L’incantatrice di Firenze, Salman Rushdie

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Salman Rushdie. L’incantatrice di Firenze. Potrei aprire questo libro su una pagina a caso e ritrovarmi immediatamente catapultata in tempi remoti, posti all’altro capo della terra: bastano poche righe di questo autore per sentirti rapiti dalla magia e dimenticare tutto il resto. Lo leggo per questo Rushdie, perché mantiene la promessa di portarmi via, e facendolo mi conduce di volta in volta in posti nuovi, nello stesso libro, addirittura, siamo andati in India, in America, e non ci siamo mai dimenticati di passare per Firenze. Per farlo, abbiamo seguito un misterioso viaggiatore che attraversa terre sconosciute e affronta innumerevoli pericoli per farsi ricevere alla corte Mogol, al cospetto di Akbar il Grande, diretto discendente di Gengis Khan. Dovrebbero bastarvi questi pochi elementi per capire che siamo di fronte a un capolavoro letterario itinerante. Si valicano confini, si sfidano mappamondi e clessidre, e si va avanti e indietro senza fermarsi, e la mente insegue leggera e incuriosita questa trottola di parole e personaggi. Se poi vi specifico che il misterioso viaggiatore è Niccolò Vespucci, nipote del grande navigatore che fu Amerigo Vespucci, bhè, vi chiederete come faccia tutto questo a stare insieme senza diventare un gran pasticcio senza capo né coda. La risposta è una: Salman Rushdie. Lo scrittore che ha sfidato una religione, che per scrivere ha rischiato la pena di morte, è capace di questo, e ben altro. Per tutta la lettura, in sua compagnia, mi sono barcamenata tra nomi e segreti di corte, regine immaginarie e improbabili coincidenze, e la cosa grandiosa è che tutto mi è sembrato ovvio, quasi che questa illogicità fosse naturale.

Per sbrogliare questa matassa caleidoscopica potrei partire dal titolo e parlare dell’incantatrice di Firenze, chi è? Come collega Occidente e Oriente? E come può unire Machiavelli (sì, QUEL Machiavelli) e la corte Mogol? A spiegarvi tutto vi svelerei troppo, mentre voglio riservarvi il piacere della lettura e del farvi condurre da chi questa storia l’ha ideata. Posso solo accennarvi al fatto che l’incantesimo avviene tutte le volte in cui vi ritroverete a credere a cose incredibili, e vi stupirete di quanti lati comuni esistano nelle varie culture. Basta solo cambiare prospettiva. E lasciare trasportavi dalle parole.

Lasciatevi incantare da un libro che non smetterà di stupirvi sino all’ultima parola.

Luana Cau


Come Dio comanda | Niccolò Ammaniti

Titolo: Come Dio comanda
Autore: Niccolò Ammaniti
Cenni sull’autore: Niccolò Ammaniti è nato a Roma nel 1966. Ha esordito nel 1994 con il romanzo “Branchie”, (Editrice Ediesse, poi Einaudi, 1997). Nel 1995 ha pubblicato il saggio “Nel nome del figlio”, scritto con il padre Massimo, e nel 1996 la raccolta di racconti “Fango” (Mondadori). Suoi racconti sono usciti nelle antologie “Gioventù cannibale” (Einaudi, 1996) e “Tutti i denti del mostro sono perfetti” (Mondadori, 1997). I suoi libri sono stati tradotti in francese, tedesco, spagnolo, greco e russo. E’ del 1999 “Ti prendo e ti porto via” (Mondadori), mentre nel 2001 pubblica per Einaudi “Io non ho paura”.
Nicolò Ammaniti ritorna al fumetto, genere che ha contribuito a formare lo stile narrativo dello scrittore. “Fa un pò male” è il libro pubblicato nel 2004 (Einaudi) che contiene tre brevi romanzi a fumetti sullo sfondo di una Roma minore, in una periferia pasoliniana ricca di storie e personaggi grotteschi. Nicolò Ammaniti ritorna al fumetto, genere che ha contribuito a formare lo stile narrativo dello scrittore.
(fonte: http://www.italica.rai.it/principali/argomenti/biografie/ammaniti.htm)
Edizione: Oscar Mondadori
Anno di pubblicazione: 2006
Numero pagine: 495
Consigliato: da parte mia, nient’affatto

21) Come Dio comanda

Mi rincresce assai di parlar male di Niccolò Ammaniti, ma mi dispiacerebbe assai di più parlarne bene e dire il falso: Come Dio Comanda non mi è piaciuto. Per tutto il libro sono stata pervasa da una sensazione fastidiosa, una sorta di mal di pancia che provavo a scacciare via, ma non sono stata in grado di trovare rimedi di sorta: Ammaniti è uno stereotipatore. Tutti i personaggi di questo libro mi hanno ricordato un gioco da tavola che allietava le mattinate di domenica mie e di mia sorella: una sorta di gioco dell’oca tridimensionale in cui si spingevano per avanti o per indietro delle pedine di cartone che rappresentavano tutti i possibili personaggi rintracciabili lungo il percorso di una foresta; l’orco cattivo, la fata buona, lo gnomo giocherellone. E Ammaniti con la sua scrittura sembra proprio quel gioco lì, innanzitutto capisci sin dall’inizio che, per quanto tu possa tirare e ritirare i dadi, il fato spingerà i personaggi sempre verso la stessa direzione, insomma, nonostante i colpi di scena, sai già benissimo come andrà a finire. Perché i cattivi muoiono, i buoni soccombono, i semibuoni hanno la possibilità di redimersi e i ricchi non hanno di ché preoccuparsi. Più sei ricco più ti salvi, più sei povero, meno ci riesci, eccezione a parte della figura di intersezione tra i due mondi che farà da sacrificio sull’altare delle perversioni. Perché? Molto semplice, perché è così che Dio comanda. Il dio di Ammaniti è peggio di quello dell’Antico Testamento, vendicatore, spietato, irragionevole, imprevedibile, e quando sembra che stia per salvarti, ti da la mazzata finale che ti manda dritto all’altro mondo, il suo mondo. Una sorta di mano che guida le avventure di queste malcapitate persone la cui testa è sormontata da una nube assai più nera di quella del povero Fantozzi nazionale. Sarebbe stato tutto molto geniale, tutto molto intrigante e noir, se non fosse che Ammaniti non è un dio altrettanto esperto di quello che ha creato; la scrittura ha incredibili picchi altalenanti, a volte sembra quasi che lo scrittore abbia capito davvero da che parte impugnare la penna, a volte sembra un ragazzino annoiato che non sa bene cosa scrivere in un tema per la scuola, e allora scrive la prima fesseria che gli passa per la testa. Lo svilupparsi della trama naufraga lentamente verso l’improbabile, degna di quel gusto tutto italiano per la morte e l’omicidio testimoniato in pompa magna da quella nuova rivista pubblicizzata in tv in cui si racconta di come è stata violentata l’ultima ragazzina buona di cuore e amata da tutti gli amici con lo stesso ed identico tono di quelli che vendono quei gossip spazzatura che tanto piacciono a chi ama i cosiddetti VIP.

Cristiano è il povero figlio di un padre nazista e alcolizzato e va in una scuola dove tutti hanno il cellulare, e lui no, dove tutti hanno il motorino, e lui ancora no, dove vanno le due belle Esmeralda e Fabiana che sono le due tipiche ragazzine sessualmente ambigue dietro alle quali sbava tutta la scuola; gli amici del padre (disoccupato, senza istruzione, avvezzo alla violenza) sono lo scemo del paese e un povero alcolizzato; a guardare di sottecchi questa brutta sterpaglia di periferia, ci stanno i ricchi imprenditori che ignorano assolutamente le condizioni di vita dei propri connazionali meno fortunati.

La storia è sempre quella, “stesso posto, stessa storia, stesso bar” verrebbe quasi da canticchiare, e verrebbe anche da chiedere ad Ammaniti se per caso non sia nato nel mio paese perché in quanto a fantasia e a mitologia folkloristica siam lì. E poi, proprio quando il tutto stava per riprendersi, un finale che se potessi, ammazzerei lo scrittore per portare a termine il quadro con un bel King in versione Misery non deve morire, o forse in questo caso sì. Finto, veloce, per dirla con Ammaniti, una pessima scopata di orgasmi simulati e eiaculazione precoce; questo dio, devo purtroppo ammetterlo, ha comandato proprio male.

Luana Cau


Il pozzo letterario | Proposte di Giugno

 

Come in ogni concorso, ecco la parte più avvincente: le votazioni. In questa fase tutti i partecipanti al pozzo – ossia coloro che hanno gettato i titoli nelle oscurità – potranno portare alla luce un titoli da altri proposto e farne propria la lettura e l’eventuale promozione (che avverrà sia attraverso post che attraverso la recensione finale da accompagnarsi a foto personalizzata, il tutto sulla pagina Facebook ‘Un buon libro, un ottimo amico’. Ricordo che ognuno potrà far proprio un solo titolo e che, quando un libro verrà scelto, ovvero riportato alla luce dalle profondità del nostro pozzo letterario, sarà automaticamente depennato dalla lista sottostante e comparirà, accanto al titolo, il solo nome di chi ha lo ha prescelto. Questo è tutto. Adesso, datevi da fare per far sì che il titolo che vi siete prefigurati di leggere diventi il vostro di diritto.

Pronti? VIA! – Periodo di lettura sino al 30 Giugno;

Durante il periodo delle letture potete inviare le vostre recensioni con immagini a luana_cau@hotmail.it.

 

Le irregolari, Buenos Aires Horror Tour – Massimo Carlotto.
Il viaggio dello scrittore in Argentina, tra i desaparecidos, le Nonne e le Mamme di Plaza de Mayo che continuano a chiedere giustizia, perché tutto quello che è stato non cada nell’oblio. (Simona Bernini)

  • Pappagalli verdi – Gino Strada.
    Perché consiglio questo libro? Per due ragioni:
    – Gino Strada è uno dei miei miti e il lavoro che compie nelle zone disastrate dalla guerra è encomiabile;
    – questo libro merita di essere letto per conoscere realtà come la guerra e per conoscere non solo il fondatore di Emergency, ma anche e soprattutto l’uomo che è dietro al progetto. (Simona Bernini)
  • La mala ora – G. G. Marquez.
    La tranquillità del paese è scossa dalle cosiddette “pasquinate”, ossia foglietti che vengono appesi alle porte delle case, contenenti tutti i pettegolezzi del paese stesso. Opera meno nota di Gabo che anticipa i simboli di cent’anni di solitudine, ma non per questo meno bella. (Elisabetta Vinci)
  • Omero – Alessandro Baricco.
    Rilettura del poema omerico dove Baricco riordina l’Iliade con diversi monologhi fino ad arrivare all’assedio e alla caduta di Troia, dove la guerra è vista come desiderio,destino,condanna. (Elisabetta Vinci)
  • Il grande Gatsby – Francis Scott Fitzgerald.
    Pochi giorni fa ho deciso di uscire dalla mia vergognosa ignoranza fitzgeraldiana (data, tra l’altro, dal mio scarso amore per gli scrittori statunitensi) e ho fatto conoscenza con questo grandissimo scrittore grazie a questo romanzo. E adesso non saprei descriverlo se non con la parola “meraviglioso”: gli anni ’20, la malinconia, l’amore, le feste… in Gatsby c’è un intero mondo. (Dora)
  • Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare – Luis Sepùlveda.
    Avevo già letto questo libro da bambina, ho deciso di riesumarlo per rinfrescarmi la memoria a riguardo e quello che ne è venuto fuori è la certezza che la dolcezza di una storia del genere colpisce e commuove anche gli adulti. (Dora)
  • Zia Mame – Patrick Dennis.
    Lo sto per ultimare e vi posso garantire che è un libro adorabile. Conoscerete questa simpatica zia simpaticissima, umoristica, spumeggiante e testarda! Durante la lettura avrete sempre il sorriso sulle labbra! (Virginia)

  • Le notti bianche – Fedor Dostoevskij.
    Un libricino che si legge tutto d’un fiato ma che vi lascerà un segno indelebile nel vostro cuore. Lo consiglio se siete romantici! (Virginia)
  • Il coperchio del mare – Banana Yoshimoto.
    Ho letto dopo diversi anni la Yoshimoto, reduce da un’esperienza negativa con “kitchen”. Le ho dato una seconda possibiltà, e non mi ha delusa. Un’amicizia particolare, un sogno e la poesia del mare, questi gli ingredienti. (Giusi)
  • Arancia meccanica – Burgess.
    Ebbene, lo confesso, fino a qualche mese fa non avevo mai visto il capolavolo di Kubrick, e amando più i libri dei film, di qui la mia scarsa cultura cinematografica, decisi di cominciare dal libro, per poi farne in seguito un confronto. Inutile dirvi che sebbene il film e lo stesso Kubrick siano annoverate tra colonne portanti della cinematografia mondiale, il libro è di gran lunga superiore. (Giusi)
  • Arrivederci amore, ciao – Massimo Carlotto.
    Ottimo noir di stampo un po’ italiano e un po’ americano: ha del nostro paese il realismo senza fronzoli attraverso un linguaggio essenziale e quindi chiaro; e ha dei grandi dell’hard-boiled americano la sequenza coinvolgente di azione serrata. Da provare per chi non disdegna il noir né Carlotto. (Anastasia)
  • Le sirene di Titano – Kurt Vonnegut.
    Per chi ha amato Guida galattica per gli autostoppisti, questo è un ottimo precursore di questo genere: sfavillante, bizzarro, anche abbastanza intricato, ma geniale, e forse anche più impegnato nella critica sociale (fra le righe) rispetto alla serie di Adams. (Anastasia)
  • Norwegian Wood – Haruki Murakami.
    Eccezionale è a dir poco.Ti immerge nelle atmosfere giapponesi ma attenzione vietato ai depressi cronici. (Riccardo Miccoli)
  • Il contrario di uno – Erri De Luca.
    Perché io sono affezionata a quest’uomo, lo adoro, voglio leggere tutto ciò che ha scritto. Riesce a toccare dei punti dell’animo umano con una delicatezza indescrivibile. Si tratta di una raccolta di racconti legati dalla tematica della solitudine dell’uno che diventa due. Ci sono un paio di racconti che mi hanno ammaliata. Piccolo gioiello prezioso! (Grazia Desario)
  • I dolori del giovane Werther – Goethe.
    Perché adoro le storie cariche di emozioni forti. E poi è un classico che si deve leggere. A chi non è mai capitato di provare amore spropositatamente nonostante fosse impossibile? Ogni pagina è intrisa di pezzi di cuore e leggerlo significa lasciarci dentro un pezzo del proprio…è troppissimo bello! (Grazia Desario)
  • Liza di Lambeth – W. S. Maugham.
    Tra i vicoli dei malfamati bassifondi di Lambeth la splendida Liza è una autentica perla rara, che illumina con il suo fascino prorompente lo squallore quotidiano di Vere street. Raccontato in brevi capitoli è il compiersi di un destino femminile-da innocenza a esperienza. Una storia forse semplice, ma ricca di introspezione, dove i personaggi vivono e prendono forma. (Morena)
  • Blu quasi trasparente – Ryu Murakami.
    Un libro che molte volte mi ha fatto arricciare il naso. Il romanzo è incentrato sulle vicende di un gruppo di ragazzi di una città giapponese. Le loro vite si esauriscono nella pratica del sesso e dell’uso di droghe. Ho spesso, trovato il modo di narrare di questo autore, cosi vivido, da rimanerne turbata. Va letto…è un libro che ti catapulta in una dimensione oscura di cui è necessario conoscenza per capire certe realtà. (Morena)
  • Il parnaso ambulante – Christopher Morley.
    Quale lettore che si rispetti non sogna di viaggiare a bordo di una stravagante biblioteca su quattro ruote, regalando cultura a grandi e piccini? (Angela)
  • La schiuma dei giorni – Boris Vian.
    Una storia d’amore di sconvolgente e dolorosa bellezza, surreale come solo la vita sa essere. (Angela)
  • La pioggia prima che cada – Jonathan Coe.
    Davvero una piacevolissima lettura, cosa che non mi aspettavo dopo la non semplice prima esperienza con “la casa del sonno” dello stesso scrittore, che non mi convinse totalmente. Questo libro invece ti tiene incollata alle pagine dall’inizio alla fine. Tratta moltissimi temi: dal rapporto travagliato tra madri e figlie, che può segnarti per l’intera vita, ai rapporti omosessuali, descritti con molta delicatezza e semplicità, e tanto altro ancora. Un romanzo alquanto introspettivo, che ti porta a scovare dentro te proprio come la protagonista. C’è POCO ALTRO DA DIRE PER CONVINCERVI A SCEGLIERLO, SEMPLICEMENTE, LEGGETELO! (Rossella Mastuccino)
  • La signora delle camelie – Alexandre Dumas figlio.
    Letto per il club del libro di Napoli, mi ha turbato e commosso allo stesso tempo. In primis perchè si tratta della storia vera leggermente romanzata dello stesso Dumas con una cortigiana francese, e poi perchè la storia è tanto tormentata quanto stupenda. Da leggere assolutamente! (Rossella Mastuccino)
  • La ragazza che non era lei – Tommaso Pincio.
    Leika Orbit è una ragazza come tante altre. Ha ventiquattro anni ed è più che carina. Ma non è felice, non sa neanche lei il perché. È seduta in un fast-food, di fronte a un bicchiere di Coca Cola, quando uno sconosciuto attacca discorso. Non le piace veramente, e poi parla come un pazzo. Ma Leika lo segue e quel che sarebbe dovuta essere un’avventura di poche ore si trasforma in un incubo. (Flavia)
  • Il danno – Josephine Hart.
    Il protagonista della storia è un uomo che ha appena compiuto il suo cinquantesimo compleanno. La sua vita, dipanatasi su una superficie levigata, è stata però costruita su un vuoto di passioni. E’ stato un abile dissimulatore che con facilità ha saputo svolgere il ruolo di figlio, marito, padre, politico, sempre con ottimi risultati. Fino a quando incontra una donna che, fin dal primo istante, esercita su di lui un pericoloso potere. (Flavia)
  • Carrie – Stephen King.
    Primo libro di questo ‘mostro’ del genere horror. (Sam)
  • Lo straniero – Albert Camus.
    Un classico della letteratura contemporanea, e poi che dire si tratta di Camus! (Sam)
  • Va’ dove ti porta il cuore – Susanna Tamaro.
    E’ un libro molto dolce oserei dire: è una sorta di lettera-diario dove una nonna apre totalmente il suo cuore alla nipote, parlando anche del rapporto conflittuale con sua figlia. Toccante. (Lorenza)
  • Io non ho paura – Niccolò Ammaniti.
    Ricordo di averlo letto per la scuola. Un libro crudo, nello stile Ammaniti. Una storia terribile, vista dal punto di vista di un bambino. (Lorenza)
  • L’arte della gioia – Goliarda Sapienza.
    La protagonista è Modesta, nata il 1 gennaio del 1900 in Sicilia. Dopo un’infanzia tortuosa prima nella sua casa insieme alla madre e alla sorella afflitta dal morbo di Down e poi in un convento di suore, nel quale si sente imprigionata data la sua indole libera e ribelle, Modesta riesce ad affermarsi e a diventare la donna veramente libera ed indipendente che desiderava diventare a tutti i costi. Così affronta uomini e rivoluzioni sempre a testa alta, sconfiggendo e talvolta sorvolando situazioni complicate e negative da cui una donna “normale” non sarebbe uscita. Questo libro è un vero e proprio inno alla Libertà, all’indipendenza della donna, al valore dolce e arrogante delle donne, al ruolo che mai hanno ricoperto nella società ma di cui Modesta è l’esempio. Esempio di forza, tenacia, coraggio, determinazione ma nello stesso tempo di fragilità, insicurezza, confusione (anche sessuale). Parole sublimi e riflessioni anche a sfondo filosofico, da leggere assolutamente! (Ilaria Nizi)
  • Il vizio di parlare a me stessa – Goliarda Sapienza.
    Non si tratta di un romanzo, si può dire che sia un’autobiografia pubblicata all’insaputa dell’autrice. Infatti il libro viene pubblicato dal secondo marito di Goliarda Sapienza qualche anno dopo la sua morte. Si tratta di una raccolta di riflessioni della scrittrice, dalla quotidianità alla politica, riflessioni scritte quasi esclusivamente su piccoli taccuini che usava solo se le venivano regalati e che sembrano essere più di ottomila! Constatazioni vere e semplici ma di una profondità inaudita. Da leggere! (Ilaria Nizi)
  • I paradisi artificiali – Baudelaire.
    Per chi lo conosce solo come poeta dei “Fiori” si troverà sorpreso. L’analisi, la denuncia e l’ammettere candidamente dell’abuso di sostanze stupefacenti lo rese uno dei miei libri preferiti in età adolescenziale. La traduzione poi di “Un mangiatore d’oppio” è straziante e al tempo stesso toccante, storia d’un uomo che, cedendo all’oppio, rivede nei sogni deliranti la sua fidanzata. (Chiara)
  • Ogni cosa è illuminata – J. S. Foer.
    La ricostruzione minuziosa della vita in uno shlet ebraico unito alla ricerca delle proprie radici in Ucrania.
    E’ e non è un’autobiografia, un percorso familiare, una ricerca di sé stessi. E’ la storia (falsa o vera che lo pensiate) di un’intera famiglia ricostruita dalla sua leggendaria antenata e di come la vita, a volte, cambia improvvisamente. (Chiara)
  • Revolutionary Road – Richard Yates.
    Anche se il senso del pozzo è quello di far scoprire libri poco noti pur meritando fama, getterò qui dentro questo caposaldo della letteratura americana (ma io ritengo mondiale) perché mi sembra che non sia abbastanza noto. E invece contiene un mix perfetto di stile, trama, personaggi, tragedia e psicologia che non possono essere ignorati oltre e così spudoratamente. Lo consiglio in particolare agli amanti di Fitzgerald. (Luana)
  • Amabili resti – Alice Sebold.
    Anche questo è un libro più che noto, e lo è anche grazie alla trasposizione cinematografica di successo fatta qualche anno fa. Lo propongo perché lo lessi un anno fa, e adesso vorrei trasmettere a qualcun altro le belle sensazioni che provai leggendolo. Parla di un omicidio, di legami che vanno oltre il semplice palcoscenico terrestre, di amore tra fratelli, di famiglia, di adolescenza, di perplessità e del bisogno di essere amati. Una gran bella storia che spero qualcuno di voi prenda in considerazione. (Luana)

Il pozzo letterario | Invito (calorosissimo) alla partecipazione

 

Chi sta parlando? Piacere, Anastasia. Liceale diciassettenne e fedele adepta non solo del sacrosanto libro, ma anche del Un buon libro, un ottimo amico. Leggo seriamente solo da pochi anni, ma con tanta dedizione (tradotto: in modo onnivoro, compulsivo e mai, dico mai stanco di se stesso). La mia libreria invoca aiuto ma io non l’ascolto, e compro tanto quanto leggo, cosa che mi crea non pochi problemi di carattere tecnico-logistico. Ma potendo vantare un minimo di inventiva, il posto per i nuovi arrivati lo trovo sempre ignorando bellamente la mia torbida coscienza. Si capirà da queste poche rige che sono tutto tranne che una persona seria, responsabile et similia: anzi, beffarmi di me stessa è la mia principale occupazione. Cosa che ha i suoi vantaggi, ma anche le sue conseguenze.

Visto che agli utenti di Goodreads sembra piacere, vi propongo una nuova “catena di lettura”, cioè Il pozzo letterario. Ci sono dei libri che consigliereste caldamente a chiunque? Magari sono libri che amate, ma che pensate non abbiano la notorietà che si meritano, o comunque libri che vi sono piaciuti particolarmente e vorreste far leggere a più gente possibile, indipendemente da quanto siano conosciuti. Bene, è arrivato il momento di metterli in gioco.

L’idea di questa sorta di “pozzo letterario” è quella di proporre ogni mese due titoli che vorreste fossero letti per i più svariati motivi e leggere in cambio un titolo tra le tante proposte. Potranno essere libri di qualunque genere letterario, nessun tipo di limite: quindi narrativa, ma anche poesia, teatro, biografie e autobiografie, saggi (a vostro rischio e pericolo), tutto quello che volete. Due sole cose vi si chiedono:

– che i libri proposti siano reperibili facilmente, in modo da non essere costretti ad andare in capo al mondo per trovarli.

– che motiviate con due righe di spiegazione il perché delle vostre proposte, in modo da incitare alla lettura chi si ritrova a dover scegliere (non dite solo “bellissimo!”, siate persuasivi!).

La scelta di proporre due titoli invece di uno trova subito spiegazione: vorrei ci fosse la più ampia scelta possibile, in modo da andare incontro ai gusti di tutti. Stesso motivo per cui avete completa carta bianca sui titoli da proporre: facciamo circolare, circolare e circolare e condividiamo. L’idea è proprio quella di uno scambio letterario informale e libero, dove per quel che si da si riceve altrettanto. Ma attenti: una volta che un titolo tra i proposti viene scelto, è depennato dalla lista delle possibili proposte e lasciato a chi si è preso carico della sua lettura. Questo per far sì che tutte le proposte abbiano le stesse opportunità, non vorrei mai che tutti si avventassero sullo stesso titolo lasciando nel dimenticatoio tutti gli altri. Le proposte sono aperte per quattro giorni: scaduto il tempo, queste vengono chiuse e raccolte in un elenco. Nel momento in cui questo elenco sarà disponibile, potrete accalappiarvi il titolo adocchiato e verrete segnati come “proprietari” di quella lettura. Avrete tre giorni per scegliere prima che l’elenco mensile di proposte venga chiuso. Potete cominciare a leggere dal momento in cui avete reperito la vostra scelta, la lettura dovrà essere terminata e possibilmente commentata entro trenta giorni dalla chiusura delle scelte. Potete lasciare delle mini-recensioni con foto del libro nell’album apposito creato per questa iniziativa.

Termini: Le proposte vanno dal 12 al 18 maggio. Dal 18 si sceglie il proprio libro e poi si legge entro il 30 Giugno.

Le proposte devono essere fatte sul blog. Le votazioni saranno fatte sul blog.

Le recensioni dei libri letti devono essere mandate a luana_cau@hotmail.it accompagnate da una foto del libro (meglio se autoprodotta e personalizzata).


Club del libro Maggio – Giugno

Cari lettori e lettrici. Il club subisce d’ora in poi alcune modifiche. Piuttosto che passare attraverso la procedura della gara di citazione, voteremo direttamente dalla lista che vi propongo qui di seguito, ogni mese dedicata ad una narrativa differente. Ognuno avrà la possibilità di esprimere tre preferenze. In seguito, leggeremo il libro nell’arco di un mese, ricoprendolo interamente. Ossia divideremo la lettura per settimane e di settimana in settimana commenteremo il libro sino al punto in cui siamo arrivati (es. Settimana 1, da pag.1 a pag.100, Settimana 2, da pag. 101 a pag.201 e così via). Ho pensato a questa modalità di Club affinché sia possibile concentrarsi maggiormente sugli eventi, riflessioni, personaggi contenuti nei libri. Faremo un esperimento, e se questo modo di fare club risulterà a noi consono, potremo decidere di adottarlo anche tutte le altre volte. Naturalmente chiunque volesse partecipare è libero di aggiungersi e sottrarsi a qualsiasi tappa, senza obblighi di conseguenza o di presenza in nessuno dei vari appuntamenti.

Sono stata sintetica e concisa il più possibile per evitare i fraintendimenti. Adesso, le scadenze:

Periodo di voto: 6/7/8/9/10 maggio (il 10 verrà indicato il libro vincitore)
Periodo di lettura e relativi commenti: Settimana 1 (11 – 17  Maggio)
Settimana 2 ( 18 – 24 Maggio)
Settimana 3 (25 Maggio – 1 Giugno)
Settimana 4 (2 – 8 Giugno, più discussione finale)

Maggio/ Giugno – Novecento italiano

  1. Le cosmicomiche – Italo Calvino
  2. La luna e i falò – Cesare Pavese
  3. Cronache di poveri amanti – Vasco Pratolini
  4. Ragazzi di vita – Pier Paolo Pasolini
  5. Il fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello
  6. La vita agra – Luciano Bianciardi
  7. Todo modo – Leonardo Sciascia
  8. La storia – Elsa Morante
  9. Elio Vittorini – Uomini e no
  10. Gli indifferenti – Alberto Moravia

Spero di essere stata chiara, ma nel caso in cui non lo fossi stata sono ovviamente disposta per qualsiasi chiarimento e spiegazione.

N.B. I voti devono essere espressi nei commenti a questo post, tutti gli altri (espressi su Facebook etc.) non verranno presi in considerazione!


Il pozzo letterario | Proposte di Maggio

Come in ogni concorso, ecco la parte più avvincente: le votazioni. In questa fase tutti i partecipanti al pozzo – ossia coloro che hanno gettato i titoli nelle oscurità – potranno portare alla luce un titoli da altri proposto e farne propria la lettura e l’eventuale promozione (che avverrà sia attraverso post che attraverso la recensione finale da accompagnarsi a foto personalizzata, il tutto sulla pagina Facebook ‘Un buon libro, un ottimo amico’. Ricordo che ognuno potrà far proprio un solo titolo e che, quando un libro verrà scelto, ovvero riportato alla luce dalle profondità del nostro pozzo letterario, sarà automaticamente depennato dalla lista sottostante e comparirà, accanto al titolo, il solo nome di chi ha lo ha prescelto. Questo è tutto. Adesso, datevi da fare per far sì che il titolo che vi siete prefigurati di leggere diventi il vostro di diritto.

Pronti? VIA! – Periodo di lettura sino al 31 Maggio;

Durante il periodo delle letture potete inviare le vostre recensioni con immagini a luana_cau@hotmail.it.

  • I pilastri della Terra – Ken Follett.
    Proposto da: Antonia
    Verrà letto da: Maryksye
  • Cime tempestose – Emily Bronte.
    Credo sia ad oggi il libro più bello che abbia mai letto. Mi è piaciuto così tanto che ne ho comprato e letto anche diverse edizioni. E’ una storia d’amore intensa e tormentata scritta con una passione che fa stare male! (Antonia)
  • Guida galattica per autostoppisti – Douglas Adams.
    Proposto da: Maryskye
    Verrà letto da: Panda Bamboo
  • Scritto sul corpo – Jeanette Winterson.
    Un dialogo, interiore, ma non solo, sull’amore e sulle scelte difficili, sbagliate, giuste, scelte e basta, che facciamo per inseguire quella dannatissima cosa chiamata “amore”, spesso contro le nostre migliori intenzioni e convinzioni. (Maryskye)
  • Avventure della ragazza cattiva – Mario Vargas Llosa.
    Prima esperienza con l’autore e ne sono uscita più che soddisfatta: in questo libro ha adottato uno stile sorprendentemente pulito e scorrevole (non me lo aspettavo da un Premio Nobel, poi non so quale sia lo stile più usuale nelle sue opere!) che fa da sostegno ad una storia per me coinvolgente, fascinosa per il personaggio della nina mala con cui non mi sono stancata di fare i conti cercando di decodificare ciò che era davvero. Possibilmente interessante per chi ama essere investito da domande su domande su cosa alla fine sia questo sentimento così vincolante di Ricardito per la nina mala, per chi ama sminuzzare figure a volte enigmatiche, non facili. E possibilmente appassionante anche per chi vuole semplicemente leggere una storia e lasciarsi trasportare da essa. (Anastasia)
  • La governante del Dr. Jekyll – Valerie Martin.
    Per gli appassionati di Stevenson e in particolare di Lo strano caso del Dr Jekyll e di Mr Hyde questo potrebbe essere un libro originale e carino, infatti ripercorre con fedeltà tutta la storia di Stevenson dal punto di vista di una devota cameriera del Dr. Jekyll. Non aspettatevi una sorta di fanfiction spettacolarizzata e mozzafiato, anzi, io ho ammirato l’approcio molto “coi piedi per terra” se non realistico di Valerie Martin, non sgarra mai dall’idea da quel “e se” che deve essere sempre contestualizzato in una sorta di plausibilità e contesto sociale dell’epoca. Un esperimento riuscito per me. (Anastasia)
  • Dona Flor e i suoi due mariti – Jorge Amado.
    Un romanzo davvero magistrale che racconta il primo matrimonio di Flor, la vedovanza, il secondo matrimonio, e il raggiungimento della felicità in uno strano intrecciarsi di realtà e magia, senza dimenticare di assegnare un ruolo di primo piano al Brasile, a Bahia e ai suoi abitanti. (Dora)
  • Un giorno perfetto – Melania Mazzucco.
    Questo mio primo approccio con la Mazzucco mi ha fatto rivalutare la letteratura italiana contemporanea, di cui ammetto di non essere una grande amante. Si tratta di un libro avvincente, emozionante, popolato da personaggi che non vorremmo più lasciare e con i quali possiamo identificarci, il tutto accompagnato da un bellissimo affresco della città di Roma. Dividendo il romanzo in quattro parti (notte, mattina, pomeriggio e sera) e in ventiquattro capitoli (le ore della giornata), la Mazzucco intreccia in un unico giorno le vicende di svariati personaggi, creando una narrazione che cattura il lettore, il quale, se apprezzerà il libro tanto quanto l’ho apprezzato io, non riuscirà a staccarsi dalle pagine. (Dora)
  • Il miglio verde – Stephen King.
    Proposto da: Valentina
    Verrà letto da: Grazia
  • Io prima di te – Jojo Meyes.
    Un libro uscito da pochissimo: per me è stata una piacevolissima sorpresa. Una storia a tratti commovente e a tratti comica; la storia di una forse amicizia…e forse di qualcosa di ancora più forte! Bellissimo! (Valentina)
  • L’ammazzatoio – Emile Zola.
    Il degrado psicologico dei due protagonisti, ma anche dell’ambiente circostante, vale l’intero libro. Un affresco della Francia dell’800 e delle situazuoni degradanti che si vivono. (Simona Bernini)
  • Madame Bovary – Gustave Flaubert.
    Per quanto abbia provato un misto di amore/odio per Emma, la protagonista, ritengo che questo libro sia una perla e mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. (Simona Bernini)
  • Loro due in quella foto – Gestern Hélène.
    Letto da poco e di una dolcezza unica. Lo scambio epistolare di due persone che insieme riscoprono le origini dei loro genitori, due perfetti sconosciuti a loro, esattamente nello stesso modo in cui si snoda questa vicenda. (Flavia)
  • Il peso della farfalla – Erri De Luca.
    Una storia emozionante scritta in un modo brillante. (Flavia)
  • Il bambino di Noé – Eric-Emmanuel Schmitt.
    La storia vista e raccontata dagli occhi e la bocca di un bambino ebreo che troverà la protezione di padre Pons. Un romanzo di poche pagine dolce, delicato, incantevole e commovente. (Grazia Desario)
  • Montedidio – Erri De Luca.
    Montedidio è un quartiere di Napoli dove regnano l’ignoranza e la povertà. E’ la storia di un ragazzo appena adolescente che si ritrova a fare i conti troppo presto con la vita e costretto a crescere in anticipo, conoscere la responsabilità, l’amore, il sesso e il lavoro. Anche questo si legge in poche ore ma è davvero intenso ed emozionante. (Grazia Desario)
  • L’anno di noi due – David Gilmour.
    Proposto da: Matteo Guiglia
    Verrà letto da: Anastasia
  • Ci sono bambini a zigzag – David Grossman.
    Proposto da: Matteo Guiglia
    Verrà letto da: Andrea Ussy
  • La fine del mondo e il Paese delle Meraviglie – Haruki Murakami.
    Proposto da: achiara84
    Verrà letto da: Antonia
  • L’ultima riga delle favole – Massimo Gramellini.
    amo molto Gramellini come cronista e giornalista, e questo romanzo è stata una sorpresa e allo stesso tempo una conferma. Il “vissero per sempre felici e contenti” non è certo una passeggiata. (achiara84)
  • 1984 – George Orwell.
    Proposto da: Cristina Kryssa Altieri
    Verrà letto da: Giusi
  • Memorie di una geisha – Arthur Golden.
    Proposto da: Cristina Kryssa Altieri
    Verrà letto da: Gioo
  • Il grande Gatsby – Francis Scott Fitzgerald.
    Proposto da: Francesca
    Verrà letto da: Giorgia
  • Il circolo Pickwick – Charles Dickens,
    ..dove è rappresentata la società inglese dell’ 800 in modo irriverente e simpatico! Un classico davvero eccezionale! (Francesca)
  • Anticristo – Friedrich Nietzsche.
    Pur non essendo ateo (per ora) ho letto con molto gusto questo libro, geniale. (Sam)
  • Follia – Patrick McGrath.
    Proposto da: Sam
    Verrà letto da: Simona
  • Canada – Richard Ford.
    Un’uscita nuova di zecca, ma che avevo avuto modo di leggere in inglese e che mi ha fatto innamorare di questo autore. Un libro pieno di riflessione e interiorità, un romanzo sul confine, in tutte le sue accezioni, e su come la vita possa sradicarci dalle nostre abitudini e credenze e lasciarci straniti e a testa in giù. (Panda Bamboo)
  • L’anno della morte di Ricardo Reis – José Saramago.
    Questo libro è difficile, intenso e doloroso, e racconta una pagina difficile della storia portoghese. Lo fa attraverso un personggio bellissimo, Ricardo Reis, pseudonimo di Pessoa. Un libro in cui si incontrano due grandi della letteratura portoghese, e Ricardo Reis è il filtro attraverso cui Saramago ama, denuncia, racconta senza sconti Lisbona. (Panda Bamboo) 
  • Noi siamo infinito (o Ragazzo da parete) – Stephen Chbosky.
    Un libro ricco di emozioni e sfumature, raccontato dalla voce narrante del protagonista adolescente sotto forma di lettere. (Virginia De Matteo)
  • Un giorno – David Nicholls.
    Proposto da: Virginia
    Verrà letto da: Dora
  • Come Dio comanda – Niccolò Ammaniti.
    Proposto da: Giusi
    Verrà letto da: Luana
  • Le quaranta porte – Elif Shafak.
    Proposto da: Giusi
    Verrà letto da: Anya
  • Mi riconosci – Andrea Bajani.
    Proposto da: Anya
    Verrà letto da: Flavia
  • Astrid e Veronika – Linda Olsson.
    Sempre di amicizia e di superamento della perdita si parla in questo libro. Le protagoniste sono due donne totalmente diverse tra loro, una scrittrice e una ‘strega’, che si incontrano per caso in un paesino della Svezia e insieme scoprono che la vita può sempre cambiare se hai qualcuno a fianco. (Anya)
  • L’amante di Lady Chatterley – D. H. Lawrence.
    Lo propongo perchè al tempo, per il coraggio della sua ardita narrazione, fu bandito. Sconvolse la morale comune, e non solo per il suo narrare esplicito, ma perchè la protagonista, ribelle e rivoluzionaria, si permette di andare infondo alla sua scelta, anche al costo di opporsi alle convenzioni imposte dalla sua posizione sociale. (Morena)
  • Gatti molto speciali – Doris Lessing.
    Proposto da: Morena
    Verrà letto da: achiara84
  • Il cliente – John Grisham.
    Come avevo già anticipato, questo romanzo è un legal thriller che mi ha colpito molto (e dal quale è stato tratto l’omonimo film con la talentuosa Susan Sarandon). La vicenda è ambientata tra Memphis e New Orleans e inizia con il suicidio di un’importante avvocato, suicidio che cambierà per sempre l’esistenza del giovane protagonista. (Andrea Ussy)
  • Le quattro casalinghe di Tokyo – Natsuo Kirino.
    Proposto da: Andrea Ussy
    Verrà letto da: Sam
  • Oltre Capo Nord, viaggio di una donna allo Spietzberg – Leoniè d’Aunet.
    Questo piccolo diario di viaggio è stato pubblicato solo pochi anni fa in Italia, a me è stato regalato altrimenti probabilmente non l’avrei mai scoperto, ma ora non posso non voler condividere questa meraviglia con voi! Quest’opera è la testimonianza della prima donna che ha intrapreso un viaggio fino alle estremità del pianeta. La protagonista, esponente della società bene parigina dell’Ottocento, ha solo 19 anni quando decide di partire a seguito del marito, pittore ufficiale del re. Temevo che questo diario fosse un noioso susseguirsi di luoghi e fredde descrizioni invece Leoniè ha una penna degna dei più grandi scrittori dell’epoca messa a servizio di un acuto spirito di osservazione e di un fortissimo humour sarcastico. Così viene facile seguirla nelle meraviglie di quelle terre fredde e apparentemente inospitali in cui esseri umani si sono volontariamente relegati ad una vita di privazioni che l’autrice cerca di capire non senza difficoltà! Sono felice che finalmente questo libro stia arrivando al grande pubblico perché è una lettura che merita e spero che incuriosisca qualcuno di voi! (Giorgia)
  • Dizionario dei nomi propri – Amélie Nothomb.
    Proposto da: Giorgia
    Verrà letto da: Cristina Kryssa Altieri
  • Cioccolata a colazione – Pamela Moore.
    Vi linko la recensione per convincerci al meglio:https://unbuonlibrounottimoamico.wordpress.com/2013/04/14/cioccolata-a-colazione-pamela-moore/ (Luana)

  • I figli della mezzanotte – Salman Rushdie.
    Proposto da: Luana
    Verrà letto da: Virginia
  • Il terzo gemello – Ken Follet.
    Proposto da: Gioo
    Verrà letto da: Morena
  • Di tutte le ricchezze – Stefano Benni.
    Proposto da: Gioo
    Verrà letto da: Valentina

Cioccolata a colazione | Pamela Moore

Titolo: Cioccolata a colazione
Titolo originale: Chocolates for breakfast
Autore: Pamela Moore
Pamela Moore 2Cenni sull’autore: Salutata nel 1956 come la Francoise Sagan d’America, Pamela Moore a soli 18 anni divenne dalla sera alla mattina un clamoroso caso letterario. Cioccolata a colazione, questo il romanzo che le portò subito la notorietà, fu un vero e proprio success de scandale. Nelle sue pagine la giovanissima scrittrice affrontò, con la giusta dose di disincanto, argomenti considerati allora tabù come l’omosessualità, l’eccessivo uso di alcol, il suicidio giovanile. Per sfuggire alla curiosità ossessiva dei mass media, Pamela Moore visse quei “mesi caldi” in Europa, lontana dalla madrepatria. Così mentre il suo romanzo d’esordio sulla gioventù dorata di New York e Los Angeles vendeva milioni di copie ed i giornali si interrogavano su questa studentessa di buona famiglia che scandalizzava l’America ma conquistava l’Europa, l’autrice si dedicava, anima e corpo, ai suoi serissimi studi di storia medievale a Parigi. Un successo che non venne però replicato dai successivi romanzi e l’interesse dei giornali andò inevitabilmente scemando. Sposatasi con un giovane avvocato, Pamela Moore, sofferente, a quanto pare, di bipolarismo, si tolse drammaticamente la vita nel giugno del 1964 con un colpo di carabina. Non aveva ancora 27 anni. (Fonte: http://www.queerblog.it/post/14873/cioccolata-a-colazione-pamela-moore)
Data di pubblicazione: 1957
Edizione: Oscar Mondadori
Traduttore: Tommaso Giglio
Numero pagine: 253
Consigliato: Sì.

