Archivi tag: David Grossman

Vedi alla voce: amore, David Grossman

Titolo: Vedi alla voce : amore
Autore: David Grossman

Cenni sull’autore: David Grossman, (Gerusalemme, 25 gennaio 1954), è uno scrittore e saggista israeliano. È autore di romanzi, saggi e letteratura per bambini, ragazzi e adulti, i cui libri sono stati tradotti in numerose lingue.
Il vento giallo, il suo efficace saggio sulla popolazione palestinese nei territori occupati dagli israeliani in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, è stato accolto con calore all’estero e ha innescato dibattiti e polemiche nel suo paese. David Grossman è considerato tra i più grandi scrittori e romanzieri contemporanei, noto per il suo stile semplice ed avvincente.

Traduttore:
Gaio Sciloni
Anno di pubblicazione:
2008
Edizione: Oscar Mondadori
Numero pagine: 640
Costo: 11€
-> Consigliato: Sì 

Quando si incontra un autore come Grossman la prima cosa da fare è sedersi. 
In seguito bisogna munirsi di umiltà, aprire tutti e cinque i sensi all’apprendimento e diventare discepoli di un insegnante che accompagna lungo un percorso profondo, enigmatico, talvolta insidioso, ma infine soddisfacente e di arricchimento personale.
Vedi alla voce: amore’ è quanto di più lontano possa esserci da un libro, ‘Vedi alla voce: amore’ è un cammino a tappe volto a far scoprire cosa sia stato quell’evento da tutti conosciuto, da pochi compreso, che ha il nome (errato) di Olocausto, Shoah, Sacrificio; sacrificio di ‘bestie al macello’ messo in atto da una mente e dai suoi corpi esecutori che, credendo nel dislivello della qualità umana, hanno compiuto una strage.

Grossman non compie il solito reportage di quelle immagini che tutti conosciamo di bambini su bambini, corpi su corpi, mostrate dalla televisione e compiante in quell’ipocrita 27 Gennaio in cui ognuno pubblica ‘Se questo è un uomo’ di Primo Levi sul proprio profilo, per poi deridere l’accento del venditore ambulante di colore (chiamato, senza alcun rispetto ‘vucumprà’) il 28 di Gennaio. No, Grossman scava nella psiche di un ebreo, esperto nel rendere l’aspetto più vero, meno ipocrita, meno bisognoso di compassione, di quello che è stato l’omicidio di sei milioni di ebrei; sei milioni di ebrei, ma in fondo l’omicidio di uno per uno di sei milioni di individui, ognuno dotato di una personalità, di un carattere, di affetti ed effetti personali. Non statistica, come la definì Stalin nel suo tragicamente noto aforisma, ma la morte per omicidio di uno a uno di sei milioni di ebrei.

Nel viaggio in compagnia di Grossman si parte bambini con Momik, 9 anni e tante, troppe domande al fronte di poche, troppe poche risposte di quegli adulti che sono genitori ebrei, ma che sono stati deportati e che si sono riusciti a salvare. Ma, salvandosi, non sono riusciti a ricucire del tutto quello che il Terzo Reich, in modo programmatico, sistematico, spietato aveva sfaldato. Urlano nella notte, mangiano come se fosse l’ultimo pasto, scorgono Momik, ma non lo vedono davvero. Cosa sono quei numeri tatuati sul polso? Cosa sono tutti questi misteri sul passato? A produrre il moltiplicarsi delle domande, è l’arrivo del nonno Anshel Wasserman a casa di Momik. Prima di scoprire cosa Wasserman farfuglia, e contro chi si arrabbia nei suoi discorsi incomprensibili sospesi a mezz’aria, bisogna proseguire il viaggio con Momik ormai sposato che incontra Bruno Schulz.

Comprendere il perché dell’introduzione di Bruno Schulz è fondamentale per comprendere il perché Grossman abbia voluto scrivere l’ennesima opera con oggetto: Shoah.
Ridare una morte dignitosa a Schulz, noto scrittore polacco ucciso da un nazista come sfida ad un nazista rivale (‘Ho ucciso il tuo ebreo’ ‘Ora io ucciderò il tuo), significa ridare individualità, dignità personale a tutti quegli ebrei che sono passati alla storia come ‘sei milioni’ e non come ‘uno ad uno’. Schulz viaggia con i salmoni, animali che esprimono la sfida alla difficoltà della vita, per sfuggire agli orrori del nazismo e dell’anti-semitismo. E con Schulz viaggia anche il lettore sino all’epoca geniale, epoca in cui ognuno torna bambino, e non conosce né male né sofferenze.

Ma la parte più toccante del viaggio, quella che scava più a fondo, quella che provoca lacrime e regala sorrisi, è quella che svela chi è il nonno Wasserman e contro chi farfuglia.
Wasserman farfuglia contro Neigel, Capo del campo di concentramento dove Wasserman è rinchiuso. Neigel, prima di essere un capo SS, è stato un bambino che ha amato le storie che Wasserman pubblicava nella raccolta ‘Ragazzi di Cuore’ e, anziché ucciderlo, gli chiede ancora di narrare. Grazie alle parole di Wasserman, ai suoi racconti mirati, Neigel ricorderà di essere umano, prima ancora che un omicida nazista.

E’ un rapporto forte, solidale, celebrale quello che si instaura tra la vittima e il suo aguzzino, rapporto che si ribalta sino a diventare rapporto tra narratore ed ascoltatore, nell’esaltazione della personalità, della capacità creativa, dell’Arte. Perché l’Arte, come talento che ognuno serba, è un dono che nessun uomo può strappare ad un altro, che nessuno deve sopprimere. Che per sei milioni di volte è svanito nelle sfumate delle ceneri fuoriuscenti dalle camere a gas.
Infine, un’enciclopedia. Infine perché ormai, se si è colto ogni significato che Grossman nasconde in queste righe che non lasciano respiro, si è davvero maturati, e si è davvero in grado, ormai, di avere il titolo di viaggiatori esperti. Viaggiatori nella psiche di uno scrittore ebreo che ha voluto parlare della dignità umana, di quanto sia necessario che nessuno limiti la sfera altrui di personalità. Un’enciclopedia che, voce per voce, spiega in maniera trasversale, il significato di un eccidio come quello compiuto contro gli individui di appartenenza ebraica tra il 1940 e il 1945.
Voce per voce, per arrivare alla G, e cancellare la voce Guerra.
Voce per voce, per arrivare alla A, e rendere dominante la voce Amore.
Amore per la vita, per la speranza, per il talento che ognuno conserva dentro di sé.

Un’opera di impianto magnificente, di un’architettura imponente, decorata da uno stile impeccabile, denso, armato di tutte le armi di cui la penna può disporre quando è capace e consapevole.
Una risposta a domande che non ci si è formulati, e alle quali invece è fondamentale rispondere.

Luana Cau 


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: