Il ragazzo che amava Shakespeare | Bob Smith

Titolo: Il ragazzo che amava Shakespeare
Titolo originale: Hamlet’s Dresser
Autore: Bob Smith
Cenni sull’autore: Bob Smith è nato a Stratford, cittadina del Connecticut con lo stesso nome di quella inglese in cui nacque Shakespeare. Dopo un’infanzia infelice passata a badare alla sorella malata, si è imbattuto nelle opere del più grande poeta e drammaturgo per caso, in una giornata di pioggia, e da allora le parole di Shakespeare guidano la sua vita.
Anno di pubblicazione:  2002
Edizione: TEA
Traduttore: Marcella Dallatorre
Numero pagine: 312
Costo: 8€
-> Consigliato:  A chi ama il teatro in generale e Shakespeare in particolare

Credo che più confusi si è dentro, più si ha bisogno di credere in qualcosa fuori. Avevo un disperato bisogno di appoggiarmi a qualcosa che fosse più grande di me, ed era chiaro che William Shakespeare capiva com’era soffrire senza neppure sapere perché.

 

E va bene, lo ammetto, mi sono lasciata ingannare dal fatto che, secondo la quarta di copertina, Frank McCourt abbia definito questo libro “Un capolavoro”. L’amico che me l’ha prestato mi ha avvisata: guarda che è triste. E io ho risposto “allora mi piacerà”.

Invece, nonostante le premesse, mi ha lasciata piuttosto interdetta. La passione dell’autore per le opere di Shakespeare è innegabile, traspare in ogni parola, ed è bello seguire lo sviluppo della sua profondissima conoscenza del grande autore inglese. Ma gli episodi della sua vita si succedono in modo forse troppo ripetitivo, e dopo un po’ la storia perde mordente.

Bob è un ragazzino come tanti, ma vive al servizio della sorella ritardata, cosa che finisce per condizionare ogni aspetto della sua esistenza. La ama moltissimo e non la percepisce come un peso, ma occuparsi di lei è un lavoro a tempo pieno, e il teatro finisce per rappresentare la sua unica via di fuga. Scopre Shakespeare per caso, leggendo una frase del Mercante di Venezia che gli sembra descriva perfettamente la sua situazione. E così, quando in città arriva un gruppo di attori, comincia a lavorare come servo di scena. Non gli interessa recitare, ma si appassiona al mondo di Shakespeare con rara dedizione, e nelle sue opere riesce sempre a trovare un parallelo con la propria vita. Il libro è infarcito di citazioni: in fondo ogni cosa che viviamo è già stata provata da qualcun altro prima di noi, e in Shakespeare c’è tutto, ogni esperienza umana, ogni dolore, ogni tradimento, ogni abbandono, basta cercare.

Da adulto Bob, che non vede la sorella da quarant’anni perché è stata messa in un istituto e lui non ha mai avuto la forza di andarla a trovare, fa lezione sulle opere di Shakespeare a gruppi di anziani, che diventano la sua famiglia, come se il fatto di aiutare e sostenere loro potesse riscattare la sua incapacità di occuparsi della sorella. Quest’ultima è un personaggio tragico, incatenata alla propria condizione e incapace di rendersene conto, e il fatto che Bob non solo non si sia opposto quando i genitori, sfiniti, hanno deciso di metterla in istituto, ma abbia anche rinunciato ad andarla a trovare per quarant’anni pur amandola moltissimo, lascia il lettore un po’ disorientato e deluso. Insegnare agli anziani ad amare Shakespeare è sicuramente una bella cosa, ma non cancella la debolezza del protagonista: il senso di colpa non è una giustificazione.

Tuttavia, anche Bob non ha sicuramente avuto una vita facile e serena: sempre isolato dai suoi compagni a causa della sorella malata, con i genitori costantemente sul punto di crollare, segnato dalla solitudine, ha trovato in Shakespeare una via di fuga dalla realtà e si è immerso in un mondo nuovo e affascinante.

Ecco, se amate e conoscete Shakespeare al punto da poter descrivere la vostra vita con le sue parole, questo libro probabilmente vi piacerà moltissimo. Io ho ammirato la dedizione del protagonista e mi piace l’idea che si possa trovare nei libri qualcuno che sa benissimo come ci sentiamo, ma questi concetti sono ribaditi più e più volte senza aggiungere molto alla trama, ed è un peccato.

Il ragazzo che amava Shakespeare si limita semplicemente a ciò che il titolo descrive: un bambino che diventa uomo trovando un sostegno fondamentale nelle parole di un autore ormai scomparso, l’unico a  riuscire nell’impresa di non farlo sentire solo al mondo.

La poesia divenne così un bellissimo luogo in cui nascondermi dalla mia vita e dai miei genitori, un luogo in cui sapevo che loro non mi avrebbero mai seguito.

Thais Siciliano

Annunci

Informazioni su unbuonlibrounottimoamico

Un amore così grande per la lettura che farei qualunque cosa pur di fare in modo che viva. Vedi tutti gli articoli di unbuonlibrounottimoamico

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: