie, saggi (a vostro rischio e pericolo), tutto quello che volete. Due sole cose vi si chiedono:

– che i libri proposti siano reperibili facilmente, in modo da non essere costretti ad andare in capo al mondo per trovarli.

– che motiviate con due righe di spiegazione il perché delle vostre proposte, in modo da incitare alla lettura chi si ritrova a dover scegliere (non dite solo “bellissimo!”, siate persuasivi!).

La scelta di proporre due titoli invece di uno trova subito spiegazione: vorrei ci fosse la più ampia scelta possibile, in modo da andare incontro ai gusti di tutti. Stesso motivo per cui avete completa carta bianca sui titoli da proporre: facciamo circolare, circolare e circolare e condividiamo. L’idea è proprio quella di uno scambio letterario informale e libero, dove per quel che si da si riceve altrettanto. Ma attenti: una volta che un titolo tra i proposti viene scelto, è depennato dalla lista delle possibili proposte e lasciato a chi si è preso carico della sua lettura. Questo per far sì che tutte le proposte abbiano le stesse opportunità, non vorrei mai che tutti si avventassero sullo stesso titolo lasciando nel dimenticatoio tutti gli altri. Le proposte sono aperte per quattro giorni: scaduto il tempo, queste vengono chiuse e raccolte in un elenco. Nel momento in cui questo elenco sarà disponibile, potrete accalappiarvi il titolo adocchiato e verrete segnati come “proprietari” di quella lettura. Avrete tre giorni per scegliere prima che l’elenco mensile di proposte venga chiuso. Potete cominciare a leggere dal momento in cui avete reperito la vostra scelta, la lettura dovrà essere terminata e possibilmente commentata entro trenta giorni dalla chiusura delle scelte. Potete lasciare delle mini-recensioni con foto del libro nell’album apposito creato per questa iniziativa.

Termini: Le proposte vanno dal 9 al 16 Marzo. Dal 16 al 20 si vota e poi si legge entro il 30 Aprile.

Le proposte devono essere fatte sul blog. Le votazioni saranno fatte sul blog.

Le recensioni dei libri letti devono essere mandate a luana_cau@hotmail.it accompagnate da una foto del libro (meglio se autoprodotta e personalizzata).