 

L’innocenza può essere raggiunta solo nell’amore. Credo che tu non lo sappia. Qui, chez-nous, l’amore non è mai innocente. E’ corrotto come l’occhiata furtiva di un vecchio. I cocktail falsano le sensazioni; l’oscurità nasconde la giovinezza dei corpi; gli occhi chiusi, le narici contratte, il silenzio, annullano il piacere.

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Non capisco – e tanto meno penso che capirò mai – il meccanismo per il quale alcuni libri finiscano nel dimenticatoio mentre altri rimangano scintillanti sotto le luci della ribalta. Gli alcuni libri di cui parlo, naturalmente, sono libri che valgono la pena di essere letti, che hanno conosciuto momenti di fama ed in seguito hanno perduto del tutto seguito.. Non mi preoccupo infatti di quei libri che, smaniosi della meritata fama del più forte, nell’orgia assassina della catena letteraria defraudano i pesci più piccoli, più deboli, meno leggibili, meno godibili.

Va da sé che non capisco come un libro quale “Cioccolata a colazione” di Pamela Moore sia potuto andare a finire del dimenticatoio, e non dedicherò altre parole a questo mistero al quale guardo con sdegno. Piuttosto, mi cimenterò a scrivere parole che possano, nel mio piccolo, indurre altre persone a reperire questo testo e goderne la lettura. Inizierò a parlare di questa folgorante lettura prendendomi una licenza, azzardo un altissimo paragone, dirò infatti che Pamela Moore è l’erede diretta di Francis Scott Fitzgerald. Da quest’ultimo infatti ha ereditato eleganza nello stile, disillusione nello svolgersi degli eventi, realismo nel dipingere i personaggi. E, come il mentore che le ho attribuito, sia la scrittrice, che i suoi personaggi, fanno parte della Generazione perduta. Non la stessa Fitzgeraldiana che occupò tra frizzi e sollazzi gli Anni Venti, ma un’altra, altrettanto alcolizzata, disincantata, annoiata, quella degli anni Cinquanta. Il palcoscenico è sempre l’America. L’atmosfera è sempre quella ambigua dei cocktail parties al quale già Jay Gatsby ci aveva invitati.

Cambia il punto di vista. Il filo della narrazione si dipana concentrandosi su Courtney Farrell, sedicenne figlia di un’attrice di Hollywood ormai in declino e di un padre assente nei cui confronti prova quasi paura ogni volta in cui si incontrano, come se si trattasse di uno sconosciuto. Dapprima rinchiusa tra le pareti del college di Scaisbrooke, in seguito giovane scopritrice delle false apparenze del mondo poco brillante di Hollywood, ed infine catapultata nel ritmo frenetico di New York, Courtney è un’anima infelice. Lega la sua infanzia al ricordo degli alcolici di cui era succube la madre, per diventarne vittima nell’adolescenza in un modo quasi automatico, come se si trattasse di un destino inevitabile. Depressa, smarrita nella ricerca della verità, questa giovane ragazza americana passerà dal parlare di Joyce con un’insegnante del suo college al cambiare di compagnia in compagnia maschile per porre rimedio ad un’infanzia perduta in un castello di sabbia andatosi frantumando.

Gli aspetti interessanti di questo libro andato perduto sono tanti. Omosessualità, distruzione del mito hollywoodiano, suicidio giovanile. La stessa Pamela Moore si uccise a meno di trent’anni con un colpo di carabina, e questo suo anelito di morte si avverte per tutta la narrazione. Per questo parlo di questo libro in modo così impietrito, perché sono amareggiata, ancora una volta toccata da una mano quasi mortale, proprio come mi accade quando leggo Francis Scott che, se non si suicidò, non volle sicuramente bene alla propria vita. Tutte le pagine ingiallite di questo volume trasudano amarezza, abbandono, sono come un grido d’aiuto che si perde soffocato tra litri d’alcool e notte fattesi mattino in compagnia della “ciurma”, poco assennata compagnia composta da giovani studenti rivoltosi di Yale con i quali Courtney scorrazza per New York. E questi giovani sbandati, che si annoiano nel divertimento, che nella noia stessa e nella routine avvinazzata e smodata ricercano se stessi, non sono altro che i Belli e dannati ai quali Fitzgerald già si abituò, è curioso notare che ricorrono persino delle omonimie. C’è un Anthony perduto là, c’è un Anthony perduto qua. Balza agli occhi il fatto che la frenesia con la quale i personaggi vivono è un modo azzardato di combattere il fatto che raggiungere la felicità sia impossibile. Qualsiasi aspetto dell’esistenza, persino la sessualità, è trattato con superficialità. Tanto per i giovani, quanto per gli adulti. La madre di Courtney, attrice fallita, ne è l’emblema. Impegnata a salvare le apparenze, non si cura di indebitarsi per una cifra molto più alta di quella che potrà restituire.

Ma la nota dolente di questo romanzo è il personaggio di Janet, compagna di stanza di Courtney presso Scaisbrooke e sua Caronte per la bella e giovane vita di New York, è un personaggio tragico all’inverosimile  lo scarto della società, il prodotto di un mondo che non si cura di volersi bene, e di voler bene ai propri figli. Anche nel rapporto tra le due si nota una certa forma di mutismo, quasi un’impossibilità a essere se stessi, un impasse di emozioni e capacità di conoscersi più a fondo. Parlano di ragazzi, dell’alcool che bevono continuamente e delle sigarette che una insegna all’altra a fumare. Nemmeno quando sarà troppo tardi, riusciranno a tendersi realmente la mano.

Una prosa impeccabile, un accanimento nei confronti del lettore silenzioso, ma profondo, fanno di questo romanzo un prodotto imperdibile. E ne fanno per me un oggetto di inestimabile valore, in quanto giuntomi dalle mani di una persona amata che, per me, lo ha riesumato dalla polvere di un mercatino, consapevole di quanto ci avrei ritrovato i miei amati Zelda e Francis Scott. Non posso purtroppo provvederne la ristampa, ma vi chiedo gentilmente, per voi stessi, di munirvi di questa lettura, spulciate nei mercatini, chiedete alle biblioteche. Non perdete per nulla al mondo il grido che Pamela Moore fece prima di saltare nel vuoto.

Luana Cau


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