Disperazione | Vladimir Nabokov

Titolo: Disperazione
Titolo originale: Despair
Autore: Vladimir Nabokov
Vladimir NabokovCenni sull’autore: Il celebre scrittore di “Lolita” nacque a Pietroburgo nel 1899 da una famiglia di vecchia nobiltà russa che, dopo la rivoluzione del 1917, emigrò in Occidente. La su formazione, dunque, è fortemente ascrivibile alla sensibilità europea, di cui ha saputo svolgere momenti e dilemmi senza abbandonare però quel senso del dramma tipico della cultura russa. Laureatosi a Cambridge, fece dell’Europa la sua casa, vivendo prima in Francia e poi in Germania, anche se i primi scritti attribuiti all’artista sono ancora in russo (motivo per cui si diffusero per lo più fra gli immigrati del suo paese). Appassionato di farfalle, Vladimir Nabokov coltivò per gli insetti una passione che divenne una vera e propria professione. Nel 1940, quando si trasferì negli Stati Uniti (nel ’45 prese la cittadinanza americana), lo fece per diventare ricercatore entomologo. Da allora scrisse in inglese. Naturalemente, il geniale scrittore non abbandonò mai la letteratura, tanto che in seguito, per ben undici anni insegnò letteratura russa alla Cornell University di Ithaca. Alternando per l’appunto l’attività di entomologo a quella letteraria (indimenticabile rimane una sua foto che lo ritrae in una boscaglia a con la retina in mano intento a cacciar farfalle). Nel 1926 uscì il suo primo romanzo, “Masenka”, a cui seguirono un paio di anni dopo “Re donna fante” e poi via via “La difesa di Luzin” (una storia basata su un’altra sua grande passione, gli scacchi), “L’occhio”, “Camera oscura”, “Gloria” e il racconto kafkiano “Invito a una decapitazione”. Sono tutte opere che in gran parte si possono tutte definire capolavori, mirabili sintesi fra temi tipicamente russi, come quello dello sdoppiamento, e crisi del romanzo tipicamente europeo. Ma uno scrittore come Nabokov non poteva rimanere neanche indifferente ad una realtà come quella americana, con i suoi drammi, le sue miserie e le sue contraddizioni. La solitudine tipica di una società così fortemente individualistica, il tema del soggetto sospinto da numerose forse di tipo seduttivo e commerciale non potevano essere ignorate dal grande spirito dell’artista russo. Sull’onda emotiva di questa analisi introspettiva scrive “La vita vera di Sebastian Knight” e, nel 1955 pubblica il libro che gli darà fama imperitura, lo scandaloso e sublime “Lolita”. Invero, con l’uscita di questo romanzo la notorietà di Nabokov schizza alle stelle in un batter d’occhio, subito il tema (quello della relazione morbosa fra un maturo professore e un’imberbe ragazzina), e lo stile del romanzo lo mettono al centro dell’attenzione critica internazionale, influenzando poi in seguito una schiera smisurata di autori. Passato il momento caldo di “Lolita”, Nabokov diede alle stampe altri libri di grande spessore, come ad esempio “Pnin ironica esplorazione del mondo dei college statunitensi, e “Fuoco pallido” anch’esso ambientato nel mondo dei college. La capacità dello scrittore, anche in questo caso, di svelare ciò che si cella dietro le apparenze dell’uomo medio occidentale e nevrotizzato non hanno eguali. Alcuni romanzi ancora usciranno dalla penna di Nabokov, non tutti valutati come avrebbero meritato ed oggetto di tardive riscoperte. Non bisogna poi dimenticare che Nabokov è stato anche un eccellente critico letterario. I suoi studi si sono concentrati soprattutto sugli autori della madre patria e fra i quali è doveroso citare almeno il fondamentale saggio “Nikolaj Gogol'”(1944). Importante, inoltre, la traduzione in inglese, con tanto di commento personale, dell’ “Evgenij Onegin” di Puskin. Altri saggi su scrittori europei dell’Ottocento e del Novecento sono stati raccolti nelle postume “Lezioni di letteratura” (1980). Una raccolta di interviste e articoli, anche di argomento entomologico, è in “Opinioni forti” pubblicato in italiano anche con il titolo “Intransigenze”. Vladimir Nabokov si è spento a Montreaux il 2 luglio 1977. (Fonte)

Edizione: Adelphi
Traduzione: Davide Tortorella
Costo: 18€
-> Consigliato: sì, a chi vuole leggere una storia un po’ diversa, non fermandosi alla produzione di Nabokov più clamorosamente nota.

happybirthday-Nabokov

 

Libri come questo vivono in una perenne condizione di precarietà. Adocchiati in libreria, su una bancarella o su uno scaffale, il loro destino si biforca: che l’ipotetico lettore conosca o meno Nabokov, probabilmente sarà condizionato dal titolo – in un caso, lo sfiderà, se lo porterà a casa deciso a capire per quale ragione un autore così fine abbia apposto alla sua opera una parola così poco accattivante; nell’altro ne sarà scoraggiato, e lasciando da parte questo libro opterà magari per quella ninfetta della sua sorellina, Lolita.

Lungi da me biasimare chiunque si riconosca nella seconda scelta: del resto, viviamo in un mondo in cui il titolo più à la page per un bestseller è: “L’ineffabile aroma delle foglie di timo”, o “La stucchevole fragranza di ricordi alla vaniglia”. Ma ora veniamo a te, gentile lettore che non ti sei fatto vincere dalla “disperazione”: lascia pertanto che ti presenti Hermann.

Mi rifaccio alle parole dello stesso Nabokov, che ci offre ragguagli sul romanzo e sul suo protagonista nella prefazione (datata 1965) al libro, composto nel 1932. Nabokov è ormai scrittore affermato, già padre, tra l’altro, di quella Lolita a cui sembra imprescindibile fare riferimento quando si tratta di lui, benché in realtà si tratti di una piacevole eccezione all’interno della sua vasta produzione.

“Non so prevedere” scrive Nabokov “né schivare gli inevitabili tentativi di cogliere, dentro gli alambicchi di Disperazione, tracce del veleno retorico da me iniettato negli accenti dell’io narrante in un romanzo alquanto posteriore. Hermann e Humbert” [il narratore di Lolita] “si somigliano nel senso in cui possono somigliarsi due draghi dipinti dallo stesso artista in differenti periodi della sua vita. Sono entrambi furfanti nevrotici, eppure in Paradiso c’è un sentiero verdeggiante dove Humbert ha il permesso di passeggiare una volta l’anno al crepuscolo; mentre l’Inferno non concederà mai a Hermann la libertà sulla parola”.

Il protagonista nonché io narrante di Disperazione, russo importato in Germania (dove il romanzo è stato scritto), è un genio del male che si nasconde dietro l’accattivante facciata di un’impresa di cioccolata. Durante una passeggiata nei dintorni di Praga, dove l’hanno portato gli affari, Hermann incontra un vagabondo di nome Felix, che egli qualifica in maniera inequivocabile come il proprio sosia. Tutto ciò lo sbalordisce senza gettarlo nel panico: Hermann non fugge spaventato, anzi cerca un contatto con il suo alter ego e scruta, indaga, saggia la perfezione di quanto vede.

Hermann, in uno dei suoi spassosi quanto frequenti a parte, rassicura subito il lettore sulla sanità mentale di chi sta scrivendo.

«Birichinate dell’intuizione, visione artistica, ispirazione, tutte le cose stupende che hanno conferito tanta bellezza alla mia vita potrebbero, suppongo, apparire a un profano, per quanto di grande acume, quasi la premessa di una lieve follia. Ma non temete; la mia salute è perfetta, il mio corpo pulito sia dentro sia fuori, il mio passo spedito; non eccedo nel bere o nel fumare, non conduco una vita sregolata. E così, al culmine del mio benessere fisico, ben vestito e con l’aspetto di un giovanotto, vagabondavo per la campagna suddetta; e l’ispirazione segreta non mi ingannò. Trovai proprio quello che ero andato inconsapevolmente cercando. Lasciatemelo ripetere: incredibile! Stavo fissando qualcosa di prodigioso, la cui perfezione, la cui mancanza di causa e di oggetto mi incutevano un insolito timore riverenziale».

Comincia così la vicenda, estremamente semplice di per sé, ma la cui linearità è interrotta dalle meditazioni di questo io tronfio e spassoso, spietato nel suo macchinare un piano criminale a regola d’arte. “Stipulata una ingente assicurazione sulla vita”, cito dalla sinossi, “induce il barbone a uno scambio d’abiti, dopodiché lo uccide. In attesa di incassare l’assicurazione con l’aiuto della moglie, rimane nascosto in un villaggio dei Pirenei”. Ma Hermann non ha la fortuna del nostrano Mattia Pascal, e ben presto è costretto a rendersi conto “che il suo piano perfetto è miseramente fallito”.

Il tema del doppio/sosia scorre godibilissimo per grazia della penna di Nabokov ed è sempre piacevole rispolverare le sue potenzialità (non concorderò mai con chi se ne esce dandolo per trito!): l’autore ci gioca, scopre le sue carte citando esplicitamente il modello dei modelli, Dostoevskij, («C’è qualcosa di un po’ troppo letterario nel nostro dialogo, un sapore di conversazioni torturanti in quelle bettole teatrali dove Dostoevskij è di casa…» è solo uno dei tanti passi), contaminandolo con una vena di thriller che rende la lettura estremamente sapida e il risultato finale assai diverso dal «vecchio e polveroso Dusty» all’ombra di cui eravamo partiti.

Senza contare che il perno del libro non è tanto Felix, il presunto sosia, quanto chi il libro lo scrive – ma non fatelo sapere al suo ego. Hermann è davvero un personaggio che vale la pena conoscere: caratterizzato da una più che totale mancanza di modestia (a titolo d’esempio basti l’incipit: «Se non fossi assolutamente certo delle mie doti di scrittore e della mia abilità meravigliosa nell’esprimere idee con grazia e vivacità supreme… Così, più o meno, avevo pensato di iniziare il mio raconto»), anche dinanzi allo scacco, e da giudizi caustici sulle figurine che gli si muovono attorno, egli rappresenta la personalissima rielaborazione che Nabokov operò sui temi cari all’intera letteratura russa, partendo proprio da quel Raskol’nikov di «Delitto e Fanghiglia» (Crime and Slime), che arriva a legittimare l’omicidio in ragione del proprio porsi al di sopra delle leggi della morale (il “diritto al delitto” degli “uomini straordinari”, per usare le parole di Dostoevskij). Qui il fine in apparenza è molto meno superomistico e coincide con una facile (si fa per dire), ricchezza, ma a loro modo anche le elucubrazioni di Hermann sul crimine che si appresta a commettere, che occupano la maggior parte del romanzo, insistono sul carattere straordinario delle circostanze, del piano concepito, della mente che lo ha ideato. Le macchinazioni di Hermann sono precise, ogni mossa viene sapientemente calcolata e prevista; ma forse tutto è troppo perfetto per essere vero. E dopotutto, un narratore che parla con noi sin dalle prime pagine, scoprendo le finzioni, dichiarando con i suoi vocalizzi che “l’invenzione artistica contiene ben più verità intrinseca della vita reale”, sarà poi così affidabile? Perché il misfatto fallisce?

Respiriamo l’atmosfera di eccezionalità che Hermann ci propina, ci lasciamo portare dai suoi splendidi giri di parole come da un ballerino provetto, senza accorgerci che ci stava pestando i piedi dall’inizio delle danze. Intanto la finzione è riuscita, l’illusionista ci ha ingannati ancora una volta: ma chiudiamo questo libro non senza amarezza – ci hanno insegnato che per ogni colomba che esce dal cappello ce n’è una schiacciata nel marchingegno del prestigiatore.

Hermann volteggia con noncuranza tra i gironi dell’Inferno e i peccati capitali: non possiede l’impareggiabile magnetismo che sarà di Humbert Humbert, capace di portarci dalla sua parte fino a giustificarlo, ma in fondo non lo cerca davvero, fuor di retorica. Siamo ben consapevoli (è lui stesso a ribadirlo) di leggere la confessione di un uomo che non merita alcuna compassione. Nonostante questo non lo odiamo, stiamo al suo gioco: quando Hermann cade dal trapezio fin nella rete della giustizia, sappiamo che la condanna ufficiale è ciò che si merita; eppure la brillante verve di Nabokov è già intervenuta a salvarlo almeno in parte da quella più crudele: la nostra.

 

Chiara Sandretto


Club del libro a tema | Marzo

Il Club del Libro è un momento virtuale, ma non per questo meno avvincente di un incontro dal ‘vivo’, in cui, sulla pagina Facebook ‘Un buon libro, un ottimo amico’ di cui questo blog è diretto erede, rispondendo a domande e proponendone, si ricostruiscono i frammenti della lettura di un libro che leggiamo tutti insieme per poi sviscerarlo. Rispondere a domande che non ci si era posti, leggere le risposte altrui, dedicare il post-lettura all’osservazione dei post-lettura altrui sono tutte azioni semplici, gratuite, piacevoli attraverso le quali alcuni aspetti nebulosi di un libro possono diventare chiari e restituire una migliora lettura d’insieme.
Quindi, perché non partecipare?

A questo punto è fondamentale però aprire le votazioni che ci consentiranno, tra cinque libri eletti attraverso le gare di citazioni, di scegliere quale libro leggeremo insieme per il mese di Marzo.

I cinque finalisti sono:

1. Gita al faro, Virginia Woolf 

Gita al faro

 

2. L’isola di Arturo, Elsa Morante

Isola di arturo ediz mia

 

3. Leggere Lolita a Teheran, Azar Nafisi

leggere lolit

 

4. Penelope alla guerra, Oriana Fallaci

guerra

 

5. Memorie di una ragazza perbene, Simone de Beauvoir

sim

 

 

Lettori e lettrici, l’invito caloroso è quello a esprimere il vostro voto, magari accompagnandolo con una motivazione entro le 21.30 di Martedì 26 Febbraio. La vostra partecipazione è fondamentale per dare avvio a questo nostro nuovo incontro!

Quindi, via alle votazioni!

Post scriptum (IMPORTANTE): gli unici voti validi sono quelli espressi nei commenti del blog, non valgono invece quelli lasciati su Facebook
Post scriptum 2: cliccando sui titoli avrete l’accesso a pagine con descrizione delle trame dei libri in gara 


Zorro. L’inizio della leggenda | Isabel Allende

Titolo: Zorro. L’inizio della leggenda
Titolo originale: El Zorro. Comienza la leyenda
Autore: Isabel Allende
isabelCenni sull’autore: Isabel è una bambina vivace ed inquieta che legge moltissimo. L’immaginazione della piccola si alimenta di romanzi d’avventura, di romanzi rosa, ascoltati alla radio, in cucina assieme alle inservienti e soprattutto di racconti narrati dal nonno o dalla nonna, che ha la passione dei misteri legati allo spiritismo che lasceranno nella nipotina i semi di fantastiche storie. Grazie all’aiuto dello zio Salvador Allende, futuro presidente del Cile, poi ucciso nel colpo di Stato del 1973, Isabel e la sua famiglia non ha problemi economici e può frequentare le migliori scuole. Nel 1956 la madre si risposa con un diplomatico e la famiglia farà dei soggiorni all’estero, prima in Bolivia dove Isabel frequenta una scuola privata americana, poi in Europa e in Libano, a Beirut dove frequenta una scuola privata inglese. Queste esperienze le permetteranno di conoscere un mondo diverso da quello della sua infanzia. Anche se lui letture cambiano: legge libri di filosofia, psicologia, psicanalisi e frugando nella camera del patrigno, trova un “libro proibito” che influenzerà il suo futuro di scrittrice: nascosta in un armadio La ragazzina Isabelita legge “Le mille e una notte”.
Anno di pubblicazione: 2005
Edizione: Universale Economica Feltrinelli
Numero pagine: 348
Consigliato: Vivissimamente. 

Per sua fortuna, le persone che lo circondavano, preoccupate com’erano delle loro passioni e delle loro imprese, dimenticarono di controllarlo. Arrivò ai quindici anni senza grandi difetti né pregi, fatta eccezione per una smisurata sete di giustizia che non saprei se collocare nella prima o nella seconda categoria; diciamo semplicemente che era un tratto imprescindibile del suo carattere. Potrei aggiungere un’altra sua peculiarità, la vanità, ma così facendo anticiperei troppo, visto che emerse in un secondo momento, solo quando Diego si rese conto che i nemici aumentavano, il che è sempre un buon segno, così come gli ammiratori, sopratutto quelli di sesso femminile.

11) Zorro

 

Arrivava un momento, a casa mia, quando ero più piccola, in cui bastava che andasse in onda una sigla televisiva per far sì che sulla cucina scendesse un’aura di sacertà senza eguali, era il momento in cui un cavallo nero impennava all’orizzonte e la sigla televisiva faceva così “Zorro, Zorro, ha una vita segreta; Zorro, Zorro il segno suo è la zeta”. Per quante volte avessimo già visto le trite e ritrite puntate, l’eroe mascherato di nero continuava ad avere su di noi, figlie, l’effetto che aveva prodotto su mio padre fin dalla sua infanzia. Un eroe semplice, il cui mezzo era un cavallo nero dal nome Tornado, che si occupava di campagnoli e usava come uniche armi una spada e una frusta. Era ciò che più di vicino mio padre sarebbe potuto essere da bambino, e siccome certe cose si portano dentro, non era difficile capire quanto ci tenesse, consapevole di tutte le volte in cui Zorro avrebbe battuto Moncada, continuava a fare un tifo speranzoso, quasi la sorte potesse cambiare e strizzare l’occhio all’avversario tanto odiato. E di questo suo baluginio di tremiti e speranza, noi siamo state le dirette ereditiere, innamorate di questo hidalgo dall’accento seducente, i modi spagnoli, l’agilità di gatto e la furbizia di volpe.

Quindi, nei confronti di un libro che narrasse le avventure di un eroe di casa, potrebbe dirsi, di questo ospite che a cena aveva sempre modo di raccontarci un’avventura in più, non potevo che essere esigente, chiedere la verità, quei particolari che mi ero sempre persa, chiedere che gettasse luce su quei lati oscuri che mi avevano sempre più incuriosita. Il fatto che a narrare le avventure di questo eroe che è il perfetto incrocio tra il realmente esistito e la leggenda fosse Isabel Allende era di sicuro rassicurante, una penna così dedita alle avventure, ai caldi ritmi spagnoli e latini non poteva che rendere giustizia a Diego de la Vega. Inutile dire che il risultato ha di gran lunga superato le aspettative. Lo scenario storico e geografico è fin da subito inquadrato con grande semplicità: California, fine Settecento, colonialismo spagnolo imperante nell’assoluta convinzione della superiorità della razza bianca sugli indigeni i cui costumi sono riprovevoli. Alejandro de la Vega, valoroso militare spagnolo, conosce, durante una rappresaglia india diretta contro la colonia di padre Mendoza, la sua futura sposa, e così, questa coppia originale darà alla luce il piccolo Diega la cui balia darà il latte dell’infanzia anche al piccolo Bernardo, figlio di un’india. Il resto, è storia, o meglio, leggenda, di tutte e due un po’. Il terreno in cui Diego coltiverà la sua sete di giustizia è fertile, un periodo storico e un inquadramento geografico in cui gli abusi e soprusi sono all’ordine del giorno in nome di una gerarchia prestabilita che il giovane riuscirà a mettere in discussione facendosi forte di una cultura spregiudicata a cui tutte le persone che incontrerà, da un capitano di nave a una comitiva di zingari, daranno elementi per abbattere i pregiudizi. La condizione di sottoposto di suo fratello di latte Bernardo il quale passa per sordomuto, quasi per ritardato, ma che è in realtà un giovane saggio e premuroso, spingeranno ancor più sul senso di onore e di ingiustizia che contribuiranno a far sì che Diego sviluppi una doppia personalità e dia vita a Zorro.

Poiché tutto questo però lo sapete già, vi racconterò perché vale la pena avventurarsi in una nuova versione di questa storia che, bene o male, fa parte di tutte le nostre infanzie. Isabel Allende assume, per raccontare, un punto di vista davvero curioso, non vi svelerò quello di chi, altrimenti vi toglierei gran parte di gusto della lettura, che consente di vedere Zorro non solo in tutti i suoi pregi di eroe, ma lo presenta anche sotto gli aspetti più quotidiani. Diego de la Vega è vanitoso, sempre incline a esagerare le proprie avventure, e abbastanza sfigato in amore: destinato ad amare solo donne che non lo ricambiano, e a fuggire dai letti delle amanti con più solerzia di quanto non faccia Zorro alla fine dei suoi attacchi. Un punto di vista che consente di osservare da vicino il periodo di Zorro più trascurato dalle varie produzioni cinematografiche e televisive, quello trascorso a Barcellona, gli anni di formazione del giovane impavido, quelli in cui apprenderà l’arte dello spadaccino, in cui apprenderà i modi galanti del gentiluomo che sa ballare, corteggiare, vestire, in cui affinerà la bravura del baro nel gioco. E mentre le pagine scorrono via, quando si arriva al finale, si lascia Diego a vent’anni, quando le zeta non sono ancora lontanamente vicine a sfiorare il numero, e in poche pagine viene riassunto ciò che ne sarà di lui. Tutta la narrazione infatti è dedicata all’inizio della leggenda, quella parte di cui tutti danno per scontato di sapere, ma che in realtà in pochi sanno, quella parte che è la più misteriosa, la più intrigante da scoprire in quanto mette in luce i perché che rimangono sospesi e invece sono fondamentali. Il sordomutismo di Bernardo, il perché della maschera di Zorro, il perché di questo nome, e altri mille quesiti che io mi sono sempre posta e che trovo essere i più interessanti, sono racchiusi in queste 350 pagine di narrazione in cui Isabel Allende impiega tutta la sua bravura nell’arte di narrare per restituire un ritratto fedele e al quale ci si affeziona facilmente di questo eroe romantico e lontano dalla contemporaneità, ma sempre vivo nell’immaginario comune. Arrivati alla fine senza nemmeno accorgervene, sentirete una profonda nostalgia per quest’avventura fatta di una parte di storia che si distinse per le ingiustizie a cielo aperto alla fine di una civiltà di vinti che si dimostrerà infinitamente superiore a quella dei presunti vincitori. Il confronto tra vecchio e nuovo mondo in cui lo schiavismo e il colonialismo non producono solo vittime umane, ma anche culturali, nel tentativo di imporre il cattolicesimo e i modi europei, infatti, andrà persa una cultura centenaria fatta di amore per la natura, di una comunicazione simbolica, di una vita semplice, ma completa. Tutti questi fattori insieme contribuiranno a creare il personaggio di Zorro. E, se volete sapere cosa faceva il giovane de la Vega prima di giungere in California e infliggere zeta alle persone e ai luoghi che hanno meritato vendetta, leggete dunque questo libro. In cui scoprirete che a forgiare il carattere dell’eroe mascherato furono elementi tanto spagnoli quanto indi, in cui scoprirete che Bernardo era tutt’altro che un semplice aiutante, e imparerete ad amare ancor più, se possibile, il più galante e sfuggevole degli eroi popolari. Zorro, per servirvi.

Luana Cau


Nord e Sud | Elizabeth Gaskell

Titolo: Nord e Sud
Titolo originale: North and South
elizaAutore: Elizabeth Gaskell
Cenni sull’autore: Elizabeth Cleghorn Stevenson nasce a Londra il 29 Settembre da William Stevenson e Elizabeth Hollande. Frequenta le scuole di Warwick e Stratford-upon-Avon. Nel 1832 sposa il reverendo William Gaskell, un funzionario di Cross Street Chapel e si traferiscono a Manchester. Così facendo si scontra con una società industriale fino ad allora a lei sconosciuta. Entra anche in contatto con il mondo dei lavoratori. Fra il 1847 e il 1848 pubblica i primi racconti  su “Howitts Journal”. Nel 1848 pubblica il romanzo Mary Barton. Nel 1849 conosce Dickens nel 1850 comincia a pubblicare sulla sua rivista, “Householde Words”. Nel 1853 vengono pubblicate le versioni integrali di Cranford e Ruth. Nel 1854 esce la prima puntata di Nourth and South sulla rivista di Dickens, a cui seguiranno poi le altre ventuno parti. La collaborazione con Dickens continuerà anche successivamente, quando la rivista cambierà nome in “All he Year around”. Continua a scrivere fino al 1865 quando la morte la coglie all’improvviso, il 12 novembre mentre si trovava nell’Hampshire.
Data di pubblicazione: 1855
Edizione: Jo March
Traduzione: Laura Pecoraro
Costo: 16 €
Consigliato: sì, in particolare agli amanti dell’epoca vittoriana.

Conversazione in treno con un amico.

“Chiara, dovresti proprio vedere una miniserie della BBC!”

“Ah sì, e quale?”

“Nord e Sud, tratto dal romanzo di Elizabeth Gaskell”

“Ah, lo conosco! Ma prima vorrei leggere il romanzo, guarderò la miniserie solo dopo!”.

nord e sud

 

E così, dopo questa conversazione, mi sono convinta definitivamente e ho preso in mano ‘Nord e Sud’.
Un romanzo di più di cinquecento pagine, con una copertina splendida e deliziosa, e un affresco incredibile di una società in cambiamento. Ambientato nell’800 inglese in una cittadina del nord, Milton-Northern, posto quasi esclusivamente industriale, il romanzo vede svolgersi la storia di più persone diverse. La giovane Margaret Hale, assieme al padre e la madre, che si trasferisce (per cause legate al lavoro del padre) dal caldo e accogliente sud, dalla bellissima Helstone, alla città di Milton ove si scontra immediatamente con una realtà che non le appartiene.  Oltre ad una diversità fisica fra le due città, la differenza Margaret la coglie anche nelle tradizioni, nei valori fondamentali in cui ha sempre creduto.  Margaret fa fatica ad adattarsi ad un paesaggio così grigio, così lontano dai colori di Helstone che tanto ama, non riesce ad integrarsi completamente e soprattutto, non riesce ad apprezzare persone come il signor Thornton, uomo d’industria e anche magistrato, conosciutissimo e benvoluto a Milton e altrove, ma completamente sconosciuto a Margaret, almeno fino a quel momento. Thornton incarna in qualche modo l’uomo nuovo, e l’uomo del progresso; uomo che è riuscito, nonostante gli inizi piuttosto difficili, a conquistare un posto in società, un ottimo lavoro, e un futuro prospero per la madre e la sorella. Ma, nonostante tutto questo, Margaret non è affascinata da lui come tutti gli altri; al contrario, lo disprezza profondamente, considerandolo un subdolo commerciante che si arricchisce sulle spalle di più sfortunati lavoratori. Ed è proprio a questa categoria di uomini meno fortunati  che si lega Margaret, stringendo amicizia con una lavoratrice di nome Bessy, molto malata e condannata ad una vita poco felice.  Letto con voracità, è una storia tipicamente vittoriana, che quindi consiglierei soprattutto agli amanti dell’epoca in questione e a coloro amino Jane Austen. Molte volte, infatti, il romanzo della Gaskell è stato avvicinato ad ‘Orgoglio e Pregiudizio’, con la differenza sostanziale che quest’ultimo ha sempre goduto di maggior fama e fortuna. Nord e Sud ha il pregio di evidenziare in maniera chiara e netta, questioni sociali piuttosto importanti e nuove per l’epoca come, ad esempio, la condizione di vita dei lavoratori nelle fabbriche, la questione importante degli scioperi e il punto di vista estremamente cinico e capitalista, invece, degli industriali. Pagine e pagine sono incentrate su dispute interessantissime che chiariscono e mettono in luce una sensibilità particolare che la Gaskell possiede rispetto questi temi. Probabilmente questo interessamento così forte verso le società industriali derivava  anche dalla vicenda biografica dell’autrice la quale modellò il personaggio di Margaret partendo proprio da una serie di esperienze personali. Anche per questo, forse, ‘Nord e Sud’ meriterebbe una maggiore attenzione da parte di lettori e lettrici, se non altro per riscoprire una piccola perla di letteratura inglese rimasta troppo tempo sepolta sotto la polvere.

Chiara Coppola


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